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Preamplificatore AM Audio A-5

special guest: CD Teac VRDS 25 X modificato by AM Audio

Truth never hurts the teller (Robert Browning)

[English version]

Prodotto: Preamplificatore A-5
Produttore: AM Audio - Corso Milano 102, 27029 Vigevano (PV) - Tel. 0381 347161 - Fax 0381 346469
Prezzo approssimativo: 2.200 Euro (Lit. 4.450.000)
Recensore: Stefano Monteferri

[Il nuovo preamplificatore AM Audio A-5]
Il nuovo preamplificatore di casa AM Audio, "imprigionato" tra marmo e grafite!

Con la realizzazione dell'A-5, il nuovissimo preamplificatore di casa AM Audio, Attilio Conti si è prefisso un obiettivo estremamente ambizioso: realizzare un oggetto che, a fronte di un impegno economico significativo ma non proibitivo, offrisse in cambio una ingegnerizzazione ed una realizzazione tecnica ispirata a quei concetti espressi dal meraviglioso pre B1 Reference (oggetto realmente allo stato dell'arte) e, cosa ben più importante, caratterizzato da prestazioni musicali di elevatissimo livello qualitativo.

OK, ottime e lodevoli intenzioni, ma il punto della questione è: c'è riuscito o no? Già, perchè il modello non è matematico, è non è sempre detto che ad un determinato costruttore, che pure nel passato si è sempre contraddistinto per una produzione particolarmente azzeccata, tutte le ciambelle riescano col buco. Vediamo quindi di risolvere il dubbio in questione.

Estetica e finiture

L'impressione è quella di trovarsi di fronte ad un oggetto nel quale l'alta tecnologia si fonde armonicamente con una dimensione costruttiva dal carattere piacevolmente artigianale.

Il nuovo A-5 si presenta infatti con la veste estetica che contraddistingue le più recenti realizzazioni di casa AM Audio: abito nero e pannello frontale di esagerato spessore (12 mm), sapientemente "raddoppiato" nella zona centrale, con il telaio che utilizza lamiere di alluminio amagnetico di consistente spessore (3 millimetri).

I comandi sono ridotti allo stretto necessario (volume e selettore degli ingressi), con il pulsante di accensione posto sul retro dell'apparecchio (suggerisco di mantenere l'apparecchio costantemente acceso, le vostre orecchie vi ringrazieranno...), ed il cui stato di operatività è segnalato da una intensa lucina, di colore blu, collocata esattamente al centro del pannello frontale.

Il retro dell'apparecchio è caratterizzato da una inusuale collocazione degli ingressi/uscite (RCA a doppia doratura con isolamento in teflon), che tradisce in modo evidente la costruzione "dual mono" del preamplificatore. Sono inoltre presenti due uscite a 30V previste per l'alimentazione di altre apparecchiature di casa AM Audio, quali il pre phono o la più recente evoluzione della modifica che Attilio Conti pratica da tempo su alcuni lettori CD Teac della serie VRDS (VRDS 25-X e VRDS 8).

L'apparecchio dispone di potenziometro del volume motorizzato telecomandabile, ed il relativo sensore ad infrarossi è collocato alla base dell'apparecchio annegato in uno dei piedini di appoggio.

Le dimensioni valgono 440 x 65 x 285 (l x h x p), ed il peso, degno di un amplificatore integrato di buona potenza, è di 8,5 Kg.
[A-5 inside]
L'interno dell'A-5 appare decisamente
"affollato", ma molto ordinato.

La tecnica

All'interno dell'apparecchio, fanno bella mostra di se due trasformatori toroidali blindati e inresinati, che forniscono l'alimentazione, oltre alla circuitazione audio ed ai circuiti di servizio, anche alla scheda di controllo del volume, realizzato tramite un potenziometro Alps motorizzato.

La selezione degli ingressi avviene per mezzo di relè posizionati direttamente a ridosso degli RCA di ingresso, in modo da ridurre al minimo il percorso del segnale. Lo stadio di uscita, realizzato con un push/pull di mosfet, non ha alcun anello di reazione negativa con il resto del circuito, e può erogare tensioni molto elevate, continuando a lavorare in classe A anche su un carico di 600 Ohm.

