Lettere alla Redazione di TNT-Audio - settimana 4/2/2017 - 11/2/2017

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  1. Sostituzione ampli integrato
  2. Consiglio per diffusori
  3. Nuovo impianto
  4. Primo impianto entry-level
  5. Riesumare impianto hifi
  6. Un po' di ascolti a confronto
  7. Richiesta suggerimento anche rivoluzionario...
  8. Consigli su un upgrade
  9. Consigli su lettore CD
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Sostituzione ampli integrato
Gentilissimo direttore, le scrivo ancora una volta per avere un suo prezioso consiglio: volevo sostituire l'amplificatore integrato che ho: un Rotel ra12 collegato a diffusori B&W CM5. E lettore CD Exposure 1010 s2, ascolto in un ambiente salotto-entrata 5x4 m con palchetto legno e due mobili vecchi legno e due divani + una finestra e tende. Sono soddisfatto del suono che esce, i diffusori per ora non posso cambiarli con due da pavimento per quieto vivere, lo farò quando avrò a disposizione una sala adeguata.
Volevo sostituire l'ampli con uno di maggiore qualità e potenza: ho visto e iniziato a sentire alcuni ampli che trovo presso negozi mia zona Torino. Sono Rotel a14, Exposure 2010 s2 e 3010 s2, Hegel h80 per finire con Roksan Kandy2. Sono molto confuso e più leggo notizie al riguardo più aumenta la confusione. Chiarisco: cambio Rotel con nuovo Rotel? Oppure vado su altri modelli: Hegel o Exposure? Ascolto molto con CD, un po' con iPad tramite Bluetooth o usb e a volte con PC collegato analogico.
In attesa la ringrazio con mille complimenti per la rubrica che seguo settimanalmente e le auguro buon anno.
Gianni - E-mail: elrond.granburrone (at) gmail.com

LC
Caro Gianni,
la necessità di sostituire l'amplificatore deve essere motivata adeguatamente. Cosa non ti piace più del tuo amplificatore attuale? Quali caretteristiche intenderesti migliorare? Parli di “maggiore potenza” ma, a mio parere, il tuo amplificatore attuale, con quei diffusori e in quella stanza, di potenza ne ha d'avanzo persino per organizzare un festa danzante. Per questo ti chiedo di chiarirti meglio le idee, perché a mio parere il tuo Rotel RA12 è più che adeguato ai diffusori in tuo possesso e anzi potrebbe “reggere” catene anche più impegnative.
In tutta sincerità, non valuterei un upgrade di un tale amplificatore quando i diffusori dovrebber essere il primo step più logico. Alcuni amplificatori che avresti scelto, infatti, sono di una classe di prezzo ben superiore a quella delle tue B&W CM5 mentre logica vorrebbe, almeno in questa fascia di prezzo, che il budget maggiore fosse destinato ai diffusori.
Comunque sia, visto che questi non intendi sostituirli, potresti optare per uno dei due Exposure che hai citato, giusto per costruire una coppia di elettroniche “sinergica” con il tuo attuale lettore CD della stessa Casa. Non aspettarti miracoli o visioni mistiche, qualcosa migliorerà, ma forse meno di ciò che ti aspetti, sia perché le differenze tra amplificatori non sono mai eclatanti, sia perché il Rotel RA12 è un apparecchio dall'ottimo rapporto qualità/prezzo.
Tra l'altro, non tutti gli ampli citati dispongono di DAC interno come il tuo Rotel (per gli Exposure mi pare si possa aggiungere un modulo separato, aumentando ancora i costi) e pertanto valuta bene il da farsi. Se non ho capito male utilizzi il tuo amplificatore anche come DAC...
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Consiglio per diffusori
Gentile Lucio,
le scrivo per un consiglio da vero esperto come lei. Attualmente il mio impianto è così fatto:

La stanza per l'ascolto è di forma quadrata, grosso modo 4x4. Ascolto prevalentemente classica, molta lirica e jazz, per il jazz soprattutto vocale. Il punto debole è certamente costituito dai diffusori. Sinceramente non ne faccio un uso molto frequente per motivi "sociali" :) Come le avevo scritto in passato, sono sordo (modernamente si dice ipoudente e così direi ad un mio paziente, ma trattandosi di me dico come si diceva una volta) e dunque i volumi ai quali dovrei ascoltare non sono praticabili con grande frequenza. Tutto sommato, però, potrebbe valere la pena di fare qualcosa di meglio.
Possiedo delle Linn Keilidh che però presentano un problema evidente ad un woofer. Non sono in grado di metterci le mani da solo e dunque dovrei caricarle in auto, fare un viaggio a Roma - 150 km - portarle da un riparatore, che sospetto voglia essere pagato per ripararle (che astuti lettori che ha :) e poi andarle a riprendere, quindi fatica e soldi. Girellando Ebay avrei visto vari modelli di Mordaunt Short, da venditori seri, per un costo di circa 100/150 euro, naturalmente bookshelf, se voglio qualcosa da pavimento debbo salire di prezzo, ma neanche tantissimo. Ho visto che lei ha parlato sempre bene di questa casa, mi potrebbe dare un consiglio?
Anche con delle MS10 o con delle MS35TI potrei migliorare la resa sonora? Oppure mi suggerisce qualcosa d'altro? O riparare le Keilidh? Credo che, a parte la fatica e il disturbo personale (ma questo sarebbe il meno) me la dovrei cavare attorno ai 100 euro, forse qualcosa di più.
Cordiali saluti e grazie per l'attenzione,
Michelangelo - E-mail: michelangelo.distefano (at) gmail.com

