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Milano HiEnd 2005 - reportage

Chi ha paura del Grande Audio Mannaro?

Quinta Edizione

Quando Milano HiEnd nacque, nel 2000, gran parte del pubblico e degli operatori stessi ritenne che si trattasse di uno degli ultimi rigurgiti di un mondo in declino, un mondo in ritardo, che, nonostante il progresso avesse messo a disposizione virtualmente di chiunque un numero di canali praticamente illimitato, riteneva potessero ancora bastare due soli miserrimi canalucoli per poter ascoltare la musica in maniera eccellente.

A distanza di cinque anni, considerato che il Milano HiEnd è divenuto un appuntamento ricorrente, e che gli si è anche affiancato un evento gemello in quel di Roma, c'è quanto meno da registrare che tali rigurgiti sono evidentemente abbastanza duri a morire...

Se poi si deve giudicare dal numero di persone presenti, almeno sabato, viene anche un po' da chiedersi se si trattasse veramente di ultimi rigurgiti, o non fosse piuttosto una crisi, o meglio un riassestamento del mercato audio, cioè una situazione assolutamente normale in un momento in cui ad una ovvia saturazione si aggiungeva una potente spinta degli operatori, dalle major ai negozianti (anche e soprattutto quelli storici) verso l'audiovideo, nel tentativo di conservare gli ormai consueti trend di crescita del business.

La transizione sembra ormai completata, l'audiovideo per tutti è una realtà, il multicanale anche.

Tuttavia, dal nostro punto di vista assolutamente limitato e parziale (in ogni senso), ci sembra di poter dire che il risultato è ben diverso da quanto ci si poteva attendere.

L'effetto della cosiddetta crisi economica (ma a mio personalissimo avviso si dovrebbe semmai parlare di ritorno alla realtà, a seguito dello sgonfiamento dell'esperienza economica di tipo onirico/fantascientifico denominata "bolla tecnologica" che ha condizionato i mercati di tutto il mondo) è stata una limitazione drastica delle risorse disponibili proprio al momento del lancio di tutta una serie di nuovi prodotti.

In effetti il mercato audiovideo inizialmente, sull'onda del benessere generalizzato degli ultimi anni '90, aveva cercato di ripetere i fasti storici dell'audio negli anni 70 and 80, con una prima fase di elite, in cui la vendita di un numero pur limitato di sistemi di alto pregio potesse veicolare l'immagine del sistema audiovideo come bene di lusso per pochi, seguita dall'espansione a macchia d'olio proprio sull'onda di questa immagine.

La diffusione iniziale di tali impianti era rimasta eccessivamente elitaria, soprattutto a causa dei costi stratosferici, dovuti tanto ai prezzi elevati di parte della componentistica (proiettori, schermi al plasma, etc.)quanto al numero dei componenti stessi (5+1 diffusori, 5+1 canali di amplificazione indipendenti), della difficoltà di inserire sistemi tanto complessi in ambienti preesistenti senza una specifica ristrutturazione, della complessità oggettiva di tali sistemi, che proprio per tale motivo difficilmente riescono a competere in termini di pura qualità sonora con sistemi audio tradizionali, di una certa incertezza sugli standard (DVD, 5+1, 7+1 etc.), e dalla mancanza di esperienza e lungimiranza da parte di buona parte dei tecnici del suono (con effetti ping-pong che non si ascoltavano più da trent'anni almeno...).

L'ovvio atteggiamento attendista del consumatore medio a fronte di cifre esorbitanti ed incertezze sugli standard vincenti ha avuto come immediata conseguenza per i produttori il venir meno delle risorse finanziarie attese dalla prima ondata. La necessità del management di mostrare la correttezza delle proprie scelte sul brevissimo termine, legata alla dissennata ma onnipresente ingerenza della borsa in ambito industriale, ha quindi portato in pratica ad un tentativo disperato di allargare immediatamente la base di acquisto, con un crollo verticale ed improvviso dei prezzi.

Così dopo un breve periodo elitario, invece di avere uno sviluppo progressivo e controllato verso il basso, il mercato è stato aggredito immediatamente con proposte a basso o bassissimo costo e qualità corrispondente, che in pratica hanno fatto e fanno tuttora percepire al grande pubblico l'audiovideo suddiviso, come in effetti è, in due realtà distinte: oggetti elitari e cultural-chic fuori della portata del comune mortale, oppure strumenti popolari e sviliti quale la televisione.

Il fenomeno è ovviamente collegato a un fattore evidente a chiunque: l'inesistenza di oggetti audiovideo di fascia media, in termini di prezzo: a parte il livello infimo, non appena ci si sposta verso qualche cosa di livello qualitativo più elevato, il prezzo letteralmente esplode, come ci si può ben attendere data la complessità dell'insieme ed in certa qual misura anche la sua mancata maturazione.

Il risultato pratico è che si sta creando una totale frattura fra i due mondi dell'audio e dell'audiovideo. Mentre è sempre stato evidente come i tentativi del secondo di sostituire od incorporare il primo nel mercato di massa potessero attecchire, oggi si può forse spingersi a dire che a livello elevato il tentativo sembra quanto meno fallito.

