Consulenza HiFi - Lettere alla Redazione di TNT-Audio

Settimana 20/1/2024 - 27/1/2024

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ATTENZIONE!!! Leggere prima le ISTRUZIONI PER L'USO | Leggete le FAQ per le domande più generali
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  1. Amplificatore classe D Fosi Audio V3 + Fosi P3
  2. Phono solo MM
  3. Sul destino dell'HiFi
  4. Amplificatore o pre...?
  5. Suggerimento ampli per cuffie
  6. Chiarimenti e spunti
  7. Dubbi su riparazione giradischi
  8. I miei due centesimi
  9. Dove sta andando il mercato HiFi?
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Amplificatore classe D Fosi Audio V3 + Fosi P3
Buonasera direttore, è con piacere seguo le sue belle risposte che dà agli utenti di TNT-Audio. Voglio porle una domanda semplice. Ho acquistato delle casse, un anno fa, le
Elac B5 da lei recensite. Vengo alla domanda per questi diffusori. Sono posizionati in una sala soggiorno rettangolare di mq23. Gli Elac sono distanziati dalla parete posteriore 90cm e 2,5 metri canale dx e sx (posizione ascolto 2,80 cm). Posso utilizzare Fosi Audio v3 con alimentatore 48 v 5 A + Fosi Audio P3? Dico questo perché si parla tanto della dipendenza di carico del Fosi Audio v3, premetto che non me ne intendo, ma la mia preoccupazione se possono causare danno alle mie belle casse gli elac b5, che hanno una sensibilità di 85 dB e impedenza nominale: 6 Ohm.
Fiducioso di ricevere una risposta dalla sua gentilezza e professionalità mi è gradito porgerle cordiali saluti.
Raffaele - E-mail riservato

[Fosi V3 - vista frontale]

LC
Caro Raffaele,
non vedo come il Fosi V3 possa danneggiare i tuoi diffusori. Di sicuro non ha danneggiato alcun diffusore presente nella mia sala d'ascolto, dai più economici ai più costosi e difficili da gestire. Non so dove tu abbia sentito parlare della dipendenza dal carico offerto dai diffusori. Io ho visto delle prove di risposta in frequenza su carico da 4 e da 8Ω e le variazioni, solo in gamma altissima, sono dell'ordine delle frazioni di dB, sostanzialmente inudibili. Ciò, naturalmente, non mette in alcun modo a rischio la salute dei diffusori e mi chiedo come potrebbe. Invito chi abbia fatto circolare una castroneria simile a studiare un po' di elettronica di base e a imparare a leggere un grafico. Quindi: collega pure tranquillamente il V3 ai tuoi Elac, li farà suonare benissimo. Il pre P3, a meno che non debba collegare una sorgente Bluetooth, direi che non ti serve.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Phono solo MM
Salve Lucio,
ti scrivo per sapere se vale la pena abbinare al mio amplificatore Marantz model40 un pre phono esterno visto che quello del Marantz è solo MM. Il resto dell'impianto è composto da:

Per adesso non ho intenzione di passare ad una testina MC, ma in futuro chissà avrei pensato per il pre phono al Goldnote ph5 per poi in un futuro abbinargli il suo alimentatore dedicato, vorrei un tuo parere.
Saluti,
Alessandro - E-mail: alessandro.gensini (at) hotmail.it

