Lettere alla Redazione di TNT-Audio - settimana 11/7/6/2015 - 18/7/2015

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  1. Febbre da upgrade
  2. Suono insoddisfacente col rock
  3. 2 ampli con una coppia di diffusori
  4. Valvole KT88 e EL34
  5. CocktailAudio X40 e rinnovo impianto: aggiornamento e avvio "fase 2" (diffusori e amplificatore)
  6. Re: In negozio suonava bene...
  7. Alta risoluzione, questa inudibile evanescenza
  8. Scelta amplificatore integrato
  9. Trafo d'isolamento e analogico
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Febbre da upgrade
Buongiorno direttore, torno a rubare un po' del tuo tempo. Come ti scrissi tempo fa ho acquistato un ampli a valvole artigianale di Gabrìs amp, mio concittadino, 20 watt in classe A con kt 120, la potenza è più che sufficiente, del quale sono molto soddisfatto. Ora però la malattia dell'up grade è tornata a farsi sentire, il Cocktail x10 mi sembra poco raffinato in confronto al giradischi e sto pensando a come migliorare il digitale. Alcune idee: acquistare un lettore usato (Raysonic 128, Esound e5) per circa 500€, Cocktail x30 o x40 usato oppure la soluzione che mi pare più sensata:aggiungere un dac. Per quanto riguarda il dac con un Arcam irdac, Audiolab m90, Asus xonar essence stu riuscirei a migliorare oppure devo alzare il budget??
Ultima cosa, mi stanno incuriosendo i monovia e sarei tentato di costruire un progetto per Alpair 10 mark audio, cosa pensi dei monovia e dei Mark Audio in particolare?
Ringraziandoti per il tuo lavoro gratuito e ovviamente di tutto lo staff di tnt ti saluto cordialmente. Ps:scusa la prolissità.
Giulio - E-mail: giucam61 (at) gmail.com

LC
Caro Giulio,
la soluzione migliore secondo me è aggiungere un DAC al Cocktail X10. In questo modo non solo puoi migliorarne sensibilmente le prestazioni ma apriresti la strada a eventuali upgrade successivi. Ti basterà sostituire il DAC per migliorare ancora o, semplicemente, per modificare l'impronta timbrica del tuo impianto qualora non ti dovesse piacere più. Attenzione, però, a non aspettarti miracoli, le differenze tra DAC o tra sorgenti digitali in genere sono meno eclatanti di quel che si crede.
Ritengo, tuttavia, che uno qualunque dei DAC che hai citato possa essere un passo avanti sensibile. Tra l'altro, non è una buona idea avere come riferimento una sorgente analogica, i due sistemi suoneranno sempre e comunque abbastanza diversi.
Non so invece aiutarti per quanto riguarda i monovia Mark Audio, non li ho mai ascoltati, immagino che le caratteristiche non si discostino troppo da altre soluzioni analoghe, da Audio Nirvana a Fostex, passando per Lowther. Ti consiglierei pertanto di ascoltare qualche buon progetto monovia per farti un'idea precisa di ciò che possono e NON possono fare. Non è certamente una soluzione per tutti i gusti, perché comunque si tratta di un compromesso: di fatto si va a preferire la trasparenza, garantita dall'assenza di crossover, all'estensione in frequenza, per forza di cose limitata sia in alto che in basso. Tale trasparenza, tra l'altro, può essere un'arma a doppio taglio, perché mette spietatamente in luce i difetti (eventuali) dei componenti a monte.
Prova a sentire qualcosa, meglio se col tuo impianto, e poi valuta bene il da farsi.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Suono insoddisfacente col rock
Gentile Direttore,
circa 9 anni fa, deciso ad acquistare il mio primo impianto, investii un certo numero di settimane nell'assidua lettura del suo sito. Avendo finalmente sufficiente spazio e ragionevoli risorse finanziarie, avevo recuperato la mia collezione di dischi lasciata da qualche anno a casa dei miei genitori ed ero pronto a rimettermi all'ascolto.
Cercai di documentarmi al meglio, e a tal proposito TNT rappresentò fondamentalmente l'unica fonte di informazione, assieme ad un estenuante pomeriggio trascorso nella sala ascolto di un negozio hi-fi di Milano (ormai chiuso) in compagnia di un appassionato, quanto arrogante, commesso.. inevitabilmente la mia scelta finale fu frutto di una combinazione di dati ed informazioni raccolte dalle vostre pagine, istinto, pregiudizi e velleità.. il risultato non rifletteva in toto i vostri suggerimenti e le vostre indicazioni, ma comunque mi avrebbe garantito un certo livello di soddisfazione e soprattutto lunghe nottate di ascolti..
Mi orientai verso l'abbordabile amplificatore NAD, C320BEE, un pre-phono NAD, le prestigiose casse Dynaudio Audience 42 ed un piatto Pro Ject X-pression. La mia idea era quella di comprare pezzi di qualità destinati a costituire un impianto di buon livello che mi potesse soddisfare teoricamente a vita..
Dopo quasi un'intera decade, mi trovo al punto di voler considerare un “upgrade”.. il suono del mio impianto mi sembra talvolta non abbastanza avvolgente e definito.. per non dire fiacco.
Ascolto prevalentemente musica rock: classici degli anni '60/'70 (Dylan, Rolling Stones, Neil Young, Hendrix, Velvet Underground), punk dei '70 (Hearthbreakers, Television), un po' di New Wave/Post Punk (Pop Group, Pere Ubu) e rock anni '80/'90 (Sonic Youth, Pussy Galore, Unwound). Sono volutamente preciso sui miei gusti musicali per sottolineare come gran parte della musica che ascolto sia piuttosto “sporca”, spesso abbondantemente condita di feedback e distorsioni.
Peraltro benchè in apparente contraddizione, mi piace molto il suono preciso, nitido, quasi “liquido” delle Dynaudio. Infine mi considero un ascoltatore “onnivoro” dunque il mio impianto dovrebbe esser ragionevolmente versatile non mancando nella mia collezioni classici del Jazz ed un poco (forse troppo poco) di musica da camera.
Ascolto la mia musica in una sala di 32 metri quadrati arredata con librerie, poltrone, divano, tavolo, sedie.. chiaramente un soggiorno, piuttosto che una sala ascolto dedicata. Purtroppo non vi sono tappeti né tende (la moglie è appassionata di design nordico..).
Credo che la mia domanda fondamentale sia su quale componente dovermi orientare per migliorare la resa complessiva del mio impianto. Sospetto l'anello debole sia l'amplificatore, ma vorrei avere un suo riscontro. Infine, visto che la musica rappresenta la mia principale passione, sarei disposto ad investire fine a duemila euro (o anche qualcosina di più se necessario, per fare davvero un salto di qualità!).
Attendo un suo suggerimento!
Marco - E-mail: nero.ne (at) mail.com

