Pre-amplificatore linea passivo Placette Audio

[Pre-amplificatore linea passivo Placette Audio - vista frontale]

Un'opzione da considerare

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Prodotto: pre-amplificatore linea passivo Placette Audio
Produttore: Placette Audio - USA
Prezzo: 1.595 dollari - Convertitore di valuta - il prezzo può variare
Recensore: Roger McCuaig - TNT Canada
Pubblicato: Settembre 2017
Traduttore: Roberto Felletti

Introduzione

Ho utilizzato un pre-amplificatore linea passivo Placette Audio nel mio impianto per oltre un anno. In tutto questo tempo ho accumulato molte ore di ascolto, sufficienti per farmi una chiara opinione delle prestazioni di questo apparecchio. Alla fine, ho deciso di ritornare a un pre-amplificatore attivo. In questa recensione spiegherò come sono giunto a una tale decisione. L'esemplare in esame è stato acquistato sul mercato dell'usato.

Placette Audio

Placette Audio è un'azienda gestita dal proprietario, Guy Hammel; ha sede a Boise, Idaho (USA), e vende direttamente i propri prodotti, tra cui anche pre-amplificatori attivi, amplificatori linea e telecomandi.

Descrizione e Specifiche

[Pre-amplificatore linea passivo Placette Audio, telecomandi e alimentatore]

Se avete letto le mie recensioni precedenti, probabilmente avrete intuito che sono un accanito sostenitore dei prodotti dalla qualità costruttiva solida. Se un qualsiasi prodotto ha l'aspetto e dà una sensazione di qualità e solidità, trasmette anche una certa fiducia. Inoltre, è logico desumere che se si è investito nelle caratteristiche esteriori, sia come idee sia economicamente, anche all'interno troveremo lo stesso livello di impegno e di qualità. I componenti audio high-end sono costosi e i possessori non si aspettano di avere problemi per un bel po' di tempo. Niente è più frustrante che possedere un componente high-end che manifesta comandi che non rispondono bene, piedini traballanti o finiture che si ossidano dopo un paio di anni. Il pre-amplificatore linea passivo Placette Audio regge la sfida; si tratta di un prodotto di qualità, robusto, dentro e fuori. L'estetica è di stile industriale, che reputo abbastanza accettabile. Sicuramente, è una scelta voluta per poter tenere basso il prezzo.

Questo apparecchio misura circa 48 cm in larghezza, 16 cm in profondità e 5 cm in altezza. In realtà, è composto da tre cabinet separati montati sul pannello anteriore; i due laterali ospitano i canali destro e sinistro del pre-amplificatore passivo, mentre quello centrale è riservato all'alimentazione e alla selezione degli ingressi. Il principio basilare del funzionamento del pre-amplificatore passivo è piuttosto semplice: fare in modo che, tra ingressi e uscite, ci sia il minor numero possibile di componenti e che il segnale sia il più diretto possibile. Il progetto del Placette riduce la quantità di materiale a una manciata di cavi, relè a contatti sigillati e resistori Vishay. In un ulteriore sforzo volto a ridurre qualsiasi contaminazione del segnale, i canali hanno ciascuno un proprio cabinet, e gli ingressi non attivi vengono completamente disconnessi dal dispositivo, compresa la massa.

Il cuore dell'unità è una batteria di resistori Vishay a 125 passi che funge da regolatore del volume. I Vishay sono resistori, di elevata qualità, in lamina di metallo ad alta stabilità. Le specifiche tecniche Vishay affermano che il loro progetto è “non induttivo, non capacitivo”. Per quelli tra voi che sono curiosi, più in basso c'è un link a una pagina web che riporta le specifiche del resistore S-102 in formato PDF (in inglese). Placette utilizza 125 passi per poter ottenere il livello necessario di regolazione accurata del volume. Guy Hammel spiega che sono stati scelti i resistori Vishay allo scopo di ottenere la minore distorsione possibile del segnale in ingresso, e contemporaneamente un bilanciamento molto preciso dei canali destro/sinistro. Secondo lui, il Vishay S-102 è di gran lunga superiore ad altri resistori utilizzati per applicazioni simili. Inoltre, egli sostiene che un preciso bilanciamento del volume, a qualsiasi pressione sonora, è fondamentale per poter avere un palcoscenico “a fuoco”. Non è prevista la regolazione del bilanciamento, poiché Hammel ritiene che la precisione dei resistori, per la regolazione del volume a passi, sia sufficiente per mantenere il bilanciamento stesso. In base alla mia esperienza, la messa a fuoco e la stabilità del palcoscenico sono molto sensibili a vari parametri, e sicuramente il bilanciamento dei canali è uno dei più importanti.