LC
Caro Alessandro,
non mi è chiarissimo quale sia il modello del tuo amplificatore Marantz, perché a me risulta un Model 40N che costa circa 2500€ che certamente è fuori luogo nel tuo impianto e che, ovviamente, mi auguro tu non abbia acquistato. Immagino faccia riferimento a qualche altro modello. Forse un vecchio PM40? In ogni caso, la mancanza di ingresso MC non è affatto un problema, visto che esistono eccellenti MM che suonano bene almeno quanto MC di pari costo. A questo proposito ti consiglio di leggere la prova a confronto tra due Ortofon di pari prezzo, una MM e una MC: la
Quintet Black contro la 2M Black LVB 250. Non solo, ma andando a considerare il resto del tuo impianto, di sicuro una costosa MC sarebbe completamente insensata, visto il livello base del giradischi e, ancor più, dei diffusori. L'attuale Ortofon 2M Blue va già benissimo. Se davvero volessi introdurre delle migliorie nell'impianto pensa ai diffusori, in primis, e al giradischi in seconda battuta. Inoltre, se l'ampli fosse davvero il vecchio PM40, anche questo dovrebbe lasciare il posto a qualcosa di più recente e ben suonante.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Sul destino dell'HiFi
Riguardo alla "polemica" (per modo di dire eh....) partita dal Milano hi fidelity-hi end, riguardo al costo (spesso assurdo...) di alcuni impianti presentati e all'età media dei presenti alla stessa, vorrei dare voce a un mio pensiero, senza nessuna pretesa riguardante la "verità assoluta". Credo (io e solo io, chiaramente) che l'hi fi come quella che intendiamo "noi" vecchietti ultracinquantenni sia oramai in dirittura d'arrivo, cioè alla (spero quasi...) sparizione e estinzione. Non esiste quasi più il "rito" di mettere un album (sul giradischi, nel lettore cd, strimmandolo, non importa come e dove...), mettersi a sedere davanti a due casse acustiche e stare ore guardando nel vuoto ad ascoltare, oramai la musica è intesa come un "accompagnamento" piacevole da ascoltare mentre si fanno altre cose: mentre si corre, mentre si prepara da mangiare, mentre si pulisce la casa, mentre si fa la doccia... il periodo dell'ascolto critico è passato, adesso si viene attirati da pezzi singoli che, a volte, hanno un qualcosa di differente dalla media e attirano il nostro orecchio e il nostro cervello, non cerchiamo più l'album che "...ci vuole dire qualcosa" e, pure per questo gli apparecchi usati (almeno in maggioranza...) per riprodurre la musica sono cambiati.
Adesso molti, non tutti logicamente, ma la maggioranza, ascolta la musica riprodotta da "aggeggini" (spesso) "all in one", magari con il bluetooth per velocizzare il collegamento e l'ascolto stesso tramite lo smartphone che oramai tutti hanno... sì, credo che dovremo farcene di una ragione: l'hi fi intesa al "nostro" modo si sta perdendo, "evolvendo" (evolvendo?) verso metodi che a "noi" forse non piaceranno ma che dovremo (sempre forse...) accettare per forza... io, e sempre solo io, chiaramente, penso che il nostro futuro sarà di cercare un "qualcosa" che, tra gli ammennicoli odierni e che verranno, ci permetta comunque di ascoltare almeno in modo decente quella specie di "rumore divino" che è la musica... questo, almeno per me, chiaramente.
Continuate così che siete bravi!
Marco - E-mail: marcomaggiorelli (at) yahoo.it