LC
Caro Marco,
per la musica che ascolti tu (e che conosco bene) lascerei ben volentieri perdere la ricerca di chissà quale raffinatezza audiophile e punterei maggiormente sulla sostanza. Pertanto, via i diffusori Dynaudio, nati per altri scopi, e programma un diffusore da pavimento di casa Klipsch. Sentirai dai tuoi dischi cose che non immaginavi potessero esserci incise! E, soprattutto, guadagnerai in impatto, sostanza, dinamica e coinvolgimento. Se il diffusore da pavimento fosse vietato da tua moglie, come immagino, opta pure per dei grossi bookshelf sempre Klipsch, in ogni caso il cambiamento di prospettiva sarà drastico!
L'ambiente spoglio ed essenziale mi preoccupa, ma l'amplificatore NAD dovrebbe stemperare un po' eventuali esuberanze eccessive. Ti lamenti che il suono del tuo impianto non sia abbastanza avvolgente, è un aggettivo che sento usare spesso da non appassionati e, francamente, ho sempre fatto fatica a capire a cosa si riferisca esattamente. Il suono di un impianto surround è avvolgente ma il suono di un impianto due canali è principalmente frontale, non deve avvolgere alcunché. Tra l'altro, quando vai ai concerti live, il suono ti arriva dritto in faccia, non ti avvolge per niente!
Forse i diffusori sono attualmente posizionati su una parete attrezzata, o comunque molto vicini alla parete posteriore, pertanto è normale che il suono appaia piatto e senza profondità. Per avere un minimo di scena tridimensionale i diffusori devono essere staccati dalla parete di fondo. C'è anche da dire che, comunque, i dischi che hai citato, di immagine tridimensionale non hanno molto, anzi. In quelle incisioni in genere si cercava il cosiddetto wall of sound grezzo e brutale che potesse simulare, anche solo vagamente, l'effetto di un concerto rock.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