La sezione di alimentazione risulta particolarmente curata, ed utilizza un doppio filtro RC/RC seguito da uno stabilizzatore formato da un diodo zener alimentato a corrente costante che pilota un inseguitore di emettitore a Darlington. Per separare la funzione di filtraggio del ripple da quella di ritorno a bassa impedenza per il segnale audio, i circuiti dell'A-5 sono alimentati da ulteriori celle a resistenze e condensatori di valore apparentemente esagerato, ma che servono a mantenere un'impedenza costante in tutta la gamma audio, fino all'estremo inferiore.

L'ascolto

La prima cosa che emerge in tutta la sue evidenza, ascoltando il nuovo A-5, sono le elevatissime caratteristiche di trasparenza con cui è capace di restituire il messaggio musicale. Questo amplifica l'impressione di trovarsi quasi a "contatto diretto" con gli strumenti riprodotti, con la sensazione ben poco venga ad interporsi tra la sorgente del suono e l'ascoltatore.

Fin qui nulla di particolarmente eclatante, dal momento che gli apparecchi che fanno della trasparenza il loro punto di forza sono sicuramente più di uno. Quando però tale caratteristica si accompagna, come nel caso dell'A-5, ad ulteriori eccellenti doti quali una pressochè totale assenza di grana (il che rende assolutamente chiara e pulita la gamma media), ed una corposità dell'informazione riprodotta che rende il messaggio musicale così materico e denso (e questo accade in tutta la gamme di frequenze), diventa immediatamente evidente come ci si stia trovando di fronte ad un'apparecchio di classe davvero molto elevata.

Proseguendo con l'ascolto, mi trovo a riscontrare significative differenze, mai udite prima, tra le registrazioni dei vari brani inseriti all'interno di CD che ritenevo, invece, significativi per coerenza di registrazione e qualità. A questo proposito, mi piace segnalare come l'ascolto di vecchie registrazioni in mio possesso, i cui limiti ritenevo mi fossero noti, abbia invece rappresentato l'aspetto più emozionante dell'intera prova di ascolto, rivelando una insospettabile freschezza e pienezza armonica.

Attingo allora ad un repertorio che utilizzo raramente nel corso delle prove, e dopo aver scomodato alcuni "mostri sacri" degli anni ‘70, ecco che riscopro (tanto per non citare sempre i soliti titoli...) perle quali "Confessioni di un malandrino" e "Gli alberi sono alti" di Angelo Branduardi, che vengono riprodotte con un'intensità tale da farmi rivivere le emozioni provate anni fa ad un concerto di questo intrigante artista, ed anche piccole ed ormai dimenticate chicche quali "Nina" o "Sul nido del cuculo" di Mario Castelnuovo (ve lo ricordate?), assumono dimensioni mai udite in precedenza.

La prestazione dinamica è a dir poco eccellente, di estrema naturalezza ed impatto, con la sensazione che non sussistano compressioni di sorta a limitare la godibilità delle piccole così come delle grandi variazioni di intensità del messaggio musicale.

Il timbro è pieno, spesso, lucido e rifinitissimo a tutte le frequenze, di grande correttezza, a costituire un contesto di estrema intellegibilità, sostenuto da una gamma bassa estesa, corposa e poderosa, controllata e molto articolata, veloce ed a tratti persino nervosa. A guadagnarne è il senso del ritmo, che appare sempre incalzante, ben lontano da quell'effetto quasi soporifero che mi è capitato di ascoltare in qualche occasione, pur avendo a che fare con apparecchi che avevano comunque la pretesa di essere classificati "di classe elevata".

L'immagine è di grande livello qualitativo, e si sviluppa con naturalezza in tutte le dimensioni. Si mantiene perfettamente a fuoco anche lateralmente ai diffusori, dove gli elementi vengono materializzati senza incertezze e con il necessario spessore, e gli stessi risultano proiettati non solo in profondità dietro ai diffusori, ma anche oltre gli stessi verso il punto di ascolto, stagliandosi in maniera netta ed emozionante. Facilissimo quindi individuarne i contorni all'interno della scatola sonora, considerata anche la notevole quantità di aria che si colloca tra gli stessi, a garanzia di una eccellente leggibilità dell'architettura delle composizioni. Il senso di concretezza e realismo, partners permettendo, è elevatissimo, ed a tratti persino sorprendente...