LC
Caro Marco,
che l'HiFi abbia da tempo esaurito la sua attrattività credo sia abbastanza evidente a tutti. Non è più uno status symbol e, per chi fosse un malato di tecnologia, oggi ci sarebbero ben altre valvole di sfogo, molto più attraenti. Non solo, ma la qualità media dei dispositivi base per ascoltare musica si è alzata tantissimo. Per sentire con la stessa qualità oggi resa accessibile da un servizio di streaming e da un telefono con delle cuffie decenti, una volta era necessario spendere svariati milioni di lire. Questo ha reso gran parte degli impianti HiFi assolutamente inutile. Aggiungo anche che persino la qualità dei sistemini all-in-one è salita molto. Oggi con 100€ ci si mette in casa un
Lonpoo LP816 che oltre a suonare i CD e le pennette USB, farci ascoltare la radio, consentire persino il collegamento con sorgenti wireless via Bleutooth, si permette pure di suonare bene, di essere facilmente trasportabile e installabile. Parliamoci chiaro: la qualità sonora di un giocattolo del genere è già molto al di sopra delle aspettative della gran parte dei normali fruitori di musica, in ambiente domestico. A che servirebbe un impianto migliore? Per suonare a volume più alto? No, perché già la pressione massima sonora ottenibile da un sistemino così è fuori dai limiti di tollerabilità media condominiale. Qualità più alta? Bastano un paio di casse attive con ingresso Bluetooth e un telefono. Resta, dunque, un ristretto manipolo di appassionati che non si accontenta. E noi a questi ci rivolgiamo, naturalmente.
Inoltre, come dici giustamente tu, è cambiato il modo di usufruire della musica: oggi è ovunque, a portata di click, una volta ci si poteva soltanto sedere davanti all'impianto. Ed è cambiata anche la facilità d'accesso alla musica: prima acquistare un LP (o, più tardi, un CD) era operazione che richiedeva un certo impegno, e non solo economico. I titoli a disposizione erano pochi e certe cose era necessario ordinarle per posta, perché i negozi vendevano solo musica, diciamo così, commerciale. Gli acquisti erano centellinati, i dischi si prestavano tra amici (e si copiavano) e di conseguenza ogni acquisto era oggetto di studio e approfondimento. Oggi, a portata di dita, abbiamo un negozio di dischi virtualmente illimitato e questo, naturalmente, cambia di molto la prospettiva. C'è tanto da sentire e tutto è immediatamente disponibile. Tuttavia, nonostante lo scenario sia cambiato, ascoltare bene resta per noi una priorità. È vero che si può ascoltare bene anche con poco, ma se si è veramente appassionati, di musica e di suoni, non si smette mai di cercare quel qualcosa in più. Anche fosse solo un gioco, andrebbe benissimo, in fondo con l'età cambia solo il prezzo dei giocattoli, come diceva Oscar Wilde.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Amplificatore o pre...?
Ciao Lucio,
Sono un tuo lettore da diversi anni, volevo chiederti un consiglio da esperto come sei...
Vorrei comprare un amplificatore integrato o un preamplificatore, ti spiego: ho delle casse Klipsch RF52, che attualmente uso con lo Scherzo di Chiomenti da me costruito e un DAC Dragonfly Red. Diciamo che sono soddisfatto, ma volevo prendermi anche un pre e ampli a transistor buono da usare collegandoci il DAC e la TV da poter switchare in maniera semplice senza dover spostare i cavi. Ho anche un finale NAD 902 in scaffale. Pensavo o ad un pre, sfruttando così il NAD oppure un integrato. Cosa mi consigli? Ho pensato ad un NAD 3120 ma non so se è tecnologia superata...
Budget non oltre 500 euro anche usato. Mi fido di te.
Grazie mille,
Angelo - E-mail: a.mura (at) gti.it

LC
Caro Angelo,
puoi tranquillamente riciclare il tuo finale NAD 902 e abbinarci un preamplificatore, magari anche passivo come il Tisbury. Con 200€ risolvi alla grande. Tuttavia, ti servisse la comodità di molti più ingressi, o di connettività wireless, o la possibilità del telecomando, potresti optare per qualcosa di attivo, magari da cercare nell'usato recente. Ho recensito, insieme al Tisbury, degli altri pre di basso costo che offrivano tutte queste caratteristiche insieme, potresti valutare anche uno di questi. Vedi la
prova a confronto che ho pubblicato a maggio del 2022. Altra possibile soluzione potrebbe essere quella di vendere il finale NAD e acquistare un integratino moderno che fa un po' di tutto, come l'Aiyima T9. Con questo integratino ibrido, in un colpo solo, hai tutto ciò che ti può servire, sia in termini di connettività che di facilità d'uso.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Suggerimento ampli per cuffie
Gentile Lucio,
innanzitutto la ringrazio per i suoi consigli nella risposta alla mia precedente lettera (
Vol. 924), seguendo i quali alle elettroniche Rotel A12 e CD11 ho abbinato i diffusori Larsen 4.2. Sono soddisfatto del risultato ottenuto e inoltre ho risolto, come mi aveva detto lei, “in un colpo solo problemi di posizionamento ed estetici”. Ora ho acquistato un paio di cuffie wireless, le Grado GW100, anche se non amo l'ascolto in cuffia, ma purtroppo per gli ascolti notturni in appartamento non ho alternative e dal momento che in questa rubrica ho letto spesso che un amplificatore dedicato è sempre migliore dell'uscita cuffie degli integrati vorrei aggiungere un ampli per cuffie. Non avendo la possibilità di metterlo vicino al punto d'ascolto, lo preferirei con il telecomando. Ascolto classica e jazz da CD (ma per il futuro prendo in considerazione anche la musica liquida) e il budget è intorno ai 350 euro, immagino che con cuffie di questo livello non abbia senso spendere di più.
Se non me n'è sfuggito qualcuno, mi pare che tra gli ampli per cuffie che avete recensito o che di solito lei suggerisce (Beresford, Lehmann, Rega, Fostex, Pro-Ject, ecc.), nella fascia di prezzo in cui vorrei stare io, col telecomando ci sia solo il Topping MX3, ora sostituito dall'MX3s (215 euro). Inoltre ho preso in considerazione il Topping MX5 (240 euro) e il Pro-Ject Pre Box S2 Digital (280 euro). Fatto il quadro della situazione, ecco le domande che vorrei farle:

  1. Tra i due Topping e il Pro-Ject quale mi suggerirebbe? O eventualmente ne ha presente qualcun altro che farebbe fare un salto di qualità alle cuffie rispetto all'uscita dell'A12?
  2. Sarebbe preferibile collegare il lettore ai due ampli con sdoppiatore RCA oppure collegare il lettore in coassiale con l'A12 e con cavo RCA all'ampli per cuffie? Attualmente A12 e CD11 sono collegati con i cavi RCA in dotazione, non ho ancora acquistato un cavo per verificare se collegandoli in coassiale si avrebbe un miglioramento, lei pensa che potrebbe esserci qualche differenza o i due DAC pressapoco si equivalgono?
  3. Infine una curiosità: per utilizzare cuffie wireless è sempre necessario aggiungere un trasmettitore Bluetooth o esistono ampli per cuffie con bluetooth in uscita?
La ringrazio di cuore per i suggerimenti che vorrà darmi e per il tempo e la competenza che da tanti anni mette generosamente a disposizione degli appassionati di musica.
Cordiali saluti.
Enrico - E-mail riservato

LC
Caro Enrico,
premesso che il collegamento Bluetooth è sempre castrante, quello che puoi fare è dotarti di un buon adattatore Bluetooth. La Sennheiser ne commercializza uno, il BTT100, che dovrebbe essere ben suonante, vista la tradizione dell'azienda nelle cuffie di qualità. Anche FiiO e ProJect realizzano apparecchi simili. Purtroppo non ho avuto modo di provarli. Per quanto riguarda gli ampli cuffia con uscita Bluetooth, invece, ne esistono diversi ma sono tutti portatili, se non sbaglio. Per quanto riguarda la scelta di un ampli cuffia tradizionale, invece, hai solo l'imbarazzo della scelta ma se vuoi il telecomando la rosa si restringe moltissimo. Oltre a qualche modello Topping, non mi pare ci sia molto altro. Abbiamo recensito il Fosi DA2120D, che dispone di uscita cuffia e telecomando ma in realtà è anche un ampli integrato. Tuttavia, io credo che per ora l'uscita cuffia del tuo Rotel possa andare più che bene, avrai modo di valutare nel tempo la qualità globale e, magari, di poter effettuare un confronto con un ampli cuffia dedicato. Ricordati che si tratta di cuffia Bluetooth, quindi - come dicevo - già penalizzata in partenza.
Infine, per quanto riguarda la modalità di collegamento tra sorgente e ampli, si tratta di sperimentare personalmente. Secondo me la differenza è quasi inudibile, ma non voglio influenzarti: prova a fammi sapere. Sono curioso di sapere se riesci a sentire la differenza tra due DAC realizzati dallo stesso costruttore e di costo simile.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Chiarimenti e spunti
Ciao Lucio. Scusami se ti disturbo ancora. Ti ringrazio di cuore per la tua risposta alla mia missiva (n. 3 dell'edizione della settimana del 9/16 di dicembre 2023). La mia domanda riguarda il Trends Audio e dintorni. Ricordo bene - ma non saprei dove reperire il tuo post - che alcuni anni fa scrivesti che con questo giocattolino l'hi-end era (quasi) a portata di mano. Tuttavia, mi hai risposto che gli Zero Zone suonano “molto meglio” del Trends, affermazione che, non faccio fatica dirlo, mi ha stupefatto.
Hai anche scritto che non cercherai di convincermi del contrario, ma, devo replicarti che mi considero una persona che non ha alcuna fatica a riconoscere di sbagliare davanti all'evidenza, visto che la classe D è in continua evoluzione. Indi: davvero gli Zero Zone sotto il profilo della trasparenza, risoluzione, correttezza del suono, ecc. e della pienezza elle armoniche sono superiori al TA?
Inoltre, ritieni gli ZZ superiori anche agli Icepower 50 e 125 (che in recente post hai scritto che suonano benissimo, a meno che tu non ti sia riferito agli asp 1200, molto di moda attualmente tra gli audiofili) con i quali piloto i miei diffusori?
Ovvio che se fosse così, li venderei subito (il Trends no poiché mi ha fatto scoprire cosa significa ascoltare bene) per acquistare gli ZZ. Immaginavo poi la tua risposta riguardo le mie Tannoy. Al riguardo mi limito a soggiungere che ti ho sottoposto esempi “estremi”, quali Ramones e Black Flag (in realtà intendevo scrivere Bad Religion, ma credo che la cosa sia irrilevante), ma che ascolto anche tanta musica degli anni 60, blues e soul degli anni 50-70 e che ho aggiunto alle Tannoy 2 supetweeters “economici” perché effettivamente mi sono sembrate carenti sugli alti (non per nulla la Tannoy commercializza i propri superweeters a peso d'oro, cosa che trovo inaccettabile).
Hai mai pensato di scrivere un articolo su d'una “battle of the bands” ossia su quale degli amplificatori in classe D (al riguardo ricordo che in una tua risposta d'alcuni anni fa ad un lettore dicesti che nel giro d'alcuni anni i negozianti di hi-fi avrebbero venduto soltanto finali in classe D, affermazione sulla quale concordo in pieno) è allo stato il migliore (Icepower, Hypex, Purify, SMLS ecc.), inserendo nel lotto magari anche il Nuprime ST-10M, che, a dire di Piero Canova, sarebbe chiaramente superiore agli ZZ?
Comprenderei la tua ritrosia a far ciò poiché la tua opinione potrebbe essere considerata dai lettori come una sorta di “verbo assoluto” da parte d'un “guru” che tale tu non vuoi essere considerato (immagino quante email private hai ricevuto per sapere quale sia il tuo setup, ma io non te lo chiedo).
Con la consueta ammirazione.
Fabio - E-mail: fabiofa2 (at) alice.it