2 ampli con una coppia di diffusori
Gentile Direttore,
sono un nuovo lettore della sua rivista, e sono anche abbastanza ignorante in materia di HIFI, ma mi piacerebbe migliorare la qualità audio del mio salottino. Premetto che inizialmente ho dato precedenza all'Home theater, in quanto appassionato di cinema, ma di recente ho avuto la possibilità di mettere le mani su un vecchio Technics 1200 mk3 (la prima versione senza bottone del reset del pitch), scovato a casa dei miei suoceri e fermo da una decina d'anni, gli ho dato una ripulita (seguendo i vari consigli sulla manutenzione di TNT Audio), comprato e montato una puntina nuova e collegato tramite un vecchio mixer DMC PMX-2G al mio HT Sony str-dh530, che ovviamente è privo dell'ingresso phono. Al tutto sono abbinati due diffusori TRIO ls-100 (ricevuto in regalo dal mio capo che non li usava ormai più).
Siccome posseggo anche un amplificatore Denon PMA 390IV, pensavo che forse avrei potuto migliorare la qualità del suono utilizzando il giradischi con quest'ultimo amplificatore. Date le modeste dimensioni dell'appartamento e l'impossibilità di inserire altri diffusori nella stanza (oltre ai due già citati ho ancora tre diffusori ONKYO per completare il sistema HT 5.0, in quanto il subwoofer assolutamente non si riesce a piazzare), ho pensato che se trovassi un commutatore potrei collegare entrambi gli amplificatore alla stessa coppia di casse (le TRIO), facendo coesistere così entrambi i sistemi (e la moglie), ma leggendo nei vari forum su internet, ho trovato commenti totalmente discordanti. Poiché penso che la sua competenza, così come quella dei suoi colleghi, in tale settore sia decisamente al di sopra di molti audiofili improvvisati, volevo chiederle un parere sulla questione.
Mi scuso per la lunghezza della mail, e faccio ancora presente che abito a Tokyo, per cui la disponibilità di componenti e materiale è leggermente diversa dall'Italia.
Grazie in anticipo e cordiali saluti.
Luca - E-mail: luca.cor (at) gmail .com

LC
Caro Luca,
si possono certamente collegare due amplificatori a un'unica coppia di diffusori, tramite dei commutatori appositi, ne realizza qualcuno, ad esempio, la TCC. Non ti posso garantire che non abbiano influenza sul suono ma, visto il materiale a disposizione e, immagino, una collocazione di tutto l'impianto un po' lontana dall'ideale, questo sarebbe il minore dei problemi. Talvolta gli audiofili si dimenticano di mettere tutte le cose nella giusta prospettiva. Mi spiego: se possiedo un impianto di qualità elevatissima e ci inserisco un commutatore di amplificatori o di sorgenti è altamente probabile che ciò comporti un piccolo degrado della qualità sonora complessiva. Questo accade perché un impianto di elevata qualità è spietato e riesce a mettere in luce cambiamenti anche infinitesimi. In un sistema tutto sommato modesto queste variazioni restano completamente mascherate dai colli di bottiglia presenti nell'impianto e/o nella collocazione domestica del tutto.
Pertanto, lascerei perdere gli espertoni da forum e procederei tranquillamente con l'acquisto del commutatore. Mi chiedo, però, se non sia meglio tenere l'amplificatore HT, che qualitativamente credo sia analogo all'integrato Denon, risparmiare i soldi del commutatore e acquistare invece un buon pre fono. In questo modo avresti un certo numero di vantaggi: un solo amplificatore per gestire tutto l'impianto, un percorso del segnale più pulito, un suono migliore dal giradischi, visto che un pre fono da, diciamo, 100€, realisticamente suona MOLTO meglio dello stadio phono integrato nell'ampli Denon. A me sembra una soluzione più pulita, semplice e, immagino, maggiormente gradita a tua moglie, che avrebbe un amplificatore in meno in soggiorno (i pre fono sono piccoli e facilmente occultabili).
Tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Valvole KT88 e EL34
Buongiorno direttore,
ho letto l'interessante
articolo di F.Burgers sulle KT88 e vorrei fare un'osservazione: KT88 e EL34 NON sono equivalenti! Ora può anche essere interessante provare queste sostituzioni - gli appassionati di audio passano gran parte del loro tempo a sostituire, cambiare, modificare ... - ma non è detto che funzionino sempre. Nel caso specifico probabilmente inserire le KT88 non dovrebbe provocare guai ma occorre tenere conto che in un amplificatore a valvole lo stadio finale, i trasformatori d'uscita e l'alimentatore sono intrinsecamente legati e, spesso, concepiti per lavorare secondo parametri ben precisi.
Non è detto che su un altro amplificatore una sostituzione del genere funzioni o comunque abbia gli stessi risultati ottenuti da F.Burgers.
L'usato hi-fi è pieno di apparecchi - sopratutto a valvole - elaborati/modificati in genere rovinati. Gli apparecchi a stato solido in genere risentono meno di questa "epidemia" - forse perché sfilare una valvola è più facile che sostituire un operazionale magari smd ...
Saluti e grazie per le cose interessanti proposte su TNT.
Stefano - E-mail: stefano (at) stefanocairoli.com

LC
Caro Stefano,
ti ringrazio per la preziosa puntualizzazione. È vero che le KT88 e le EL34 non siano perfettamente equivalenti (e infatti il redattore lo scrive) ma lo scambio tra queste due valvole è pratica abbastanza comune e diffusa, persino la Marshall la adotta in alcuni suoi amplificatori. Per essere precisi, molto del risultato dipende dal circuito dell'amplificatore, ma tipicamente è difficile che da questo swap possono sorgere problemi essenziali. Certamente bisogna andarci cauti, ma rispetto ad altre modifiche ben più pericolose (penso a tutto ciò che si fa con l'alimentazione di rete, ad esempio!) questo swap di valvole è un rischio assolutamente ragionevole.
Grazie per il puntuale e utilissimo feedback!
Lucio Cadeddu