LC
Caro Michelangelo,
non crucciarti troppo del tuo deficit uditivo, dai commenti che leggo in giro tra gli audiofili di ipoudenti ce ne sono moltissimi ;-)
Semmai, non capisco perché tu voglia sostituire i diffusori. Possiedi già delle belle Aliante Pininfarina, perché fare un passo indietro con diffusori più economici? Si tratta di un desiderio di downgrade perché non ascolti spesso dai diffusori ma principalmente in cuffia? Per fare qualcosa di meglio, come dici tu, temo che i diffusori che hai indicato non siano assolutamente adatti, anzi.
Dovresti provare a riparare le Linn Keilidh, magari guadagneresti qualcosa in gamma bassa, ma non altrove, secondo me. Se il problema è limitato a un woofer, basterebbe smontarlo (basta un cacciavite), spedirlo a far riparare, acquistarne uno nuovo identico - i ricambi dovrebbero essere reperibili - o cercarne uno usato su Ebay, non dovrebbe essere impossibile reperirne uno funzionante a basso costo. Una volta che hai in mano il driver riparato (o nuovo) lo reinstalli al suo posto, non serve chissà quale capacità manuale per fare questo tipo di intervento. Per maggiore sicurezza, fai una serie di foto o un piccolo video quando smonti l'altoparlante.
Osservazione finale: i tuoi attuali diffusori sono di ottima qualità, se ti sembra che non suonino bene è perché, forse, il piccolo amplificatore a valvole che utilizzi non riesce a pilotarli a dovere.
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Nuovo impianto
Salve, conosco da poco il vostro progetto e mi unisco ai tanti complimenti che ricevete.
Ho bisogno di un buon consiglio per comporre un impianto stereo, e siccome leggo da settimane ogni lettera su questa rubrica che presenti casi simili al mio, ma mai uguali, mi sono deciso a scrivervi.
La stanza è circa 4 x 3 metri, più vuota che piena (scrivania e divano); su uno dei due lati lunghi c'è una grossa libreria in legno che copre l'intera parete, e là andrà posizionato l'impianto, mentre l'ascoltatore sarà sul lato opposto. La musica da ascoltarci è prevalentemente classica (cameristica e sinfonica) - una bella collezione di dischi del bisnonno - ma anche tanti altri generi - dai cantautori all'ambiente, dall'industriale al minimalismo americano - attraverso CD o computer.
Vengo ai consigli per gli acquisti:

  1. Ho letto dei problemi che danno le casse da scaffale, se poste vicino al muro, e purtroppo è questo il mio caso. Tra la miriade di modelli in circolazione, mi sono orientato su Mission 731 o 751, Monitor Audio BX2, Chario Reference 200, Rega RS1, Quad 11 o 12 L.
  2. L'amplificatore sarà, in un primo tempo, un Technics SU-Z35, da sostituirsi poi con qualcosa di più dignitoso. Le esigenze sono: un buono stadio phono (per ora MM) e una buona amplificazione per cuffie (AKG 171). Sempre in modo piuttosto arbitrario, avrei scelto Aura VA50 o 80, o modelli di basso livello di Creek o Rega. I Cyrus sono troppo profondi per entrare nel mobile (ca. 33 cm).
  3. Il giradischi che ho a disposizione da una trentina d'anni è un Akai C-206 con testina standard RS-100. Funziona miracolosamente bene, e mi chiedo se è il caso di tenerlo, modificarlo o cambiarlo.
  4. Vista la vicinanza di un computer, sarebbe meglio adattarlo alla riproduzione audio attraverso un DAC o una buona scheda audio (quale?), o un vero lettore CD ha ancora dei numeri in più?
Per il primo ed il secondo punto rispettivamente, il finanziamento è di circa 150 - 200 euro sul mercato dell'usato. I modelli che elenco sono per lo più esempi, arbitrariamente ricavati da post altrui che presentino situazioni analoghe. Non li conosco, ne ho soltano sentito dire bene e qualcuno, ahimé, mi ha convinto ascoltandolo da Youtube. Gradirò ogni chiarimento e consiglio vi venga in mente.
Grazie.
Adriano - E-mail: giangiacometto_9 (at) hotmail.com