LC
Caro Fabio,
sul fatto che una coppia di ZeroZone, abbinata a un buon pre, anche solo un passivo come il Tisbury, suoni meglio del Trends TA10 non ho alcun dubbio. Basterebbe concentrarsi anche soltanto su dinamica e potenza, estensione e controllo della gamma bassa per capire che di passi avanti ne siano stati fatti veramente tanti. Ovviamente, se si ascoltasse solo a basso volume, con piccoli diffusori, queste differenze potrebbero non venir fuori in maniera evidente, tuttavia esse esistono. Capisco che tu voglia una sorta di classifica tra tutti i possibili amplificatori in classe D presenti sul mercato, ma ciò è impossibile da realizzare. In primo luogo stiamo parlando di decine di apparecchi e di tecnologie diverse, in secondo luogo bisognerebbe averli tutti a disposizione nello stesso periodo. Impossibile! Dovrai accontentarti di piccoli passi, via via che gli oggetti si rendono disponibili. L'idea in sè, peraltro, non mi sembra granché, perché - come ho sempre detto - il meglio non esiste. Esistono sfumature diverse, da valutare anche col proprio gusto personale. Ecco perché insisto sempre nell'invitare a valutare di persona i componenti, quando possibile.
Non mi piacciono le classifiche assolute, al massimo possono avere un senso piccole prove comparative di apparecchi simili e di prezzo analogo. Un compendio universale dal quale eleggere “the best of the best” sarebbe ridicolo e diseducativo. Ed è esattamente per questo motivo che da sempre mi sono ben guardato da rendere pubbliche le mie scelte personali. Sarebbe diseducativo, andrebbe contro la mia filosofia del forzare chi legge a scegliere con le proprie orecchie, e sarebbe fuorviante, perché le scelte di un impianto da recensore sono necessariamente diverse da quelle di un semplice appassionato. Come ho spiegato più volte, se potessi userei un impianto minimale, ma questo mi impedirebbe di poter recensire tutta una serie di componenti diversi. Recentemente mi è stato chiesto di persona come fosse composto il mio impianto. Ho risposto che sarebbe come chiedere a uno chef la semplice lista degli ingredienti di un suo piatto complesso. Inutile. Il mio impianto è scelto per ottenere un certo risultato nel mio ambiente. Spostato in un contesto diverso potrebbe suonare male, ad esempio se la stanza non fosse in grado - come non lo è nella stragrande maggioranza dei casi reali - di gestire l'enorme quantità di basse frequenze (per potenza ed estensione) che un diffusore importante è in grado di generare. In altre parole: tutto deve essere scelto, installato e ottimizzato per un ambiente preciso. Se spostassi il mio impianto in salone, ad esempio, sono sicuro che suonerebbe malissimo. Nella stanza dedicata dentro la quale e per la quale è nato, invece, suona bene. Gli ingredienti sono inutili se manca il cuoco.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Dubbi su riparazione giradischi
Direttore buongiorno,
Le scrivo nuovamente per chiedere i suoi preziosi consigli in merito ad un Rega P1 plus acquistato da qualche mese. Una volta a casa ed assemblato, mi sono accorto che il piatto girava “storto”, per capirci osservandolo di fronte, lo spazio fra base e piatto sulla destra era di appena un millimetro, quasi sfiorava la base, mentre sulla destra c'erano circa 5 millimetri, e ovviamente il braccio oscillava in modo evidente, come se il perno avvitato nella base non fosse in asse.
Riporto il giorno dopo il tutto in negozio (Milano) dove confermano che il perno è stato montato male, ma non sostituiscono il giradischi, come francamente mi sarei aspettato, ma lo trattengono un giorno e lo riparano, inserendo uno spessore (foto allegata) che dovrebbe stabilizzare il piatto e, secondo loro, risolvere così il problema.
Adesso la distanza piatto/base è maggiore, ma non del tutto uniforme, una leggera oscillazione si nota ancora. Hanno “sollevato” il piatto, che gira a mio avviso ancora in modo anomalo, ho allegato un breve video per capirci. Detto tutto questo, ad essere sincero, sarà che è il mio primo giradischi quindi ho pochi paragoni, ma a livello di ascolto non percepisco grossi problemi, sia prima che dopo la riparazione.
I dubbi, visto che questo modello non consente regolazioni, sono relativi ad eventuali problemi di cattiva usura della testina e/o danni ai dischi. Considerando che è decisamente in garanzia, pensa dovrei insistere per una sostituzione?
Grazie ancora per la pazienza e i consigli che vorrà darmi, e ne approfitto per fare a tutti voi i migliori auguri di Natale!!
Francesco - E-mail: rimoli.francesco (at) gmail.com