CocktailAudio X40 e rinnovo impianto: aggiornamento e avvio "fase 2" (diffusori e amplificatore)
Gentilissimo Lucio,
grazie mille della risposta (
vol. 728/4), più che utile anche se ben scoraggiante riguardo al rendimento atteso da qualsiasi impianto nella stanza da me (necessariamente) adibita all'ascolto.
Prima di tutto, devo confessarti di non avere seguito quasi nessuno dei tuoi primi consigli, perché le circostanze mi hanno portato nel negozio dei Cocktail e non ho resistito alla tentazione di impadronirmi dell'X-40: impulso forse irrazionale, ma ormai è andata così. Per ora sento solo in cuffia, ma l'impressione generale è molto positiva, sul prodotto e anche sulla casa produttrice (assistenza eccezionale).
La stanza ha un assetto ancora provvisorio, ma poiché la cosa potrebbe durare mesi (compravendita di mobili in corso) ho deciso di rinnovare comunque l'impianto. Ho seguito almeno il tuo terzo consiglio (concentrarsi sui diffusori prima dell'ampli scegliendo due o tre modelli) e, un po' emozionato, ho affrontato la prima “prova d'ascolto” della mia vita, su 6 pezzi scelti da miei CD (2 jazz, 2 pop-rock e 2 classica) e su tre prodotti che ho selezionato basandomi su recensioni, consigli e non ultimo sui forti sconti proposti dal negozio (KEF Q500 a 780€ , Klipsch RF 82 a 960€ e Sonus Faber Toy Tower a 1.150€).
Anche da neofita, posso affermare senza tema di smentita che le condizioni di ascolto offerte, come d'altra parte avevo già letto sul web, sono pessime, cosa che paradossalmente mi ha tranquillizzato visti i problemi di acustica migliorabili solo in parte con i quali ho già convissuto per 20 anni e continuerò a convivere in futuro (il piano non posso certo toglierlo). Vengo al dunque: nonostante l'ovvio pregiudizio favorevole alle casse più costose, sono stato letteralmente rapito dal suono “live” delle Klipsch, tranne che sulla classica (comunque minoritaria nella mia discografia).
La differenza tra le KEF e le Sonus non sono riuscito a coglierla (se non nella diversa potenza) e credo proprio che il loro suono non mi avrebbe entusiasmato neanche se non avessi sentito le Klipsch. Ho letto che queste casse soffrono condizioni “non ideali” più di altre, ma non mi sembra il caso di cambiare esclusivamente sulla base di questa considerazione, per cui sono incline a correre questo rischio piuttosto che scegliere un suono che mi piace decisamente di meno.
Una volta individuate la casse, ho iniziato a valutare i possibili amplificatori. I miei due amici “audiofili”, che non si conoscono tra loro, hanno entrambi storto il naso (ed è raro che siano d'accordo) alla mia idea iniziale di utilizzare l'X-40 come pre-amplificatore, e mi hanno consigliato di valutare degli integrati. Col mio budget residuo (nel frattempo un po' aumentato, ca 1200), nello stesso negozio dei diffusori con l'aiuto di uno dei due ho selezionato NAD C356 BEE (730€), DENON PMA-1520AE (1100€) e Unison Research Unico Primo (1120€). Il negoziante della prova d'ascolto ne sarebbe credo sorpreso, perché prima di congedarmi mi aveva consigliato di spendere dai 1.000 in su se avessi scelto le Sonus, intorno ai 500 con le Klipsch, per le quali aveva accennato a NAD (forse il modello inferiore) o a un non precisato “bel valvolare”. Ero comunque orientato a chiamare il negozio per organizzare una nuova prova di ascolto dei tre ampli con le Klipsch e poi procedere a un acquisto congiunto, ma ho fatto l'errore (ahimé!) di consultare anche l'amico audiofilo #2, che non solo mi ha parlato male del NAD ma mi ha proposto a sorpresa l'acquisto a 200€ di un suo vecchio finale HK 870 che non usa più (e che potrei iniziare a provare direttamente sfruttando la pre-amplificazione dell'X-40). Anche l'usato l'avevo subito escluso causa assoluta inesperienza, ma di lui in effetti mi fido.
Grazie in anticipo per un parere sulle mie scelte attuali e future.
Riccardo - E-mail: riccardo62.russo (at) gmail.com