Il Placette Audio dispone di tre ingressi non bilanciati e di due uscite non bilanciate. Guy Hammel non crede che i circuiti bilanciati apportino benefici percepibili a questo apparecchio; tuttavia, è possibile avere ingressi/uscite bilanciate come opzione, nel caso in cui a qualcuno servano. Sul pannello frontale ci sono un interruttore a levetta cromato, per inserire la regolazione manuale del volume, e una serie di LED che fornisce una rappresentazione binaria dell'impostazione del volume (da 0 a 127). Il volume può essere anche regolato tramite i telecomandi. L'apparecchio in mio possesso ne ha due, un Sony e un Magnavox, due modelli universali. Entrambi hanno funzionato bene, ed entrambi hanno più pulsanti del necessario. Placette Audio non fornisce un telecomando dedicato.

[Pre-amplificatore linea passivo Placette Audio - vista posteriore]

Specifiche tecniche

Esperienza d'ascolto

Il funzionamento del pre-amplificatore linea passivo Placette Audio è semplice: basta selezionare l'ingresso con il telecomando e regolare il volume, sia col telecomando sia agendo sull'interruttore posto sul frontale. I LED lampeggiano indicando, in numerazione binaria, il livello del volume, e non ci vuole molto ad abituarsi a questo tipo di regolazione per impostare il volume desiderato. I 125 passi sono abbastanza sufficienti per impostare il livello del volume che si desidera.

Il Placette tiene fede al suo obiettivo, che è apportare la minima alterazione possibile al segnale in ingresso. Velocità, dettaglio e trasparenza sono sorprendenti, e non ho riscontrato la presenza di rumore aggiunto né coloriture. Anche la ricostruzione e la precisione del palcoscenico sono state significativamente migliori di quelle del pre-amplificatore che ho sostituito. Tuttavia, devo precisare che il pre-amplificatore precedente non eccelleva in queste caratteristiche.

Prima di acquistare il pre-amplificatore linea passivo Placette Audio avevo fatto qualche ricerca, e mi ero imbattuto in alcuni commenti secondo i quali i pre-amplificatori passivi tendono ad essere caratterizzati da una scarsa dinamica e da una limitata risposta in gamma bassa. Con il Placette non ho riscontrato simili problemi; non ho notato carenze di alcun genere, in entrambi i casi.

Dopo alcuni mesi di utilizzo del Placette, ho deciso di ritornare al mio vecchio pre-amplificatore per rivalutare le differenze. Il Placette si è dimostrato migliore del B&K sotto tutti gli aspetti sopra menzionati, tuttavia c'è stata un'altra differenza, che cercherò di descrivere. Il Placette suonava, in un certo qual modo, meno vivace. Più che altro è stata un'impressione generale, e potrebbe essere definita una differenza molto sottile; sufficiente, però, per effettuare un ascolto e una valutazione più comparative. Alla fine, ho deciso di rimettere il pre-amplificatore e alcuni mesi dopo ho acquistato il Doge 8, che possiedo tuttora e che mi piace immensamente.

Ritengo sia importante menzionare il fatto che, quando ho effettuato questi confronti, ho usato dei cavi di segnale che non erano nemmeno lontanamente buoni (trasparenti) quanto quelli che uso ora, e questo può avere contribuito al risultato finale. Il pre-amplificatore, in qualche modo, può essere riuscito a compensare il danno arrecato dai cavi, mentre, ovviamente, il Placette non era in grado di farlo.

Il mio impianto

Diffusori: Coincident Total Victory I aggiornati al modello Total Victory II da Isreal Blume (il progettista), migliorati anche con piedini più ampi e modificati da me per la bi-amplificazione (modifica recente).

Amplificatori: monoblocchi Canary CA330 con valvole NOS rettificatrici e di pilotaggio, e valvole TJ Full Music mesh grid 300B di potenza (per midrange e tweeter) - amplificatore Jaton Operetta usato per i woofer (modifica recente per la bi-amplificazione).

Pre-amplificatori: Doge 8 con 4 valvole NOS Siemens degli anni '60 12AT7 e 4 valvole NOS Yugoslavia Elektronska Industrija Nis (EI) 12AX7 del periodo pre-bellico (usato con gli amplificatori Canary) - B&K Pro 10 MC (usato con l'amplificatore Jaton e i woofer in modalità bypass, così non ci sono componenti attivi nel circuito).

Sorgenti digitali: lettore CD Arcam CD72 (usato solo come meccanica) - Logitech Squeezebox Music streamer con alimentatore esterno lineare Powerwave HA-5. Entrambi i dispositivi sono collegati a un Musical Fidelity X-DAC V3 con alimentatore dedicato X-PSU V3.

Sorgente analogica principale: Lenco L75 #1 interamente ricostruito, con base da 34 kg - braccio Dynavector DV507 MKII - testina Zyx Universe - trasformatore step-up Coincident Statement MC

Sorgente analogica secondaria: Lenco L75 #2 parzialmente ricostruito - braccio originale Lenco - testina Denon DL160 - Project Phono Box SE II.

Cavi: tutti i cavi sono prodotti fai-da-te, progettati e realizzati da me, tranne quello utilizzato per l'uscita dell'MC step-up, un Tara Labs RSC Vector 1, e quello phono Dynavector, fornito con il braccio.

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