LC
Caro Francesco,
data la mole di corrispondenza che riceviamo in questi mesi questa tua è finita nella posta di gennaio, e mi spiace, perché magari un mese fa saresti stato ancora in tempo per chiedere una sostituzione. E già, perché questa è l'unica opzione possibile: quella pezza che il negozio ha messo sul tuo Rega P1 è peggio del buco evidente che questo giradischi aveva in origine. È sicuramente da sostituire! Nessun giradischi, per quanto economico, può avere un piatto che oscilla su e giù. Al di là del fatto che il difetto sia udibile o meno, questa oscillazione alla lunga causa stress al cantilever della testina e ai solchi, che vengono letti con peso variabile ad ogni giro. Non solo, ma un giradischi riparato in questo modo INDECENTE è invendibile: nessuno acquisterà mai un giradischi in queste condizioni, pure mal riparato. Devi contattare il negozio chiedendo la sostituzione in garanzia e, in caso facciano problemi, chiama direttamente Green Sounds, il distributore italiano di Rega. Anzi, invia una PEC sia al distributore e al negozio, in maniera tale da tutelarti da eventuali lungaggini. Quando tutto dovesse fallire (ma non credo) contatta direttamente la Rega UK. È francamente incredibile che ci siano operatori che lavorano in questo modo. Si tratta comunque di un giradischi da circa 500€ e deve essere perfetto.
Tienimi aggiornato sugli sviluppi, eventualmente facciamo noi da tramite con Green Sounds.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