LC
Caro Riccardo,
hai fatto bene a prendere l'X40, potrà essere il cuore del tuo impianto anche in previsione di futuri upgrade più consistenti. Io, per ora, non acquisterei alcun amplificatore e lascerei cantare i tuoi amici, uno dei quali mi pare francamente un po' troppo interessato nello sbolognarti un amplificatore che realisticamente non riesce a vendere. Altrimenti...perché parlerebbe male degli integrati NAD, che con le Klipsch invece sarebbero un abbinamento eccellente, molto più che con il carattere del suo Harman Kardon? Tra l'altro non trovi strano che prima ti sconsiglino di usare l'X40 come preamplificatore e poi dopo, all'improvviso, salta fuori un vecchissimo finale da abbinarci? ;-) Sarò maligno, ma tante persone antepongono l'interesse personale alla presunta amicizia.
Quel finale, onesto per carità, ha oltre 30 anni di lavoro sul groppone e, come minimo, avrà necessità che vengano sostituiti ALMENO i condensatori d'alimentazione. Bel consiglio da amico, non c'è che dire.
Ripeto: prendi i diffusori Klipsch e lascia perdere tutto il resto: amplifica le Klipsch e usa il Cocktail, vediamo che ne vien fuori.
Sono abbastanza sicuro che, riuscendo a liberarti dai pregiudizi e dai dubbi che ti hanno instillato i tuoi amici, potrai godere appieno del suono che ne verrà fuori e, in più, ti ritroverai con 1000€ in tasca, utili per upgrade futuri.
Se l'insieme dovesse risultare, causa anche l'ambiente certo non ideale acusticamente, troppo brillante e/o stancante in gamma medio-alta potrai sempre acquistare un integrato NAD, Audio Analogue o Arcam per provare ad addolcire un po' l'equilibrio. Nel caso, anche il consiglio del negoziante di metterci un integrato valvolare potrebbe non essere del tutto da trascurare.
Da quel che scrivi, di questi tre personaggi che ti hanno consigliato, il più sensato mi pare essere davvero il negoziante. Credo possa fidarti più di lui che dei tuoi amici audiofili.
Tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Re: In negozio suonava bene...
Caro Lucio grazie per la dettagliata
risposta in merito all'Onix. In effetti penso che il problema sia soprattutto nella mia testa....mi aspettavo una finezza di dettaglio che il Naim e il Pioneer non hanno. Concordo, sono amplificatori "sporchi " ma molto musicali. L'Onix é di un altro livello, ma dal punto di vista musicalità non trovo lo stesso pathos di prima, coi "vecchiacci".
A pari ambiente e componenti io non ho sentito un passo in più dal punto di vista fascino di ascolto. Ho sbagliato io evidentemente. Per quanto riguarda il Nait 5i l'ho avuto.....tre settimane dopo l'ho venduto per noia. Energico, profondo, ma niente di affascinante, il solito ampli inglese. Il piccolo Nait è molto piu originale o meglio unico. Forse dovevo fermarmi lì visto che ne ero felice alternandolo col Pioneer. Forse cerco piu emozioni che suono, forse volevo farmi un regalo per compensare altre carenze? Ma qui si va nella metafisica....o nella psicoacustica...
Probabilmente quando si hanno altri pensieri è meglio stare fermi anche coi giocattoli musicali. Comunque ho rimesso il filtro, tutto in ordine. Intanto lo tengo. Muoversi è pericoloso partendo dai miei presupposti....meglio un analista, che dici? Comunque grazie dell attenzione, sei una persona molto competente sensibile e sincera. E' un piacere averti conosciuto. Ti auguro belle cose e complimenti per il tuo lavoro. Con amicizia,
Anonimo - E-mail riservato