Infatti, chi comperava il compatto o il coordinato in maniera totalmente acritica si troverà certamente benissimo con un sistema audiovideo tutto incluso, mentre chiunque era abituato a certi livelli qualitativi nell'audio, e quindi era disposto a spendere una cifra non irrilevante del proprio bilancio, si troverà con ogni probabilità impossibilitato dal punto di vista economico ad assemblare un sistema audiovideo con audio di qualità analoga. Di qui la necessità di una scelta di campo.

A giudicare poi dal trend della presenza nelle mostre audio o nelle aree audio delle mostre audiovideo, parlare di ultimi rigurgiti non sembra l'atteggiamento più corretto, visto che non sembra proprio che il pubblico di stia calando.
E' vero che il momento più nero della crisi economica di inizio millennio sembrerebbe essere superato, ma il pienone registrato al MIlano HiEnd era quanto meno inatteso e sorprendente anche per gli operatori. In più, si è trattato di un pienone dichiaratamente audio e solo audio a due canali, quindi ulteriormente significativo.

Infine, l'impressione si somma a quella già avuta al Top Audio dello scorso Settembre, quando per la prima volta mi è sembrato di vedere più affollamento nelle sale audio che audio video.

Può anche darsi che tutto sommato le manifestazioni fieristiche, soprattutto se ad ingresso gratuito, possano divenire un interessante diversivo in momenti di ristrettezze economiche, ma la gente sembrava sinceramente interessata, e c'erano parecchie facce nuove.
Che sia la rinascita dell'audio? Dipende da che si intende. Se ci si aspetta di tornare ai momenti d'oro (soprattutto per gli operatori...), quando tutto sembrava possibile, ho dei serissimi dubbi, perchè l'acquirente di un sistema audio di alto livello è ormai essenzialmente un appassionato di musica ed audio, uno specializzato, che conosce quanto c'è sul mercato, e non ha paura di acquistare l'usato all'estero.
Mediamente, ha un sistema di buon livello, ne è parzialmente soddisfatto, e cerca di migliorarlo quanto può senza svenarsi. Non ha fretta, sa attendere l'affare. Insomma, dopo tutte le spennature che ha subito, magari è ancora un pollo, ma un pollo decisamente più difficile da spennare.

I neofiti completi? Esistono, ma sono davvero scarsi, e invero ciò non può certamente essere un buon segno. D'altra parte, finchè l'MP3 e gli altri formati compressi con perdita di informazioni verranno veicolati come il non plus ultra della tecnologia e permetteranno di accedere a prezzi ridottissimi o gratis a musica che acquistata tramite canali tradizionali ha prezzi del tutto inaccettabili, è ben difficie che si venga a creare un atteggiamento critico da parte dei giovani.

Fin qui, abbiamo parlato dell'acquirente tipo. E la controparte?
Il discorso si fa difficile, il terreno minato... Sicuramente c'è una maggiore omologazione, difficile oggi trovare ad una manifestazione sale che suonano in modo ridicolo, se non in caso di nuove realtà che non hanno ancora evidentemente preso le misure o si sono trovate nell'impossibilità di rinunciare ad un evento, nonostante ritardi nello sviluppo di prodotti.

D'altra parte, è anche sempre più difficile trovare salette dabbero ben suonanti. I motivi possono essere molti e diversi, ma il risultato per chi è davvero interessato è piuttosto triste e deprimente. In molti casi, data l'eccelsa qualità e costo dei sistemi presentati rispetto alla povertà del livello qualitativo raggiunto, resta solo da chiedersi se questo sia dovuto ad una cronica incapacità od una totale mancanza di rispetto per il pubblico, da parte degli operatori, e non si sa davvero quale sia da augurarsi.

E' anche vero che in un evento come il Top Audio si può assistere ad un progressivo miglioramento della situazione di giorno in giorno, un po' per il rodaggio dei sistemi, spesso un po' troppo nuovi, ma anche per l'attività frenetica di alcuni ben noti consulenti che aiutano nell'attività di tuning delle salette.

All'HiEnd, con due soli giorni, tutto questo fine tuning viene meno, un po' perchè c'è semplicemente meno tempo per mettere a punto i sistemi, ed un po' perchè probabilmente in parecchi ritengono... che non ne valga la pena.

Un errore di valutazione? Certo, rimpiango il perfetto set up di alcune (pochissime, a dire il vero) salette alla metà degli anni '90. Sono le sole che perfino io, che sono dotato di una memoria assolutamente risibile, ricordo perfettamente, a distanza di parecchi anni.

D'altra parte, ho visto in passato affollare all'inverosimile ed osannare sale che sarebbe stato assai meglio chiudere per oltraggio al pudore auricolare, e quindi il fatto che si possa anche ritenere che non valga la pena di presentare sistemi particolarmente ben suonanti ha qualche giustificazione.

Ma comunque, se è vero che in molti casi il visitatore si fa attrarre e distrarre dal gran nome o dall'aspetto, molte altre volte mi è invece capitato di ascoltare giudizi assolutamente lapidari e centrati da parte di perfetti sconosciuti.