I miei due centesimi
Carissimo Lucio,
ti riscrivo dopo tanti anni solo per un feedback su due argomenti: evoluzione dei miei ascolti e questo benedetto Milano HiFi Show. Il mio approccio alla musica è ora improntato alla diversificazione più totale. Ho aggiunto Apple Music ed in base al contesto ascolto su AirPods Pro, Monk Plus, Sennheiser Hd599 collegate ad iPad con Dragonfly Red, su impianto TV Ikea con Maxi Sub ignorantissimo, su uno stupendo Bluetooth speaker Riva Festival ed infine su impianto principale. Dopo aver regalato alle mie Genese Quartet un Naim XS2, un Cocktail X12, un mobiletto Solidsteel e cavetteria di buon livello interamente Wireworld (avendo anche cambiato casa) ho deciso di rivoluzionare gli ascolti con delle Duevel Planets. Conoscevo il brand dalle tue recensioni, le Diamante nelle fiere mi avevano letteralmente rapito e dopo essermi portato dietro il mio Naim per una seduta d'ascolto in negozio, non ho esitato un attimo e ho optato per questo “downgrade”. Sono molto soddisfatto: il basso è sorprendente, l'ascolto è più gradevole anche se la sala non è perfetta e alla mia compagna piacciono. Trovo meraviglioso poter condividere con altre persone il piacere d'ascoltare musica come si deve senza le (imbarazzanti) preoccupazioni che avevo in merito al “sweet spot”. Le tue parole sulle Planets sono state illuminanti e preziosissime come sempre.
Il tuo contributo nel mondo dell'audio (e certamente anche in altri ambiti) è davvero impressionante e non a caso sei letteralmente in grado di condizionare il mercato. Concludo dicendo che condivido al 100% tutto quello che hai scritto sul Milano HiFi Show. Quando ho iniziato ricordo che passavo tanto tempo in quelle fiere, addirittura la prima volta fui capace di andare sia sabato che domenica. Quest'anno dopo 2 ore me ne sono andato.
Grazie ancora per quello che fai Lucio, sei un grande. Un abbraccio e buon Natale.
Max - E-mail: malinconiadeileoni (at) hotmail.com

LC
Caro Max,
felicissimo sapere che il percorso di downgrade abbia dato i suoi frutti! I Duevel Planets si confermano diffusori intelligenti, musicali e godibilissimi per chi non abbia più voglia di inseguire l'ultima novità audiophile, o l'iper-realismo che sta contaminando molti diffusori e componenti HiFi moderni. I Planets li metti lì, suonano alla grande, con un basso che nessuno si aspetterebbe per prezzo e dimensioni del diffusore, e si lasciano ascoltare per ore ed ore, senza dover per forza stare incollati nel punto preciso per l'ascolto ideale. Grazie anche per l'ennesima conferma e apprezzamento delle mie esternazioni relative al recente Milano Hi-Fidelity. Il fatto che tu dopo due ore te ne sia andato la dice lunga sull'effetto che ti hanno fatto le salette. Io masochisticamente sono rimasto per due giorni interi in full-immersion e ti garantisco che alla fine sono andato via con il malumore, misto a rabbia per il danno che tanti operatori stanno causando a questo bellissimo hobby.
Grazie per il feedback,
Lucio Cadeddu

Dove sta andando il mercato HiFi?
Buongiorno,
seguo da parecchio tempo la tua rivista on line e in passato mi hai anche aiutato, con dei buoni consigli, a mettere insieme il mio impianto. Mi ha molto colpito il tuo recente
articolo sul Milano HiFidelity 2023. Riflette perfettamente le mie sensazioni, che tra l'altro mi trovo spesso a condividere con altri appassionati "attempati" come il sottoscritto. Pensa che ultimamente ho deciso di non andare più alle varie "fiere dell'HiFi", perché mi mettono tristezza: decine di signori agé che si aggirano per le salette di un albergo, scambiandosi opinioni su improbabili totem realizzati con legni e metalli finemente lavorati, per poi magari stupirsi profondamente quando si imbattono in qualcosa dal prezzo terreno che suona uguale o addirittura meglio, gridando al miracolo.
Il tuo sforzo, di districarti in un panorama variegato solo in apparenza, ma il più delle volte deludente, è ammirevole, come pure l'impegno che metti nello scovare soluzioni economiche ma valide musicalmente. Temo che il settore potrà risorgere solo se le industrie elettroniche importanti, quelle che hanno i mezzi per fare ricerca, decideranno di investirci soldi, altrimenti l'HiFi resterà una nicchia i cui adepti sembrino non degli appassionati, ma piuttosto dei cultori di qualche strano rito esoterico, in cui si adorano cavi magici ed altre amenità.
Eppure la riproduzione musicale è un ambito tecnico, che dovrebbe sottostare alle regole della fisica, al pari della fotografia, del video, dell'informatica, tanto per citare le cose in cui molti maschietti amano buttare quattrini, ma solo qui vedo atteggiamenti "fideistici" improponibili.
Colgo l'occasione per fare a te ed a tutti i lettori, i migliori auguri di buon Natale e felice anno nuovo.
Leonardo - E-mail: fileo (at) iol.it