LC
Caro lettore,
tutte le esperienze sono utili, anche se deludenti o costose. A volte non c'è altro modo per capire che cosa si stia realmente cercando nel nostro impianto: si fanno acquisti sbagliati o, meglio, inadatti, e si va avanti. Quello che conta maggiormente è capire prima se stessi e di conseguenza il proprio impianto. Forse ancora non hai ben compreso che tipo di suono stai cercando o, magari, altre insoddisfazioni portano a percepire il suono che sentiamo in maniera sgradevole. Capita anche questo. L'umore influisce moltissimo sulla percezione dei suoni. Quando siamo di buon umore anche la radiolina più sfigata che trasmette la nostra musica preferita ci sembra un impianto audiophile e quando invece la nostra testa è altrove anche il migliore degli impianti suona deludente.
Per liberarsi da questo giogo, a mio parere, bisogna concentrarsi sulla sola musica, l'unica che ha degli effetti terapeutici, gli impianti, talvolta, acuiscono nervosismi e insoddisfazioni. In generale, eviterei di acquistare apparecchi HiFi nella speranza che possano consolarci da altre delusioni, in questo modo li carichiamo di una responsabilità eccessiva e la probabilità che ci deludano è altissima. A volte, in queste situazioni, può essere utile un processo di downgrade, tornare a un impianto semplice ed essenziale, forse anche un po' grezzo, ma altamente comunicativo, in modo che la musica passi con tutta la sua forza attraverso di esso.
Il fatto che tu alternassi due amplificatori per ascoltare la tua musica la dice lunga sull'importanza che tu dai al mezzo anziché al fine. Prova a concentrarti di più sull'essenza della musica, i componenti HiFi sono solo delle sterili apparecchiature elettroniche che fanno passare il segnale più o meno inalterato.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Alta risoluzione, questa inudibile evanescenza
Ciao Lucio, spero come sempre tutto bene. Sto assemblando l'impianto per musica liquida di cui poi ti darò feedback di alcune modifiche che sto facendo, in primis dopo aver letto la recensione di Nick Whetstone sull'hiface two e hiface dac ho capito l'importanza della alimentazione dei convertitori e ho agito di conseguenza sull'Arcam rdac (batteria 6V 4A). Molto meglio. Siete proprio bravi tutti !!! Infatti l'rdac mi sta piacendo, altro che freddo (so che c'è di meglio.......)
La cosa che ti chiedo è la seguente: tu sai che l'ingresso wireless dell'arcam rdac è esclusivamente a 16/44 (standard redbook, cd insomma) mentre l'ingresso coassiale è l'unico che arriva a 24/192. Ora ho ascoltato alcuni file in alta definizione (24/96 e 24/192), tutti acquistati su HDTRACKS e HDTT.
Mi capita (e mi preoccupo per le mie orecchie) che tra wireless e coassiale io noti poca differenza. Lo stesso file sul coassiale mi sembra leggermente più "grosso".....ma forse è questa l'effetto dei file ad alta definizione? Sento stesse dimensioni del sound stage, forse un pelo più profondo il coax, ma nulla di eclatante a parte, ripeto, che ad esempio il pianoforte o il violoncello sembrano proprio più grossi, .... Sbaglio qualcosa? Il dac non ce la fa?
La sequenza è: pc eeepc asus vecchiotto (celeron 900mhz 2Gb di ram con hd WD usb 1TB con i flac, hiface two su usb pc, cavo coax da hiface a ingresso coax rdac, rdac output a input rega brio r, tutto sulle splendide Dali Mentor 6. Quando uso il dongle wireless cambia solo l'input del dac che usa l'antennina wireless e quindi hiface two ferma. Sull'eeepc c'è foobar 2000 con kernel streaming hiface two quando uso pennetta e ds arcam rdac wireless quando uso wireless.
Ti ringrazio tantissimo come sempre e presto ti scriverò di tutto l'impianto post DALI MENTOR e le modifiche che ne sono scaturite...
Buona vita Lucio.
Rosario - E-mail: rosario.arcamone (at) saicomunicare.it

LC
Caro Rosario,
delle differenze tra file ad alta risoluzione e file RedBook ne abbiamo parlato spesso, anche su questa Rubrica e ti confermo che la questione è tutt'altro che semplice. Intanto bisognerebbe vedere i file originali dei cosiddetti alta risoluzione: se tu parti da un file a 16/44, lo registri a 24/192 e lo spacci per alta risoluzione...le informazioni che erano assenti nel file d'origine non possono miracolosamente comparire solo perché le hai messe in un contenitore più capiente! Sono così tante le variabili in gioco che un confronto sensato è quasi impossibile. Poi, ovviamente, ci si mette di mezzo la furbizia e si prova a spacciare per alta definizione ciò che non può esserlo...pur di vendere tracce si farebbe qualunque cosa.
A tutto questo aggiungi il fatto che - come sostengo da sempre - non è facile percepire differenze su sorgenti digitali diverse, figuriamoci su file dallo stesso contenuto ma registrati in formati diversi! Fossi in te non mi preoccuperei troppo: nella maggior parte dei casi la differenza che credi di sentire non c'è proprio e negli altri casi potresti essere tu a non aver ancora capito come e cosa ascoltare. Anche la trasparenza consentita dall'impianto HiFi ha una rilevanza fondamentale: certe differenze - su un impianto non estremamente rivelatore - passano del tutto inosservate, sarebbe come guardare un film in alta definizione con le lenti degli occhiali completamente sporche :-)
Il futuro (e imminente, mi pare di capire) cambio di diffusori ti consentirà di capire meglio anche questi aspetti.
Nel frattempo me ne starei tranquillo e proverei a godermi la musica, in qualunque formato essa sia.
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Scelta amplificatore integrato
Buon giorno Lucio,
grazie per la
risposta (domandavo per un buon amplificatore YAMAHA e Lei m'ha consigliato l' AX 592). Tempo fa provai il modello AX 892 o 896 (non ricordo bene) rispetto al mio CYRUS III dava suono molto più fermo, definito, scandito, brillante anche se era il classico suono alla giapponese bianco e nero senza feeling, ma almeno il suono era molto abbondante tangibile non certo tanto fumo e poco arrosto (vedi il Rotel 04).
Mi pare che però gli Yamaha in quel periodo di diffusione VIDEO avevano anche ingressi video, ottici ......e ciò dovrebbe inficiare la qualità audio. Un amico tecnico mi consiglia lo Yamaha CA 1000 o 2000 ma sono un po' datati (la classe A non mi piace, troppo morbida) e Le do ragione nel fatto che gli ampli anni '70 hanno basso "lungo" esagerato.
Posseggo anche il Grundig V 35 anni '80, molto più brillante del Cyrus III ma il basso oltre ad essere invadente è lungo, tipo eco, riverbero per nulla controllato. Sul sito tedesco ci sono tantissimi modelli e non vorrei buttare i soldi (AX - 10- 430- 450- 470 -500 - 530-550- 570 590 592 - 596- 700- 730 - 750 - 1070........).
La mia domanda è una: cerco la massima definizione (amo suono brillante trasparente potente, pesante non caldo moscio con troppi bassi ...).
Se conosce altri modelli Yamaha direbbe ancora di preferire tra TUTTI l'AX 592 o qualche altro modello magari di qualche anno precedente quando non c'erano gli ingressi video ed altri fronzoli. Uso solo il giradischi. Sa se gli yamaha un po' precedenti all'ax 592 potrebbero avere suono migliore, il suono che ho descritto cercare?
Buona giornata,
Giuseppe - E-mail: giuseppebruno9 (at) gmail.com