LC
Caro Adriano,
se la collocazione dei diffusori è immediatamente a ridosso della parete posteriore non puoi sbagliare cercando delle Rega RS1, ma dubito le troverai per la cifra che hai stanziato. Con un budget così ristretto puoi concentrare la tua attenzione su modelli meno costosi (es. Indiana Line) senza preoccuparti troppo della vicinanza della parete posteriore. In fondo, quando il budget è così ristretto, bisogna essere pronti ad accettare qualche compromesso. Potresti eventualmente lasciare giradischi e amplificatore al loro posto e concentrare tutta la spesa sui diffusori, ma mi piange il cuore a pensare a delle Rega RS1 amplificate con un Technics SU-Z35 :-(
Almeno il giradischi dovresti dotarlo di una nuova testina, da installare con cura secondo le nostre
guide onde evitare di danneggiare ulteriormente i tuoi dischi, probabilmente pure già rovinati. Per quanto riguarda la lettura dei CD, puoi momentaneamente utilizzare il PC ma visto il budget eviterei l'acquisto di DAC USB separati, almeno in questa prima fase. In seguito si vedrà.
Tutti i prodotti che hai elencato non si riesce a reperirli, in condizioni decenti, per la cifra che hai stanziato, purtroppo. Pertanto focalizza la tua attenzione sui diffusori ma con la promessa che al più presto anche tutti gli altri componenti dovranno essere sostituiti con altri di classe pari a quella delle (eventuali) Rega RS1.
Infine, per quanto riguarda l'ambiente, pianifica di arredarlo un po' di più. Così come l'hai descritto, a mio parere, difficilmente potrà suonare bene. Tappeti, cuscini, tele e tende sono praticamente obbligatorie in un contesto come quello descritto.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Primo impianto entry-level
Buongiorno Signor Direttore,
ho trovato casualmente il Suo sito Internet e ne sono rimasto veramente entusiasta. Sono cortesemente a richiedere un Suo aiuto; non è facile acquistare un apparecchio senza poterlo “sentire”. Devo sostituire un vecchio mini hi-fi della Sony a cui accoppiare delle buone casse, secondo me, le INDIANE LINE TESI 260.
Ho però purtroppo poca disponibilità economica (max 300 Euro per ampli + lettore CD), e cerco un prodotto che mi possa dare sensazioni positive e su cui poter impostare alcuni parametri (alti, bassi; magari con un po' di equalizzazione). Non cerco prodotti professionali; mi accontento di un minimo di buona musica. Mi sono imbattuto nelle ricerche in Internet nell'amplificatore AUNA 708; marchio che non ho mai conosciuto. Mi è subito piaciuto anche esteticamente e dalle prestazioni tecniche che, sulla carta, mi soddisfano molto.
Ho letto una Sua buona recensione del precedente modello AUNA 508.
Guardando su vari forum ho tuttavia trovato parecchie note negative sulla casa costruttrice cinese e poche positive (suoni falsificati, artefatti; surriscaldamento ecc.). Ad un costo veramente basso nella descrizione tecnica sembrerebbe tuttavia un apparecchio con buona disponibilità di comandi, possibilità di abbinare vari componenti (anche se la potenza dichiarata credo sia un po' esagerata). Vorrei acquistare anche un lettore CD dello stesso marchio, sempre a buon prezzo.
Che ne pensa Direttore? Stiamo secondo la Sua esperienza parlando di prodotti che si possono definire HI-Fi anche se di entry level? Pensa che sia un buon acquisto? O è meglio lasciar perdere? Ascolto molta musica country, country-rock, folk ed avrei necessità di un prodotto con una buona definizione soprattutto dei toni medio-alti.
Le chiedo cortesemente un Suo cortese parere o se a parità o poco più di prezzo sia meglio orientarsi sui marchi “classici” (pioneer, onkyo......). Un sentito anticipato ringraziamento; non è facile poter contare su un giudizio competente.
Grazie ancora se vorrà tener conto di questa mia richiesta.
Cordiali saluti.
Ivo - E-mail: ivano5888 (at) virgilio.it

LC
Caro Ivo,
il modello Auna che recensii era veramente ottimo per il prezzo, ma questo nuovo modello non saprei, mi è difficile azzardare un giudizio sulla carta, anche perché il lettore CD della stessa Casa, che io tentai di recensire per ben due volte, presentava dei problemi tecnici tali che rinunciai a testarlo. Mi feci spedire due copie dello stesso apparecchio ed in entrambe c'era un problema evidente di rumore indotto dal motore sugli altoparlanti che ne rendeva impossibile l'utilizzo in un contesto minimamente HiFi.
Quindi: no al lettore CD, e giudizio sospeso sull'amplificatore. Il distributore italiano, tra l'altro, non sembra sia più disponibile a spedire i propri prodotti in prova, per cui temo che difficilmente vedremo questo amplificatore sulle pagine di TNT-Audio.
Con il tuo budget (300€) tra ampli e lettore CD non ci sono molte alternative al mercato dell'usato. Prova a cercare qualcosa di Denon, Onkyo, Yamaha o prodotti simili e magari sentiamoci di nuovo. Dimentica, magari, la necessità di disporre di equalizzazione o controlli di tono, sono spesso inutili e quasi sempre dannosi nelle mani di un utente poco esperto.
Potresti, in alternativa, optare per un amplificatore di migliore qualità o nuovo, se riuscissi a rinunciare temporaneamente al lettore CD, qualora potessi utilizzare il PC o notebook (se disponibile) come sorgente digitale di fortuna.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Riesumare impianto hifi
Salve Lucio,
le scrivo per avere qualche consiglio su come rimettere in piedi il mio impianto dopo una lunga pausa, negli anni la necessità di soddisfare la famiglia mi ha portato piano piano a eliminare la parte hifi dal salotto a favore di un modesto impianto ht, adesso però vorrei rimettere in piedi qualcosa di ascoltabile.
Le premesse: ascolto un po' di tutto ma prediligo cantautori e incisioni dal vivo, cercherei una buona ricostruzione della scena sonora ed un accettabile realismo timbrico. La stanza di ascolto è 4x5 mt con i diffusori posti nella parete più corta, la stanza è condivisa con l'impianto ht, ha una porta finestra a metà sulla sinistra ed un apertura nella parte posteriore destra che da accesso ad un corridoio. Adesso ascolto musica tramite un integrato ht a cui è collegato un Project debut carbon con testina ortofon om10 collegato ad un preamplificatore phono TCC TC-750 con alimentatore diy da 3A ed un cd transport Cambridge discmagic1 sempre collegato al decoder ht reamite spdif, il rapporto vinili cd è circa 300 contro 100.
I diffusori sono delle torri Magnat monitor supreme 2002. La mia idea era separare completamente la parte hifi da quella ht, per questo ho acquistato uno switch per casse Dynavox AMP-S per poter usare i diffusori frontali sia per la parte ht che per l'hifi, l'oggetto pare robusto e non mi sembra di notare nessun calo inserendolo nell'impianto (ovviamente c'è ancora il decoder ht che limita tutta la catena).
Ora oltre a quanto già citato posseggo un finale a valvole autocostruito APF16 push pull di el84 da 16w/ch fermo da qualche anno ma perfettamente funzionante, ovviamente quello che mi manca per escludere il decoder ht e riascoltare il mio valvolare è un preamplificatore ed un dac per il cambridge. Da queste premesse ho fatto qualche ipotesi, la prima cambiare il tc-750 con un tc-754 che ha anche la parte pre e aggiungere un dac, la seconda tenermi il tc-750 e cercare un dac che abbia anche un ingresso rca, ho visto il Fostex hp8 ma il prezzo è oltre il mio budget. In ultima opzione avevo pensato di comprare un tcc tc-7510, smontarlo assieme al tc-750 e realizzare un cabinet aggiungendo un controllo volume alps e un selettore di ingresso.
Insomma i dubbi sono molti, e la voglia di rimettere in piedi l'impianto tanta, confido in un suo consiglio illuminante.
Saluti,
Marco - E-mail: ancillottim (at) gmail.com

