Giradischi ZONTEK e Braccio Delta da 14"

[Giradischi Zontek con braccio Delta]

Un peso massimo che fa le piroette!

[English version here]

Nome Prodotto: Giradischi ZONTEK e braccio Delta
Produttore: ZONTEK - Polonia
Distribuzione nel Regno Unito: G Point Audio
Prezzo: 9900 circa (Conversione di valuta) (Il prezzo può variare)

Recensore: Mike Cox - TNT UK
Data recensione: Dicembre 2015
Traduzione a cura di: Stefano Miniero

Questa combinazione di giradischi e braccio, potrebbe minacciare seriamente il vostro stato psico-fisico, per almeno due ragioni. Prima di tutto, con la versione Ultra che stiamo recensendo qui, siamo sul considerevole peso di 55Kg, per cui potreste facilmente farvi male, mentre lo installate. È ovvio che quando si parla di questi livelli di prezzo, avete tutto il diritto di pretendere che il venditore vi faccia una dimostrazione e che si faccia carico dell'installazione, che infatti è proprio quello che accade in questo caso. In secondo luogo, una volta installato, potreste innamorarvene perdutamente e non volerlo più lasciar andare via, cosicché il vostro conto in banca potrebbe subire un consistente salasso!

[Braccio Delta]
Vista ravvicinata del braccio Delta.

In questa combinazione ZONTEK, sono racchiuse soluzioni ingegneristiche del tutto inedite per me. Intanto il braccio Delta è un 14", e non uno dei soliti 9" o di quelli più lunghi da 12". La seconda caratteristica inusuale è il piatto a levitazione magnetica. Infatti, questo piatto non grava su un classico cuscinetto reggi-spinta, ma è tenuto in posizione sul piano verticale grazie a dei magneti. Ciò può essere facilmente verificato spingendolo verso il basso: il piatto si abbasserà di pochi millimetri e tornerà in posizione non appena rilascerete la pressione..

Ma l'uso dei magneti non è limitato alla sola sospensione del piatto. Anche il braccio Delta fa uso di una sospensione magnetica, che elimina gli attriti dei cuscinetti (di fatto non c'è alcun cuscinetto) e garantisce un controllo estremamente preciso dell'anti-skating.
L'anti-skating stesso si regola con una manopola zigrinata, posizionata alla base della torretta del braccio. La versione del braccio Delta che ho usato io era costruita in solidissimo ebano nero e in bronzo, con alcune parti placcate in oro. Sono disponibili anche placcature in Rodio ed Argento, ed inoltre il braccio stesso può essere personalizzato, su ordinazione, con una massa effettiva idonea alla vostra testina, in un intervallo da 14g a 30g.

La base del giradischi può accogliere fino a tre bracci diversi, quindi, se le vostre finanze ve lo consentono, potreste avere qualunque combinazione di bracci da 9" o da 12", oltre al braccio Delta da 14".

Il braccio Delta stesso dispone di connettori phono in standard RCA, posizionati alla base della torretta, cosa che vi consentirà di usare il vostro cavo di segnale preferito. In ogni caso, viene fornito anche un cavo che incorpora la connessione di terra, e che è normalmente reperibile presso Y.Tome.
Se invece usate un comune cavo phono, dovrete innestare un cavo di terra tra il terminale alla base della torretta e lo stadio phono, altrimenti si potrebbe generare del ronzio dalla linea di alimentazione. Tutti i giradischi, a prescindere dal loro livello di qualità e costo, devono poggiare su una base solida.
Il mio giradischi è installato su una mensola, saldamente avvitata al muro, cosa che ovviamente non sarebbe possibile su pareti in legno o tantomeno in cartongesso. Ma quando Greg della GPoint Audio mi ha portato il Zontek, è apparso subito evidente che occupava, in pianta, molto più spazio del mio solito giradischi, e che pertanto non avrebbe mai potuto essere posizionato sulla mensola.
Oltretutto, dubito che la mia mensola possa sopportare un peso di 55Kg (tenete conto di questi aspetti, quando prendete in considerazione l'acquisto di un giradischi).

Pertanto, lo abbiamo dovuto posizionare sul mio rack della Rogoz Audio, che è un tavolino molto pesante e assemblato incredibilmente bene. Sfortunatamente però, visto che la mia sala d'ascolto al secondo piano ha un comune pavimento sospeso in legno, il giradischi è diventato estremamente sensibile ai movimenti indotti dal calpestìo dei passi nella stanza.

[Porta-testina Delta]
Vista ravvicinata del porta-testina Delta.

L'installazione della testina è resa relativamente semplice grazie ad un apposito alloggiamento rimovibile. Questo alloggiamento viene poi fissato alla terminazione del braccio tramite una vite a testa zigrinata, come potete vedere nella vista ravvicinata qui sopra. Prima si avvita la testina all'alloggiamento, e poi si fa scivolare la vite zigrinata in un apposito incavo sulla terminazione del braccio. A questo punto si può allineare correttamente la testina, muovendola avanti e indietro, o ruotandola in senso orario e antiorario.