Vorrei quindi rivolgere un monito agli espositori: anche se non lo troverete nelle riviste che sovvenzionate con la vostra pubblicità, anche se non lo troverete neppure nella nostra, l'impressione di scarsa professionalità che l'ascoltatore esperto ha entrando in una saletta malsuonante è difficile da scordare e da perdonare. Può svilire un buon prodotto al punto tale da renderlo invendibile.

In ogni caso, spendete il tempo necessario a conoscere bene i prodotti che intendete presentare: trovate il modo di far rendere al massimo almeno le elettroniche. Nella saletta avrete già abbastanza problemi con le casse.

Non sottovalutate chi viene ad ascoltare: ci sono anche i polli (sempre meno), ma non è più così facile trarre in tentazione chi è disposto a spendere senza una performance adeguata.

Infine i prezzi: è possibile che non si possa fare proprio nulla di buono ad una cifra ragionevole per uno studente? E' evidente che uno dei problemi che provocano lo scarso accesso di nuovi acquirenti al nostro settore sono i prezzi cosiddetty "entry level" che ormai hanno raggiunto livelli totalmente ridicoli.

C'è anche di peggio: c'è chi si permette di respingere l'acquirente giovane, che ovviamente cerca di risparmiare, e magari approfitta un po' troppo della disponibilità altrui. Questo è profondamente umano, probabilmente sempre avvenuto, certamente suicida: è il modo migliore per distogliere un giovane potenziale cliente da un interesse che ben coltivato potrebbe essere la classica miniera d'oro. Oggi come oggi campare... d'espedienti non è così semplice, il pollo da spennare non si trova in batteria. Meglio costruirsi una clientela con un rapporto sano e corretto.

A proposito... ah, sì. L'Hi End 2005...

Dunque che dire? Nulla di particolarmente nuovo sotto il sole, molte facce già viste, alcune facce nuove, molte conferme. Che chiedete? Se i discorsi sopra c'entrano anche con l'HiEnd? C'entrano, c'entrano eccome...

In particolare, è vero che sono andato sabato mattina abbastanza presto, quindi ci si poteva aspettare un set-up non perfetto, ma devo dire non sono rimasto particolarmente eccitato dal livello medio del suono delle salette. Ne ho trovate pochissime davvero ben suonanti, e la maggioranza non sembrava raggiungere neppure il livello degli scorsi anni. Confrontandomi con altri, ho scoperto che l'impressione era abbastanza generale. Signori, suvvia, si può certamente fare di meglio!!!

L'affusso di visitatori è stato, come abbiamo detto, abbastanza imponente, soprattutto il sabato. La domenica il pubblico è stato inferiore in quantità, dato l'ormai tradizionale blocco delle auto in vigore a Milano e zone limitrofe in coincidenza con l'HiEnd e il clima non propriamente favorevole (nevicava...), ma secondo gli operatori il pubblico presente era ben più motivato ed interessato, ed il risultato in termini di business è stato decisamente positivo.

Quanto all'esposizione vera e propria, solo qualche foto (come al solito un grazie enorme a Stefano Zaini) di alcune degli oggetti a mio insindacabile giudizio più interessanti...

Questo Kuzma presentato da Audio Lyric mi piace molto...

[Sala Milano HiEnd 2005]

Molto interessante ed intrigante, per il suo design inconsueto quanto il suo motore il famoso altoparlante Manger presentato dall'Auditec. Noi di TNT-Audio provammo un diffusore Manger (lo ZeroBox 109) già nel lontano 2001...

[Sala Milano HiEnd 2005]

Sì, lo so, ogni anno le ripresento, e no, non ho la percentuale, ma le trovo davvero originali e suonano pure... Che volete di più da Montagna?

[Sala Milano HiEnd 2005]

Mi piace, mi piace, mi piace... e suona sempre bene. C'è nessuno che venda un Morsiani a prezzo molto modico ?? ;-))))

[Sala Milano HiEnd 2005]

Utopie a gogo...

[Sala Milano HiEnd 2005]

Innovazione e vintage nello stand di The Sound Of the Valve. Ma il gusto vintage prevale...

[Sala Milano HiEnd 2005]

Per essere muto, è muto. Come una tomba... è proprio granito quel che luccica nei diffusori di Wermelinger Research. In realtà il design particolare, tecnologico, e la finitura lucidissima li rende degli oggetti decisamente piacevoli, e l'effetto lapide è assolutamente inesistente. Un risultato non facile da ottenere.

[Sala Milano HiEnd 2005]

Non è necessario presentare impianti enormi o stratosferici per far mostra di un bel suono: Silco persegue questa strada da anni anche al Top Audio, presentando sistemi bensuonanti a prezzi accessibili. Un atteggiamento decisamente controcorrente, una eccezione che a mio parere merita un pubblico riconoscimento, proprio perchè testimonia la possibilità di ottenere risltati più che accettabili in termini assoluti con cifre tutto sommato accessibili.

Arrivederci all'anno prossimo!!

© Copyright 2005 Giorgio Pozzoli - http://www.tnt-audio.com

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