Lamentele

A livello sonoro, non saprei davvero di cosa lamentarmi. A livello estetico e di "feeling", devo dire che a me le "vecchie" manopole di casa AM Audio (quelle dell'integrato PA-30 o del pre 04-N, tanto per intenderci, magari verniciate in quel particolarissimo colore antracite) piacevano decisamente di più (ma conosco gente pronta ad affermare esattamente il contrario! :-). Scomodo l'interruttore di accensione collocato sul retro dell'apparecchio, anche se, ad onor del vero, devo dire che da quando l'A-5 è entrato in sala di ascolto, tale interruttore è stato utilizzato un paio di volte al massimo: troppo evidenti sono infatti i vantaggi sonori derivanti dal tenere il preamplificatore costantemente acceso... ;-) Ad onor del vero, esistono anche ragioni tecniche a sostegno di tale scelta: una per tutte, in tal modo si evita che in cavi che conducono la tensione di rete, passino troppo vicini alle delicate sezioni di preamplificazione.
[Il Teac VRDS-25X]
Il "roccioso" Teac VRDS-25X

Dietro le quinte, uno "Special Guest": il Teac VRDS-25X!

Mi sono accorto fin da subito di trovarmi di fronte ad un prodotto che, considerato il suo livello di trasparenza e qualitativo in generale, stava mettendo a durissima prova le pur ottime (perlomeno in relazione al costo dell'apparecchio) qualità del mio usuale lettore CD di riferimento, il Marantz CD-17. A livello di raffinatezza in generale, ma in modo particolare per quel che riguarda la prestazione timbrica sul medioalto, il buon Marantz appariva infatti un po' col fiato corto, risultando freddino e ruvidotto e, in alcuni passaggi particolarmente critici, vagamente "elettrico". Qualche ulteriore difficoltà veniva dalla riproduzione delle matasse musicali più complesse, dove il nostro mostrava qualche problema di discernimento.

Per poter valutare appieno le caratteristiche dell'A-5, approfittando della disponibilità di Attilio Conti, ho quindi chiesto ed ottenuto un Teac VRDS-25X aggiornato con l'ultima versione della modifica che AM Audio applica da tempo su tale lettore CD (ne esiste però anche una versione per il più economico Teac VRDS-8).

Il Teac VRDS-25X non ha certo bisogno di presentazioni, trattandosi della nota macchina di punta integrata della stessa casa. Quello che mi preme segnalare, è come la sua meccanica di lettura (la CMK-3.2, semplicemente impressionante osservandola all'interno dell'apparecchio) sia tra le più stimate dai costruttori di apparecchiature "Top", e venga spesso utilizzata per la realizzazione dei CD Player/Unità di Trasporto più prestigiose in ambito mondiale (un nome per tutti, Wadia, con il CD Player integrato "Top of the Line" 860x o la meravigliosa meccanica CD Transport 270). In questo caso, è abbinata ad un circuito che prevede due convertitori mono a 20 bit AD1862N e filtro NPC SM5843AP 8x oversampling con risoluzione di 25 bit, con circuito anti jitter denominato D.S.R.L.L.

Come se non bastasse la robustissima costruzione dell'apparecchio (il "Test del Dizionario" non ha prodotto alcun risultato apprezzabile...), in dotazione vengono fornite quattro punte coniche a base molto larga da collocare, con la punta rivolta verso l'alto (ed io che pensavo di essere il solo ad utilizzare questo tipo di configurazione! :-), al di sotto dei piedoni dello stesso, sui quali è stata ricavato in origine un apposito "invito".

Realizzata sostituendo gli originali stadi di amplificazione successivi alla conversione digitale con amplificatori operazionali a componenti discreti operanti in classe "A", la nuova modifica AM Audio, che si sostituisce completamente agli stadi di uscita analogici del lettore, differisce dalla precedente per l'utilizzo di una rinnovata circuitazione che si distingue per essere del tutto priva di controreazione sia totale che locale, e viene ad essere alimentata, tramite le uscite a 30V presenti sul retro dell'A-5, direttamente dalla eccellente sezione di alimentazione completamente "dual mono" del preamplificatore stesso (ma ne esiste anche una versione alimentata a 12V dalla sezione di alimentazione interna al Teac VRDS-25X).
[La modifica AM Audio]
Le due schede relative agli stadi di uscita
analogici del VRDS-25X

La curiosità ha il sopravvento, ed indago quindi all'interno dell'apparecchio scoprendo due ordinatissime schede marchiate AM Audio (la modifica è completamente "dual-mono") fissate su di una lastra sagomata di spesso alluminio a sua volta fissata al telaio dell'apparecchio: un vero lavoretto di precisione...