LC
Caro Marco,
non amo gli switch e gli impianti così condivisi. Valuta bene se non ci sia la possibilità di spostare l'impianto audio in un'altra camera, invece. Lo potresti usare di più e non dovresti acquistare nient'altro che una seconda coppia di casse da battaglia per l'impianto HT.
O, ancora, come hanno fatto in tanti, dovresti rinunciare agli effetti surround e utilizzare l'impianto stereo anche per amplificare l'audio del video. Si rinuncia ai canali centrale (poco male) e posteriori (abbastanza ridicoli, per la verità) per ottenere una qualità complessiva della riproduzione di dialoghi e colonne sonore nettamente superiore. Chi ha optato per questa soluzione drastica spesso ci ha scritto di non aver in alcun modo rimpianto il vecchio sistema multicanale. L'ascolto della musica 2 canali, manco a dirlo, farebbe un balzo in avanti notevolissimo e il salone si libererebbe di casse e cavi del tutto inutili.
Comunque sia, tra le opzioni che hai preso in considerazione mi piace di più la seconda, ovvero acquistare un DAC e utilizzare il pre TC-754. Sarebbe una soluzione economica, semplice e pulita. Non sarà il massimo della qualità ma bisogna essere sempre pronti ad accettare compromessi quando si vuole ottenere tanta flessibilità d'impiego con un budget ristretto. Potresti anche, più semplicemente, cercare un pre passivo minimale, con due ingressi, se ne trovano tanti anche su Ebay, per costi assolutamente abborbabili. A un ingresso colleghi il pre fono e all'altro il DAC per il Cambridge. Quest'ultimo potrebbe essere ancora un DAC della stessa Casa, ci sono diversi modelli abbastanza economici (DacMagic) che si trovano facilmente anche usati.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Un po' di ascolti a confronto
Carissimo direttore,
spinto dall'insana curiosità audiofila anche un professionista dell'audio (sarei quello che di lavoro fa il fonico....) torna a casa e comincia a smanettare tornando bambino riscoprendo passioni che credeva estinte.
Bene, ribadisco il punto di partenza degli odierni miei pensieri per poi porgerti alcune domande.
Ho fatto un po' di palestra (dell'ardimento) con un giradischi Audio Technica PL 120: tarato come da Vs. indicazioni, sostituiti cavi, bypassato pre riaa on board, provati diversi pre esterni, messo antirombo sotto il piatto (e bilanciato dal gommista!) e... ora si sente davvero tutto, anche il rumore del motore (dichiara d'altronde solo 50 dB di r.s/n). Forse si è trattato di accanimento terapeutico, ma, come si dice, il bello di un viaggio non è la meta, ma il viaggio.
Vabbè...si cambia. Ho provato un REGA PL3 (nuovo) con testina Elys2, ma non mi è piaciuto. Il concetto di minimalismo, che spesso mi convince, questa volta mi delude (per una volta io e mia moglie siamo anche d'accordo: sembra disegnato da un architetto dell'IKEA e la cosa non ci piace).
Impone molto lavoro al proprietario: dai piedini non regolabili e molto rigidi, al cambio di velocità, all'impossibilità di cambiare velocemente testina. Eppoi il suono della Elys 2 era mediosissimo. Magari la testina aveva dei problemi, ma la voglia di montarci la mia con la scomodità dello shell solidale al braccetto, per vedere magari se lo rompo, no... proprio non mi è venuta. E quando la voglia muore...
Ho provato allora un mitico Thorens TD160 di un amico e.... sarà starato, ma è possibile che il suo suono sia molleggiato quanto il suo piatto? Non mi convince. Nessuno dei due giradischi sopra menzionati si è avvicinato al suono dell'Audio Technica, che tolto il cri cri del motore era arrivato ad un'ottima prestazione. Provo allora un conservatissimo Micro Seiki DD35 e arriva il sorpasso... notevole. Le regolazioni dinamiche by fly di peso e antiskate (il braccetto è un MA505 semplificato, senza VTA) mi sembrano di un certo livello e le sento (e qui il fonico si eccita), nonostante l'economica puntina AT95 che mi accompagna fedele in tutte le mie prove, ma che presto infedelmente sostituirò. Tutto migliora: dinamica, ricostruzione della scena, velocità, risposta in frequenza ed è silenzioso sia meccanicamente che di elettronica. I data sheet riportano un ratio s/n migliore di 60 dB, ma non indicano mai lo standard, standard che non è né la pesata A né la B, ma qualcosa con la J e che non ricordo, ma dovrebbe indicare un rapporto segnale disturbo migliore. Sai di che si tratta?
Vista l'età, dovrei accontentarmi del poco rumore che ho sentito nella prova e pregare che il tempo non mi faccia pagare lo scotto (è pur sempre un giradischi del 1979 e già posseggo un'Alfetta GTV del 77 quindi...).
Cosa pensi del suddetto giradischi? Può la Shure M92E essere una valida sostituta della AT95? (è pur sempre economica, ma cercate di capire, ho due figli che la useranno). In uno shell della domenica potrei sempre mettere una AT440 o una AT150, cosa mi consigli? Mettere dell'antirombo sotto al piatto è sempre consigliabile? Perchè suona un po' anche quello del micro seiki, soprattutto verso l'esterno, ma non mi sembra influisca nella prestazione.
Altra storia.
Ho provato a fondo il DAC Cambridge Magic Plus confrontandolo con l'uscita analogica del mio CD NAD C545 (tanti cavi diversi, tanti generi, etc.). Collegamento del DAC in SPDF (provati vari cavi). Il NAD sembra mono in confronto al Magic Plus, che vince in ricostruzione scenica (ampissima) e dettaglio, ma paga pegno nel rock duro con meno punch e una risposta in frequenza meno solida nelle medio basse (là dove il cd 545 è a mio avviso notevole). Dovessi scegliere, opterei per il Magic Plus, ma alcune sue caratteristiche mi fanno pensare. La sensazione è che il Magic Plus abbia una leggera rotazione di fase tra i due canali (ancora più evidente con la modalità lim. phase inserita) producendo un suono che raramente trova il punto di equilibrio al centro dell'immagine (questo è in sintesi il difetto che sento), ma che tende piuttosto a scivolare o a destra o a sinistra e al limite a dividersi un po' a destra e un po' a sinistra. Questo implica un'immagine meno ferma e granitica di certi elementi quali: la voce, il rullante o i soli di chitarra che risultano un poco evanescenti, mentre la cassa resta leggermente indietro rispetto al NAD benchè sia più caratterizzata nelle sue qualità timbriche.
Questo effetto mi ricorda il mitico mixer MIDAS XL3, che aveva un controllo del PAN nei canali stereo che andava in senso orario da MONO a STEREO a HEAVEN. Questa ultima posizione la utilizzavamo con parsimonia, perchè apriva la stereofonia rendendo tutto poco monocompatibile. Ottimo per i riverberi e alcune tastiere, ma da non usare sui programmi musicali finiti.
Mi ricorda anche il tasto WIDE di alcuni stereo che ho posseduto da ragazzo, insomma: siamo sicuri che il nostro amico MAGICo non stia usando qualche trucchetto?
Tanti saluti a tutti quelli che guardano con le orecchie.
Nicola - E-mail: stenikaudio (at) gmail.com