LC
Caro Leonardo,
ringrazio anche te per il prezioso feedback, mi fate sentire meno solo e, forse, tutti insieme, si riesce a far capire ai padroni del vapore che il binario che hanno inforcato è un binario morto. Più vapore (anzi, “vapourware”) ci mettono e più forte sarà lo schianto alla fine della corsa. Non se ne rendono conto, e questo è veramente incredibile. E non se ne rendono conto neppure quelli che riempiono di carbone i serbatoi di queste locomotive impazzite. A volte mi sembra che tanti audiofili abbiano esattamente ciò che meritano. Mi ricordo una surreale intervista all'imbonitrice televisiva Wanna Marchi che diceva che le persone sono stupide e bisogna fregarle tutte. La frase esatta, anzi, pronunciata nel docu-film dedicato al personaggio su Netflix, è “I coglioni vanno inculati” come si può evincere anche da questo sito. Invito tutti gli audiofili a guardarsi l'intero docu-film, è estremamente istruttivo. Io spero sempre che l'audiofilo medio abbia un rigurgito di dignità e la smetta di farsi prendere in giro. Lo dico chiaro e lo dimostrerò in alcuni prossimi articoli: i prezzi di certa HiFi non hanno alcuna giustificazione né tecnica né merceologica. Stai sintonizzato, perché ne vedremo delle belle.
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Caro Lucio,
ti seguo più o meno in silenzio da parecchi anni, e sono qui a... chieder nulla, solo a ringraziarti per quel che fai. Nella stanza in cui sto in questo momento sono comparse qualche giorno fa le
Lonpoo LP42X, arrivate per 110 euro circa davanti alla mia porta. Alexa o il mio telefono le nutrono via bt. Le ascolto anche per lunghe sessioni mentre lavoro e davvero mi chiedo quanto il chiacchierare attorno all'audio calerebbe se usassimo per meno tempo la bocca a vantaggio delle orecchie.
Ancora grazie per quello che fai e per come lo fai, non demordere.
A presto,
Alessandro - E-mail: alessandro.boldini (at) gmail.com

LC
Caro Alessandro,
grazie del feedback sulle piccole, nuove LP42X amplificate, ora dotate di ingressi wireless. Purtroppo, con la solita lungimiranza e inadeguatezza commerciale che contraddistingue tante aziende cinesi nel settore audio, la sigla è rimasta la stessa della versione precedente, ma non solo ora si possono collegare via Bluetooth, ma persino il cabinet è diverso. Per fortuna il prezzo non è aumentato troppo. Quanto al parlare troppo e ascoltare poco gli audiofili sono dei veri campioni mondiali. Recentemente un follower della nostra pagina Facebook ha scritto, in merito all'anteprima di un nuovo integrato Fosi che recensiremo a breve: “preferisco altro, penso che suoni come gli altri Fosi”, al che ho risposto: “non devi pensare, devi ascoltare!”. D'altra parte, se gli audiofili parlassero soltanto di ciò che conoscono, i forum e i vari gruppi social si svuoterebbero quasi completamente di contenuti. La maggior parte degli audiofili esprime opinioni basandosi sul sentito dire, sul prezzo, sul pregiudizio e sull'aspetto di un componente HiFi. È chiaro che gl imbonitori abbiano così gioco facile!
Ti auguro buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Suggerimento musicale della settimana

Iniziamo il nuovo anno con un po' di “pazzia”: è uscito il nuovo album - il 13esimo - dei Madness, dal titolo Theatre Of the Absurd Presents C'Est La Vie. Questa è Is There Anybody Out There?, una delle tante tracce di questo lavoro che dimostrano come dal 1979 ad oggi la vena compositiva doi questi ragazzacci non si sia spenta.

Archivio! Un nostro lettore - che non finiremo mai di ringraziare - si è fatto carico di recuperare buona parte dei nostri suggerimenti musicali della settimana e ne ha realizzato una "TNT-Audio Suggestion" su Spotify, aperta a tutti. In questo modo si può facilmente recuperare il “pregresso”. Si trova a questo link.

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