Il miglioramento qualitativo rispetto al Marantz, in termini di densità, pienezza e ricchezza armonica, naturalezza e dolcezza timbrica, si è manifestato in tutta la sua evidenza, rendendo finalmente giustizia alle doti di trasparenza del preamplificatore oggetto di questa prova. Mi ha colpito in modo particolare l'eccellente restituzione del silenzio infrastrumentale (soprattutto con il display spento), una caratteristica sonora che, in genere, si riscontra solo nelle realizzazioni più prestigiose, e la non comune attenzione per la riproduzione dei dettagli posti in secondo piano.

Mi attendevo anche un deciso miglioramento del suono in termini di dinamica, autorità, solidità e coerenza, ed infatti così è stato. Quello che invece francamente non mi aspettavo, avendo già avuto occasione di ascoltare un lettore CD Teac VRDS-25X elaborato con la pur ottima "vecchia" modifica AM Audio, e che invece mi sono trovato a rilevare in tutta la sua consistenza, è il deciso miglioramento a livello di ricorstruzione dell'immagine virtuale.

Questa appare infatti estremamente ariosa, stabile e precisa come di rado capita di ascoltare. A renderla anche concreta ed estremamente leggibile, contribuisce il notevole buio di fondo che la contraddistingue, al quale si contappone l'improvvisa matericità degli elementi che la compongono.

Complimenti quindi a questo eccellente connubio Nippo-Italiano, grazie al quale potuto portare a termine nel migliore dei modi la prova del preamplificatore A-5.

Considerazioni e consigli d'uso

Se cercate un apparecchio dal suono dolce (forse sarebbe più corretto dire "addolcito") ed eufonico, pronto a perdonare i difetti di ciò che sta a monte (o dovrei dire a "nascondere informazioni"?) e dal suono morbido (o dovrei dire poco controllato?), l'AM Audio A-5 non fa per voi, dal momento che la filosofia di base che lo accompagna sembra essere la "Ricerca della Verità".

Critico negli abbinamenti quanto può esserlo un apparecchio dotato di tale trasparenza, pulizia ed analiticità, esige partners di altrettanto elevate caratteristiche musicali. Se qualcosa non va nella sorgente, l'AM Audio A-5 non fa proprio nulla per nasconderlo. Allo stesso modo, se il finale ed i diffusori non sono in grado di seguirne i virtuosismi, potreste non comprenderne il reale valore (ottima sinergia, manco a dirlo, con i finali in classe A pura della stessa casa).

Come ultima raccomandazione, fate molta attenzione se eventualmente utilizzate accessori al di sotto dell'apparecchio (anche se nel caso dell'A-5 non mi è sembrata pratica particolarmente necessaria). Nel mio caso, le punte coniche hanno prodotto pessimi risultati, sottraendo al suono armoniche, impoverendolo eccessivamente e svilendolo, ed è risultato di gran lunga preferibile l'utilizzo di sistemi quali i cubi in grafite ART Q-Damper collocati al di sotto dei piedini originali.

Conclusioni

L'A-5 è uno di quegli oggetti che inizialmente lasciano l'ascoltatore un tantino spaesato: non è infatti comune riscontrare un tale livello di trasparenza, dinamica ed attenzione ai particolari in apparecchi di costo simile. Ma se abituarsi a tale livello qualitativo risulta facile e piacevole, piuttosto difficile è invece separarsi dall'A-5 (si ha infatti la sensazione che parte della musica se ne andrà con esso).

Non si tratta certamente di un apparecchio economico ma, a giudicare da quanto è emerso nel corso della prova di ascolto, il rapporto qualità/prezzo si colloca, a mio avviso, su livelli davvero molto elevati.

Allora, obiettivo raggiunto da parte dello staff tecnico di casa AM Audio? Non ho alcun dubbio, si tratta di un centro pieno! Un ringraziamento ad Attilio Conti per averci messo a disposizione il nuovissimo preamplificatore A-5 oggetto di questa prova.

© Copyright 2000 Stefano Monteferri - http://www.tnt-audio.com

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