Nel pacchetto, è compresa anche una apposita dima per l'allineamento della testina, con marcati i riferimenti sui quali posizionare lo stilo, e che indicano se c'è un errore nell'overhang (troppo avanti o troppo indietro), oltre alle solite linee parallele per regolare l'allineamento angolare, tramite rotazioni destra/sinistra. Si tratta di una procedura nota e usata da chiunque usi un giradischi, quando deve montare una testina.

L'ultima cosa che resta da fare, a questo punto, è regolare la forza di tracciamento, il che è un po' più complicato rispetto ai bracci di lunghezza standard. Questo perché la vostra bilancina deve poter permettere di posizionare la testina come se poggiasse sulla superficie del disco, quindi la maggior parte delle bilancine digitali, più spesse, non funzioneranno correttamente. Per la precisione, qualunque bilancina più spessa di 5mm solleverà troppo la testina, e la forza di tracciamento verticale misurata, risulterà così inferiore a quella reale. Sono pronto a scommettere che anche i dischi fortemente ondulati funzioneranno male, con la combinazione ZONTEK/Delta.

Il ZONTEK alla prova d'ascolto

Regolare correttamente il ZONTEK ed il braccio Delta, richiede circa mezz'ora, almeno per un utente esperto. Una volta che tutto sia pronto per l'ascolto, per prima cosa dovrete fare l'abitudine al tempo che impiega il piatto a raggiungere la velocità di esercizio. Ma se lasciate il piatto in rotazione, mettendo e togliendo i dischi mentre gira, vi risparmierete il tempo dell'attesa.

Infatti, una volta raggiunta la velocità di rotazione prevista, questa viene mantenuta in modo molto stabile. Così come fornito, il ZONTEK è equipaggiato con una sola cinghia di trasmissione, ma per velocizzare il tempo di avvio si può averne fino a tre. La regolazione della velocità di rotazione viene effettuata tramite una manopola, posizionata sul fianco del blocco motore, e può essere variata in modo continuo tra 33 e 45 rpm. Il motore stesso è un'unità in corrente continua che si rivela estremamente fluido, senza vibrazioni apprezzabili.

La prima presa di contatto con la combinazione ZONTEK/Delta, è stata una vera rivelazione: il livello di rumore di sottofondo sembrava essere di un ordine di grandezza migliore, rispetto ai gira-vinili che uso di solito.
Peraltro, io ho sempre usato bracci da 9", per cui la riduzione dell'errore di tracciamento dovuta al braccio Delta da 14", è stata anch'essa una sorta di rivelazione. Ma è solo quando ho iniziato a scartabellare la mia collezione di vinili, che l'esperienza ha cominciato a causare dipendenza.

La mia copia del 1971 di “Hunky Dory”, di David Bowie, acquistata di seconda mano e quindi un po' usurata, in realtà ha suonato come se fosse fresca di stampa. Tutti i “pop” e gli scricchiolii che ci si potrebbe aspettare da una registrazione così vintage, sembravano essersi fortemente attenuati. Non sto dicendo che il rumore fosse sparito, ma solo che non era più così evidente, permettendo a Bowie di risplendere in tutta la sua gloria.

E poi non sono riuscito a resistere alla tentazione di tirare fuori il primo disco che abbia comprato, “Close to You” del 1970, dei Carpenter. La prima traccia del lato A, intitolata “We've only just begun”, ha ancora quei “click” all'inizio, ma non appena la musica è iniziata, semplicemente non sembravano più avere alcuna importanza. La voce meravigliosamente ricca e vellutata di Karen Carpenter è in grado di catturarvi, ed infatti mi ha trasportato nuovamente agli anni '70.

Durante il periodo in cui ho avuto lo ZONTEK a disposizione, ho usato varie amplificazioni, sebbene lo stadio phono Whest sia stato sempre presente in qualunque combinazione usata. Ma qualunque fosse la configurazione in uso, l'effetto dello ZONTEK è stato di renderla del tutto ininfluente: la musica, di qualunque genere fosse, balzava davanti e catturava letteralmente la mia attenzione.

Tutto ciò mi ha riportato alla mente le parole di Ivor Tiefenbrun, che negli anni '70 sosteneva che il front-end di un sistema audio dovesse essere l'area nella quale spendere la maggior parte del budget. Naturalmente, diceva questo anche perché stava promuovendo l'iconico giradischi Linn LP12.
Anche io ho avuto la classica combinazione dell'LP12 e del braccio Ittok, che ha fatto egregiamente il suo lavoro, almeno fino a quando è stata manutenuta dal mio rivenditore di fiducia, ma in realtà non mi ha mai emozionato nello stesso modo in cui lo ha fatto lo ZONTEK.