LC
Caro Giuseppe,
purtroppo non conosco tutti gli amplificatori Yamaha costruiti dagli anni '70 sino ad oggi! Francamente, non punterei a un amplificatore con troppi anni di servizio sulle spalle, per via del fatto che la componentistica passiva ha ormai perso buona parte dei valori e delle funzionalità originarie. Non mi preoccuperei della presenza di ingressi video o digitali, non vedo in che modo la presenza di questi possa inficiare le prestazioni sonore dell'amplificatore. Nella mia precedente risposta suggerivo il modello AX592 per il semplice motivo che lo avevamo recensito in maniera abbastanza positiva qui su TNT-Audio...ma certamente ci saranno altri modelli di periodi anche più recenti che possono incontrare il tuo gusto. Oggi, ad esempio, nel nuovo, potresti considerare il modello Yamaha A-S501 (circa 450/500€), che ha tanta potenza e una grande flessibilità d'uso (e già te lo avevo segnalato!). L'impronta sonora è rimasta quella tipica del marchio giapponese. Un altro amplificatore che potresti valutare è l'Atoll IN50, un integrato francese dal bel suono aperto e vivace, più o meno nella stessa fascia di prezzo.
Dovresti fare di tutto per poter provare questi amplificatori all'interno del tuo impianto, perché mi pare che i tuoi gusti siano un po' particolari e le tue aspettative molto alte. Comunque, se posso permettermi un altro consiglio, se è un suono molto brillante e vivace che cerchi forse dovresti anche pensare a dei diffusori con queste caratteristiche (es. Klipsch, Triangle...). Non credere che la responsabilità di tutto sia da ascrivere all'amplificatore, anzi!
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Trafo d'isolamento e analogico
Sig. Cadeddu buonasera.
Mi unisco agli altri lettori della posta e la ringrazio, Lei in prima persona, ed anche tutto lo staff per il lavoro che svolgete e per il supporto che ci date, grazie.
Questa è la seconda volta che scrivo, non so quanto le domande che vado a scrivere saranno di interesse generale. Sono in possesso di un trasformatore a 220 V. 1.0 Kw e rapporto di trasf. 1:1 offrirà qualche vantaggio inserire l'apparecchio tra la presa di rete e gli apparecchi dell'impianto? Inoltre il collegamento della terra va fatto solo dal lato dell'avv.to primario oppure anche sull'avv.to secondario?
Passiamo all'analogico, in diverse lettere Lei mette in avviso noi utenti quando posiamo sul piatto del giradischi, dischi usati o da mercatini pena la possibilità di “rovinare” puntina/stilo del fonorivelatore.
Credo che Lei chiami in causa l'attrito tra i due corpi, il mio ragionamento, banale se vuole, è che tra due corpi soggetti ad attrito da trascinamento, quello che si rovina è il materiale più debole quindi dovrebbe essere il vinile del disco e non viceversa lo stilo.
Liquidi per la pulizia della puntina: in commercio ci sono diversi liquidi per effettuare questa operazione, sono tutti validi e senza controindicazioni oppure anche per questi prodotti si deve prestare attenzione e controllare i componenti?
Giancarlo - E-mail riservato