LC
Caro Nicola,
ottima scelta il Micro Seiki, bel giradischi con un bellissimo braccio. Purtroppo non so aiutarti con le specifiche tecniche se non dirti di tenerle chiuse in cassetto: concentrati sul suono, è ciò che fa veramente la differenza. Non so se tratterei con antirombo il piatto del Micro, non credo ne abbia bisogno. Ricorda che non necessariamente un piatto più sordo debba per forza suonare meglio. Lascerei tutto così com'è e ci metterei la Shure per gli ascolti meno impegnati e una delle AudioTechnica che hai citato per quelli più seri e “sicuri”.
Per quanto riguarda le prove a confronto tra Cambridge DacMagic e lettore integrato NAD non so dirti molto, avrei dovuto essere presente per capirci qualcosa. Non mi sorprende che globalmente il Cambridge suoni meglio, in fondo il DAC interno del NAD non può avere la stessa qualità, ma faccio fatica a capire questo tuo strano discorso dell'immagine che fluttua, come se ci fosse una manipolazione effettuata dai circuiti del Cambridge DacMagic. Credo proprio di no, simili giochetti sarebbero venuti fuori subito alla prima prova tecnica/strumentale dell'apparecchio.
Qualcosa potrebbe anche dipendere dal collegamento tra il NAD utilizzato come meccanica e il DAC esterno. Il cavo di collegamento non è immune da problemi e, di fatto, diversi cavi digitali suonano, spesso incomprensibilmente, diversi. Magari il collegamento è affetto da jitter, forse il DAC esterno non aggancia perfettamente il segnale in uscita dalla meccanica del NAD, non so, si possono fare tante ipotesi ma, al solito, alla fine l'orecchio è giudice. Se qualcosa suona meglio, più reale, più convincente o anche solo più musicale e godibile, teniamoci quello e dimentichiamoci del resto. Spesso si tratta soltanto di inutile accademia.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Richiesta suggerimento anche rivoluzionario...
Caro Lucio,
ti scrivo, dopo un certo periodo di lontananza dalle attività DIY hi-fi e di traduzione articoli su TNT causata da nuovi impegni lavorativi. In questo tempo però, non ho mai smesso di godermi la mia musica, fine ultimo della passione audiofila.
Vorrei chiederti un parere o, soprattutto, qualche idea anche “rivoluzionaria”, cioè che mi faccia osservare i miei intendimenti in modo differente, su un nuovo impianto che sto accingendomi a realizzare.
Per nuove ristrutturazioni casalinghe devo ulteriormente ridurre lo spazio dedicato all'impianto hifi traslocando quello principale, ormai troppo ingombrante, in una seconda abitazione (i dischi e le valvole traslocano ... per ora). Devo quindi realizzare ex-novo un impianto più piccolo da impiegare nel salone-cucina, punto principale della mia abitazione.
Sono molto incuriosito dalla musica liquida e, osservando con obiettività come si sono modificate le mie abitudini di ascolto della musica in questi ultimi anni, sempre più spesso fugaci e basate su streaming via internet o addirittura radio via TV digitale (lo so, bassa qualità, ma non me accorgerei..), sebbene, quando ne ho l'occasione, prediligo ancora fermarmi ad ascoltare “bene” le mia musica preferita (classica, cantautori, pop, jazz, rock ... sono onnivoro). Perciò ho pensato ad un impianto deputato unicamente all'ascolto di CD, musica liquida e streaming via internet, commisurato, in termini di ingombri ma anche di resa sonora, ai vincoli logistici permessi della mia abitazione principale.
Ho pensato di impiegare, come cuore dell'impianto, un ASUS Essence One MKII, apparecchio piuttosto versatile e che ho acquistato usato, in occasione. Ne sono estremamente soddisfatto sul mio impianto attuale, ha una dinamica ed una focalizzazione piuttosto sorprendenti (anche solo con gli opAmp standard...).
L'ascolto avverrà tramite:

Dopo essermi acculturato sulle prove disponibili in rete (TNT ed altri siti) pensavo a dei Fostex PX5-HS o degli M-Audio M3-8 o BX-8. Credo sia difficile poter richiedere un ascolto nel mio ambiente o presso un rivenditore portando la mia elettronica. Le sorgenti AUDIO principali saranno: Il budget per cuffie e diffusori può arrivare a 1.5keuro ma se spendo di meno sarei mooolto contento, ovviamente!
La collocazione dei diffusori è indicata nelle due figure sotto riportate. Nel complesso, l'ambiente da insonorizzare è circa 30 mq. Il punto di ascolto è abbastanza vicino (1,5m). Pensavo di impiegare, come stand, degli IsoAcustics Aperta per isolare i diffusori dal piano di appoggio.
Detto ciò, riconoscendo che la posizione dei diffusori è piuttosto sacrificata e che l'impianto è in un open space usualmente trafficato e rumoroso, pensavo di concentrarmi soprattutto sull'ascolto in cuffia, supportato anche dal fatto che, almeno da quanto ho letto, pare che l'uscita cuffia del DAC sia abbastanza raffinata. Non per questo però vorrei trascurare eccessivamente l'ascolto via diffusori. Ovviamente non ho la pretesa di ottenere proprio la stessa resa che attualmente forniscono le mie ProAc 2.5, il pre e finale a valvole, ecc...
Volevo semplicemente chiederti un riscontro sulle scelte che sto per operare (Sennheiser e Fostex/M-Audio, in particolare tra questi due diffusori c'è una bella differenza economica) o se, per caso, hai qualche suggerimento, come dicevo all'inizio, anche rivoluzionario rispetto a quanto fin qui prospettato.
Grazie per l'attenzione e per il sempre prezioso contributo della rivista ad alimentare, in modo asettico ed equilibrato, la passione audiofila!
Luca - E-mail: Luca.sfarzo (at) gmail.com
[Sala d'ascolto]
[Sala d'ascolto]

LC
Caro Luca,
tenendo conto degli spazi e delle esigenze credo proprio che le M-Audio BX-8 possano essere un ottimo acquisto. Ti dirò di più: avendole ascoltate all'interno di un contesto abbastanza sofisticato, posso dirti che non solo valgono molto più di ciò che costano ma che, con tutta probabilità, inserite nel tuo impianto principale, potranno dare del filo da torcere, almeno limitatamente a qualche parametro audio, persino alle tue ProAC. Provale e poi mi saprai dire. Tieni soltanto conto di un aspetto fondamentale: i monitor attivi, e gli M-Audio non fanno eccezione, hanno un'impostazione sonora profondamente diversa da quella cui sei probabilmente abituato: già le ProAC 2.5 non sono casse che fanno dell'iperdefinizione la loro arma migliore, accoppiate poi a un valvolare immagino un suono finale abbastanza raffinato ma certamente non vivace in gamma medio-alta né iper-trasparente. I monitor attivi, specie se accoppiati a sorgenti digitali di ultima generazione, sono molto più spietati e analitici. Vorrei che arrivassi preparato a questa eventualità.
Per le cuffie non so dirti molto, non è un componente sul quale la mia esperienza diretta possa essere in qualche modo utile. Quelle prescelte sono certamente di ottima qualità e se l'ascolto prevalente sarà questo privato forse vale la pena anche investire in un ampli per cuffia dedicato. Raramente le uscite cuffia dei DAC sono all'altezza degli amplificatori ad hoc.
Ottima scelta, comunque, quella del DAC Asus. Sul resto niente da dire, mi pare che per la liquida ti sia già organizzato alla grande.
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Consigli su un upgrade
Buonasera direttore.
Buon anno passato! Il titolo è dovuto al fatto che questa è la quarta volta che ti scrivo. L'ultima è la prima lettera del redazionale
vol. 788 in cui ti chiedevo per un integrato più potente del Trends Audio dato che ora devo sonorizzare una stanza di 30 m quadri. Bene, la situazione si è evoluta in maniera inaspettata dato che la mia ragazza per Natale mi ha sorpreso regalandomi un Audiolab 8000 SE nuovo, rimanenza di magazzino di un rivenditore di Modena. Ti ricordo la catena attuale: PHILIPS CD 614, AUDIOLAB 8000 SE, CANTON GLE 496 (e non 476 come scrissi nella scorsa lettera). Allora ti dico che cosa è successo in questi due mesi mentre non ci siamo sentiti.
L'ascolto ora rispetto al piccolo Trends mi soddisfa di più in termini di pressione sonora, dettagli e larghezza della scena, manca solo quel filtro magico sulle alte frequenze che è tutto a favore del Trends. Però, c'è un però...
Nell'ascolto, nonostante tutti gli accorgimenti inerenti posizionamento dei diffusori, curare gli angoli e riempire di quadri ecc.., mi sembra sempre che il basso sia sempre poco controllato, sbrodolato, rispetto alla gamma media (secondo me dove se la cava meglio l'Audiolab) e gli alti un po' frizzanti (suono un po' gain). Ho pensato chiaramente all'acustica, sennonché per sperimentare ho chiamato un mio amico che ha un paio di monitor Tannoy reveal 601p e già con questi perdo chiaramente la gamma bassissima (partono da 63 Hz) ma tutto diventa più equilibrato. C'è ancora qualcosa che non mi convince, quindi riattacco le Canton e provo invece il suo ampli: un Pioneer SA8800. L'illuminazione.
I diffusori finalmente si sono messi a "cantare" come penso debba essere (sono un musicista quindi ho un orecchio molto esigente): di colpo l'ambiente non esisteva più, "Wait" degli M83 si svolgeva non più spigolosa e verticale verso di me ma era come se la musica riprendesse tutta la sua spazialità, morbida su tutta la gamma, i riverberi della voce naturali come dal vivo in una stanza, insomma: credo abbia sperimentato finalmente l'hi-fi. Quindi ora quali sono le mie perplessità?
Forse l'Audiolab non è all'altezza del vecchio Pioneer? Forse le Canton non si abbinano bene con l'Audiolab? (A tal proposito domani mi recherò da Di prinzio che mi mette a disposizione una stanza in cui provare diversi diffusori bookshelf in quanto se dovessi cambiare le torri, per una questione di ingombro sarei orientato su questa scelta). Vorrei un opinione da parte tua e qualche consiglio a seconda della strada che potrei perseguire.
La prima potrebbe essere quella di sostituire l'Audiolab e non le casse, trovando però un amplificatore che si comporti come il Pioneer ma che non sia un catafalco così enorme e ingombrante. Avevo pensato a qualche buon Musical Fidelity sempre chiaramente da ascoltare. Nuforce purtroppo (come mi consigliasti la volta scorsa) non ho possibilità di provarli.
La seconda sarebbe trovare la migliore sinergia per l'Audiolab che mi sembra ottimo dal punto di vista del dettaglio, ma con le Canton mi da una brutta sensazione agli estremi di gamma mostrandosi poco eufonico. In quest'altro caso (e domani credo le proverò) avevo pensato a dei diffusori da scaffale tra cui: Focal Aria 906, Tannoy Revolution xt6, Elac BS 312 (al limite col budget), Kef R300, Fostex Gr160.
Sempre ringraziandoti per la tua professionalità e gentilezza, ti auguro una buona serata!
Gabriele - E-mail: gabrielebarnabei (at) yahoo.it