E rimanendo agli anni '70, ho ascoltato anche “Selling England By The Pound” dei Genesis, nella formazione originaria con Phil Collins alla batteria e Peter Gabriel come voce principale. Si tratta di un classico dei Genesis “prima maniera”, infarcito di complessi passaggi strumentali, che lo ZONTEK, il Delta e la testina Benz Micro Wood hanno riprodotto in modo molto nitido e con una chiara separazione tra gli strumenti. La mia Benz, in realtà non aveva mai suonato così bene, ed evidentemente lo ZONTEK le permette davvero di esprimersi al massimo delle sue potenzialità.

Per concludere la mia esperienza d'ascolto con la combinazione ZONTEK/Delta/Benz, ho scelto qualcosa di molto più attuale, cioè l'album “Doing All Right” di Diana Krall, una registrazione live della sua partecipazione del 2008 al Jazzaldia Festival di San Sebastian, in Spagna. Ora, vi potreste aspettare che questa modernissima registrazione debba consentire allo ZONTEK ed al Delta si mettere in luce le loro migliori qualità.

Ma in pratica, lo ZONTEK ha solo messo in luce il fatto che, quella che dovrebbe essere una registrazione di primissimo ordine, sia in realtà semplicemente nella media per questo genere. Infatti, la performance di Diana e dei suoi musicisti era semplicemente al loro solito standard elevato, ma nonostante questo, era come se ci fosse un velo tra me e gli artisti.

Conclusioni

Potreste considerare difficile giustificare una spesa di 9900, solo per riprodurre della musica con una tecnologia ormai vecchia. È vero, i dischi possono anche essere l'espressione di una tecnologia anagraficamente vecchia, ma le vendite sono in costante aumento, e ci sono sempre più artisti che pubblicano le loro opere su vinile, oltre che in formato digitale. Se intendete valutare seriamente un acquisto di questo genere, considerate anche che dovrete fornirgli una base appropriata, su cui installarlo. E dovrete anche stanziare un budget idoneo per una testina di livello adeguato.
Ho letto, ad esempio, che lo ZONTEK suona benissimo con la classica Denon DL103 ma, secondo me, rappresenta il “minimo sindacale” per iniziare.

Se farete questo passo, non ne rimarrete delusi. La qualità costruttiva dello ZONTEK è davvero superba, ed insieme al braccio Delta, sembra perfettamente adeguato a competere a questi livelli. Ma l'aspetto, come tutto il resto del sistema, scomparirà dalla vostra prospettiva non appena farete suonare il primo disco. Lo ZONTEK catturerà la vostra attenzione, vi trascinerà nel cuore della musica e non vi lascerà più andare. Quindi preparatevi a sessioni d'ascolto che si prolungheranno fino a tarda notte, dopo che sarete entrati in contatto per la prima volta con la magia dello ZONTEK.

Allora, questo ZONTEK è davvero il giradischi perfetto? beh, non proprio, visto che anch'esso ha i suoi punti deboli.
Ad esempio, per regolare la velocità, ci sono dei riferimenti stroboscopici sul bordo del piatto, ma nessuna luce per illuminarli. Io stesso, per regolarla, ho dovuto procurarmi una lampada da tavolo. A questi livelli di prezzo, penso che sia lecito attendersi almeno una forma di illuminazione integrata, per lo stroboscopio.

Però tutti questi sono fastidi minori, se comparati con la magia intessuta con la musica dallo ZONTEK e dal braccio Delta, e ci si adatta subito, passando sopra questi piccoli difetti. A confronto con alcuni dei giradischi contemporanei più complicati dal punto di vista ingegneristico, questo è relativamente economico, per cui, se siete alla ricerca di un giradischi a questo livello di prezzo, non posso che raccomandarvi fortemente di richiedere una prova d'ascolto.

Ultimi aggiornamenti dalla ZONTEK

[ZONTEK Phono stage]
Stadio Phono ZONTEK “Art Deco”.

Mentre stavo ultimando questa recensione, ho ricevuto un aggiornamento che annunciava il rilascio di uno stadio phono abbinato a questo giradischi, dotato di 3 ingressi. Questo stadio phono permette quindi di equipaggiare lo ZONTEK con 3 bracci, e passare facilmente da uno all'altro. Lo “Art Deco” usa dei mini triodi Russi di origine militare, con degli alloggiamenti anti-vibrazione, proprietari ZONTEK, in ebano. L'alimentatore è esterno, e lo stadio phono si sposa perfettamente al giradischi ZONTEK anche nell'aspetto. Esattamente come nel caso del giradischi, c'è però una contropartita da pagare in termini di peso, per tutta questa sofisticata eleganza. Infatti, dovrete farvi carico di una stadio phono che, insieme al suo alimentatore, pesa oltre 25 Kg.
Ovviamente, per testare adeguatamente questo bellissimo stadio phono, dovrei farmi prestare nuovamente lo ZONTEK!

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