LC
Caro Giancarlo,
puoi senz'altro provare il trafo d'isolamento su tutto l'impianto, rispettando le modalità di collegamento dell'oggetto. Se ha la terra da ambo le parti (come immagino) questa va collegata, ovviamente. A meno che gli apparecchi non siano già sprovvisti di terra (doppio isolamento). A quel punto basta collegarla solo lato presa a muro.
Per quanto riguarda l'analogico e il suonare dischi rovinati le cautele non sono mai troppe: è vero che tra stilo e vinile il materiale più debole è quest'ultimo, ma a rigor di logica allora gli stili di lettura dovrebbero essere eterni e così non è. Tra l'altro, se i solchi sono sporchi, intrisi di polvere o altri materiali lo stilo non solo si sporcherà di più ma leggerà più a fatica i solchi, con conseguenti mistracking e saltellamenti (magari impercettibili) sulle pareti del microsolco...tutte attività fisiche che certo non giovano alla salute dello stilo.
Infine, per la pulizia di quest'ultimo, è sufficiente rivolgersi a prodotti di nota efficacia e buona diffusione sul mercato, come il classico Stanton SC-4, i vari prodotti Last, il Lyra SPT, Disc Doctor e Clearaudio Elixir. Consiglio di non abusarne, la maggior parte delle volte è sufficiente una spazzolina apposita o, per i più temerari, il metodo Linn con l'uso di carta abrasiva finissima che loro chiamano "Green paper".
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Ciao Lucio,
Ebbene si! Anche io, dopo innumerevoli tentativi, sono arrivato ad avere un impianto più che soddisfacente e molto gratificante...
Tempo fa ti scrissi perché desideravo inserire i diffusori in libreria per liberare spazio dato l'arrivo imminente di mia figlia. Prima dell'attuale configurazione avevo delle Chario Constellation Linx pilotate da un T-Amp 2024 (in alternativa un Harman Kardon avr2000) alimentate da un lettore dvd Arcam nonché da un giradischi anni 80.
Date la necessità di fare spazio e felice mia moglie, decisi di mettere in vendita casse e piedistalli e di comprare delle B&W usate da scaffale 685 più compatibili con l'inserimento in libreria dato il reflex anteriore. Poco dopo ho assemblato un pc (sulle specifiche di audiophile computer), installato Linux ed ho rispolverato un vecchio dac comprato su ebay non-oversampling proveniente dalla Cina. Ebbene, immagine acustica a parte, il mix è stato più che soddisfacente.
La scorsa settimana preso dalla voglia di avere un ampli serio ho acquistato un Vincent 236 (usato) ibrido...ebbene, nonostante le casse economiche in libreria, i cavi piatti da tre euro al metro, i miei dischi hanno iniziato veramente a suonare!!!!
Certo l'immagine non è il punto di forza dell'impianto ma ritmo, dinamica, timbrica sono veramente ai massimi livelli!!!! Tre brevi domande:

Ancora grazie e saluti!
Guido - E-mail: guidogiovanni80 (at) yahoo.it
[Parete attrezzata HiFi]

LC
Caro Guido,
sono felice che sia così soddisfatto. Il fatto che con l'ampli Vincent ora l'impianto suoni molto meglio di prima significa solo che il T-Amp non era adatto a pilotare i tuoi diffusori (e infatti non lo poteva essere!). Avresti avuto un risultato simile con un qualunque altro buon amplificatore di potenza adeguata. Quindi: non è un problema di costo, non in questo caso, era solo un problema di capacità di pilotaggio e di potenza insufficiente. Per questo motivo continuo a sostenere che la maggior parte del budget vada investito sui diffusori, a patto che, ovviamente, siano pilotati in maniera adeguata e non sotto-alimentati come era nel tuo caso.
In questo caso specifico, poi, vista l'installazione castigata, non avrebbe senso spendere cifre elevate nei diffusori: costretti in quelle nicchie e posizionati troppo in alto (non credo che le tue orecchie siano a quell'altezza!!!) potranno dare solo una minima parte di ciò che possono. Capisco la felicità della moglie ma...
Per quanto riguarda il loro suono, chi ha mai detto che le B&W non abbiano bassi? Io ho sempre sostenuto che certe serie avevano un'impostazione tendenzialmente vivace e brillante sul medio-alto, specie con alcuni abbinamenti, ma non che non abbiano bassi!
Visto che mi sembri soddisfatto, lascerei tutto così, anche se i diffusori in quella posizione non riesco davvero a guardarli, mi spiace! :-(

Questa settimana una cover oscura di un brano, al contrario, solare e allegro: mi sono innamorato di questa versione live del tormentone Get lucky dei Daft Punk ad opera dei Daughter, trio inglese fondato nel 2010 dalla cantante Elena Tonra e subito entrato nelle grazie dell'etichetta alternative/new wave 4AD. Certe atmosfere mi sono rimaste nel cuore.
Nel caso questo embedding dovesse essere vietato/disabilitato, potrete visionare il video direttamente su YouTube. Buon ascolto!

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