LC
Caro Gabriele,
resto sempre abbastanza perplesso quando leggo esperienze come quella da te descritta e più ne leggo più mi convinco che tanti appassionati non cercano il suono fedele, ossia HiFi, ma qualcosa che sia una sua gradevole quanto ingannevole e personalissima interpretazione. Ora, che un vecchio Pioneer SA8800, probabilmente pure con tutti i condensatori ormai rinsecchiti, possa suonare meglio di un Audiolab moderno o di un Trends Audio è qualcosa di così distante dalla realtà che non si può davvero sentire. Probabilmente sia il Trends che l'Audiolab ti fanno sentire ciò che c'è realmente inciso nei dischi e non una interpretazione fantasiosa, seppur gradevole e eufonica, come realisticamente fa il Pioneer. Se è questo il suono che cerchi, la strada è segnata: diffusori e amplificazioni vintage, a stato solido o a valvole e amen. Tasto loudness inserito e controllo dei toni a fondo corsa. Una volta si ascoltava così.
Un giorno, stanco della melassa sonora prodotta da questi apparecchi, probabilmente rimpiangerai il, talvolta crudo, realismo delle elettroniche e dei diffusori moderni. È altamente probabile che tu debba compensare con questi suoni artefatti un'acustica ambientale men che ottimale. Infatti, se l'ambiente suona male e ad esempio è molto riflettente, è abbastanza logico che un impianto morbido e caldo, arrotondato e poco definito, possa risultare globalmente più gradevole ed equilibrato di un impianto più “fedele”. Potrebbe anche andar bene così, basta non estrapolarne delle verità assolute, ché di illuminazioni per vecchi cadaveri riesumati dal passato ne abbiamo viste troppe. E spesso questi vecchi cadaveri non godevano di buona reputazione neppure ai loro tempi, figuriamoci oggi!
Il mondo va avanti e gli apparecchi HiFi vanno verso una sempre maggiore fedeltà verso il segnale che è inciso nei dischi. Poi, certo, magari quel che c'è realmente inciso nei dischi non ci piace (infatti fa spesso schifo) ma questo non significa che si debba per forza ricorrere ad artifici per addolcire la pillola. O forse sì, ma non sarebbe alta fedeltà.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Consigli su lettore CD
Gentile Direttore,
Le scrivo per un Suo qualificato ed autorevole parere.
Ritengo preliminarmente opportuna una premessa: non sono un audiofilo o, meglio, non ho competenze tali da potermi annoverare nella schiera degli intenditori; sono piuttosto un appassionato di musica, soprattutto classica, che si è “avvicinato” al mondo dell'alta fedeltà a metà degli anni '90, quando mi si appalesò la esigenza di disporre di un impianto che consentisse un ascolto più consono dei miei CD. Successivamente a quel momento ho mantenuto con il mondo dell'HiFi una atteggiamento volutamente distaccato, per evitare di essere contagiato da quel “virus” che spinge molti appassionati del settore alla continua ricerca di un costante miglioramento della propria apparecchiatura. La prego pertanto di perdonare la ignoranza tecnica che certamente mostrerò nei righi che seguono.
Come già anticipato, le mie preferenze musicali si rivolgono principalmente alla musica classica, anche se apprezzo il jazz (soprattutto quello degli anni 50 e 60) e non disdegno rock, pop e soul (soprattutto degli anni 60, 70 ed 80). La mia discoteca è costituita esclusivamente da CD, tutte incisioni originali delle più importanti etichette (Deutsche Grammophon/Archiv, Decca, Philips, Emi, RCA, Sony/CBS, Erato, Harmonia Mundi, Verve, Blue Note, Impulse, Atlantic, solo per citarne alcune). Vista la scarsissima diffusione di incisioni di mio interesse, non ritengo utilizzerò mai SACD. Non escludo, per contro, che in un prossimo futuro possa ampliare le mie scelte verso file digitali, anche ad alta definizione, archiviati su memorie di massa.
Il mio ormai ultraventennale impianto è costituito dai seguenti componenti:

L'ambiente di ascolto è rappresentato da un salotto di circa 35 mq, con volte alte 2,8 m, in cui all'impianto e riservato un muro ampio 3,8 m. La presenza di divani ed altri mobili non consente di posizionare al meglio il punto di ascolto, distanziandolo più del dovuto dai diffusori. A causa del poco tempo libero lasciato dal lavoro, dagli impegni familiari e dagli altri interessi personali, l'impianto, nel corso degli anni, è stato utilizzato al massimo per un paio di ore nei fine settimana (neanche tutti) ed a volumi sostanzialmente bassi in relazione alle sue potenzialità (il minimo per ricostruire una sufficiente immagine sonora senza però destare le lamentele degli altri condomini).
Pur consapevole che l'impianto aveva propri limiti, legati sia ai suoi componenti che al loro posizionamento nell'ambiente di ascolto, ne ho però sempre accettato le prestazioni musicali valutandole adeguate alle mie esigenze (ogni genitore ha sempre un occhio molto benevolo nei confronti dei propri figli).
Da qualche settimana, anche se in maniera sporadica, il lettore stenta a riconoscere i CD inseriti. In altri termini, posto il CD sul piatto dello sportellino e chiuso lo stesso, l'apparecchio tenta, senza riuscirci, di identificarlo; in alcuni casi l'azione del lettore termina qui mentre in altri viene riaperto lo sportellino. Ad un nuovo tentativo, eventualmente riposizionando il CD sul piatto, il funzionamento ritorna alla normalità ed il dischetto può essere regolarmente riprodotto.
Ritengo che l'anomalia riscontrata possa essere ricondotta alla necessità di pulire, dopo tanti anni, la lente del gruppo di lettura (in precedenza mai pulita). Le chiedo quindi, per quanto possibile a distanza e sulla base della mia sintetica ed empirica descrizione del problema, una Sua valutazione circa la possibile causa dell'anomalia.
Pur volendo comunque riparare il Luxman D-351 che ora ho, quanto accaduto mi sta facendo accarezzare l'idea di acquistare un nuovo lettore CD, anche nella speranza che la nuova apparecchiatura, per effetto della evoluzione tecnologica intervenuta negli anni, possa innalzare le qualità musicali dell'impianto.
Le aziende blasonate sono tante (Rotel, Arcam, Rega, Audio Analogue, Cambridge Audio, Marantz, Naim, Unison, ecc.), i loro modelli molteplici ed il mio disorientamento massimo. Sono quindi a chiedere un Suo autorevole parere circa i lettori CD che potrebbero bene inserirsi nella catena del mio impianto, tenuto conto di un limite di spesa di 1.200-1.300 euro, delle caratteristiche tecniche degli altri componenti (preamplificatore, finale, diffusori), dei miei generi musicali preferiti (sopra descritti) e dei supporti utilizzati (come sopra indicato, allo stato attuale esclusivamente CD, con possibilità, in futuro, di file digitali archiviati su memorie di massa).
La ringrazio anticipatamente per la Sua gentilezza e per il tempo che mi dedicherà.
Cordiali saluti.
Francesco E-mail: francesco_chieppa (at) yahoo.it

LC
Caro Francesco,
intanto proverei a salvare il tuo lettore CD, che ha una sua ragion d'essere. Basterà probabilmente pulire la lente di lettura e lubrificare i meccanismi del cassettino per far tornare tutto agli splendori iniziali. Potrebbe darsi che sia sufficiente l'utilizzo di un disco pulisci-lente, se ne trova(va)no tanti in commercio. In alternativa potresti aprire il lettore e procedere manualmente e delicatamente con un cotton fioc imbevuto di un liquido per la pulizia degli obbiettivi fotografici o con una salvietta imbevuta di liquido per la pulizia delle lenti degli occhiali. Mi raccomando la massima delicatezza, naturalmente. Tieni anche conto che per poche decine di euro, su Ebay, si trova il gruppo laser nuovo di ricambio. Infatti, se non si tratta di sporco, potrebbe trattarsi di laser giunto alla fine della sua vita utile anche se ne dubito, visto che da quel che ho capito il lettore CD è stato usato abbastanza sporadicamente.
Qualora tutto dovesse fallire potresti valutare la possbilità di acquistare un lettore CD nuovo. Ci sono tanti modelli sul mercato, è vero, ma in quella fascia di prezzo potresti tranquillamente rivolgerti a NAD o Rotel, sono acquisti sostanzialmente sicuri. Eventualmente potresti valutare qualche modello che sia dotato di ingresso USB, in modo da poter leggere da una pennina USB i tuoi file musicali. Entrambi questi marchi hanno a catalogo prodotti con questa comoda caratteristica.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Buongiorno Direttore,
volevo solo dirle che alla fine ho venduto il Dayton DTA120 e ho acquistato un Alientek D8. Le prime impressioni sul D8 sono ottime. Collegato con PC via USB e poi ai miei diffusuri autocostruiti così come alle mie Indiana Line Tesi 260 ha mostrato dinamica, bassi presenti e corposi ma non invadenti, discreta trasparenza, mi piace e molto!
Mi piacerebbe molto leggere una sua recensione di questo piccolo ampli.
Saluti,
Maurizio - E-mail: xgothix (at) yahoo.it

LC
Caro Maurizio,
ci organizzeremo per provarlo, certo! Abbiamo sempre tanta carne al fuoco, difficile star dietro a tutte le offerte del mercato. Sono felice che abbia trovato un valido sostituto al tuo Dayton! Goditi la musica ora!

Suggerimento musicale della settimana

Lo scorso 31 Gennaio è mancato, all'età di 67 anni, John Wetton, prima membro dei King Crimson e poi co-fondatore della super-band rock-progressive degli Asia. Lo ricordiamo con la celeberrima “Heat of the moment”, in una fantastica versione live.
Nel caso questo embedding dovesse essere vietato/disabilitato, potete visionare il video direttamente su
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