Lettere alla Redazione di TNT-Audio - settimana 3/6/2017 - 10/6/2017

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  1. Re: testina sostitutiva da 200€
  2. Re: Amplificatore per Sonus Faber Minima Amator
  3. Upgrade digitale
  4. Upgrade diffusori con 700€
  5. Consiglio su impianto HIFI
  6. Nuovo giradischi o vecchio giradischi?
  7. TNT InDiscreto phono
  8. Ottimizzazione pc per audio
  9. Restauro vecchio amplificatore
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Re: testina sostitutiva da 200€
Gentile Direttore,
la ringrazio di cuore per il tempo che mi ha dedicato. Ho dato un'occhiata ai giradischi che mi ha
consigliato; sicuramente appena possibile acquisterò un PRO-JECT, per ora mi debbo accontentare del mio Pioneer. A dire il vero, incuriosito da una vecchia testina Acutex LPM210 che ho trovato installata su un giradischi che ho in riparazione presso il mio laboratorio, ho provato a documentarmi in rete.
I parametri dichiarati mi sono parsi abbastanza buoni; facendo una ricerca su ebay ne ho trovate alcune nuove ad un prezzo eccellente (rimanenze ovviamente, essendo molto datate).
Trattasi della LPM207 e della LPM410E, entrambe con diamante a taglio ellittico. Considerato il loro basso costo ed avendo comunque bisogno di un paio di testine di scorta, da sostituire su alcuni vecchi giradischi in riparazione, ho deciso di provarle a casa su un secondo giradischi, un Technics SL-B202, comparandole con il mio Pioneer.
Lo stadio di ingresso phono è quello del pre C90. Vero che la prova andrebbe fatta su 2 giradischi uguali, ma non li ho...
Le impressioni sono state queste: entrambe le Acutex sono molto più ricche di dettaglio, gamma media e definizione rispetto alla Pioneer, però la LPM410E è molto (decisamente troppo) brillante fin sulle altissime, ma carente sulle basse inferiori, mentre la LPM207 (nonostante in via teorica dovesse essere meno performante) è molto più dinamica, ha una buona linearità, timbrica corretta e buona estensione in basso.
Riassumendo ho trovato nella Acutex LPM207 una buona testina sostitutiva, in quanto fornisce un livello di uscita nettamente superiore, ottima risposta in frequenza, gamma bassa corposa, maggiore presenza e dettaglio rispetto alla vecchia testina Pioneer e mi è costata poco, quindi a breve effettuerò la sostituzione.
Quando finalmente riuscirò ad acquistare un Pro-ject, la disturberò nuovamente per riferirle le mie impressioni, così magari mi potrebbe aiutare nella scelta di una discreta testina sostitutiva alla Ortofon di serie.
Le auguro una piacevole serata e la saluto con immensa stima.
Paolo - E-mail: bassgenerator (at) alice.it

LC
Caro Paolo,
le testine Acutex della serie LPM sono molto, molto buone. Anni fa, grazie a una botta di fortuna, trovai il modello top di gamma (LPM 420 STR) a un prezzo ridicolo. Ne presi una per me e convinsi qualche amico ad acquistarne una, esaurendo così il lotto che avevo trovato. È una testina semplicemente favolosa e per eguagliare le sue prestazioni servono, oggi, diversi biglietti da 100€. Anche i modelli da te provati hanno un eccellente rapporto qualità/prezzo e non è raro trovare chi le utilizza su giradischi di livello elevatissimo.
Probabilmente i giradischi da te utilizzati per la prova non sono all'altezza e non riescono a mettere in luce tutte le potenzialità di queste testine. Il consiglio pertanto è di tenerle entrambe e di utilizzarle nel prossimo (buon) giradischi che hai intenzione di acquistare. Si faranno beffe della Ortofon entry-level montata sul giradischi ProJect che hai citato. Dovesse capitarti una 420STR a un prezzo basso non esitare a prenderla. Purtroppo, però, in tanti hanno mangiato la foglia e le aste online di queste testine stanno raggiungendo valori molto, molto alti (anche superiori ai 300€). Una 412 si trova ormai a 165/170€. Li valgono tutti, naturalmente. Il fatto che tu abbia trovato la testina migliore meno equilibrata dell'altra è probabilmente a causa di una non perfetta compatibilità con il braccio, il giradischi o le regolazioni che sono state fatte.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Re: Amplificatore per Sonus Faber Minima Amator
Buongiorno Sig. Cadeddu,
ho letto la sua
risposta e la ringrazio vivamente. Non è facile trovare persone come lei. Ho capito che per avere un miglioramento del mio impianto dovrò sborsare più quattrini di quelli che mi ero prefisso, quindi, probabilmente, tutto rimarrà così com'è, visti i tempi di vacche magre che stiamo attraversando.
Pensare che ero arrivato ad una conclusione (prima di leggere la sua) ed era una di queste soluzioni:

Il fatto è che non voglio un ampli potente (ed ecco uno dei motivi della scelta del valvolare) afflitto come sono stato per anni da un pre Sugden AU51 e da un finale Hafler Xl280: non riuscivo a regolare il volume, troppo alto o troppo basso. Posso tranquillamente smentire chi definisce le Minima Amator delle mangia watt. E poi il mio ambiente di ascolto è piccolo (18 mq), quindi dopo avere provato due coppie di diffusori da pavimento sono tornato alle "scatole da scarpe" come le definisce qualcuno.
Il mio Yarland A One fa 38+38 watt in versione pentodo e 25+25 watt in versione triodo (quella che uso) e utilizzo neanche un quarto del volume. Ho provato anche l'uscita a 4 ohm, ma il risultato è qualitativamente inferiore. Ho scandagliato il web alla ricerca di un buon usato, ma non riesco a fidarmi. Spendere diverse centinaia di euro a scatola chiusa proprio non rientra nei miei canoni. Avrei trovato un Audio Analogue Puccini SE (che fa proprio al caso mio) ad un buon prezzo, ma non mi sanno dire quanti anni ha; sempre Audio Analogue un Primo settanta R2 (già è troppo potente) ma nuovo. Quindi Signor Cadeddu siamo al punto di partenza. Ora la domanda finale è: uno degli ampli sopra indicati (compreso il Rega Brio R da lei consigliato) migliorerebbe la situazione, oppure no?
Al Naim Nait 5 ci ho sempre pensato, ma il suo costo mi frena molto.
Grazie ancora Sig. Cadeddu, della sua disponibilità e dei suoi consigli sempre molto preziosi.
Cordiali saluti.
Luciano - E-mail: lucgomie (at) gmail.com

LC
Caro Luciano,
occorre intendersi un po' meglio sulla questione relativa all'interfacciamento tra diffusori e amplificatore. La potenza, di per sé, non è necessariamente un fattore determinante o, almeno, non è certo il solo. Può essere che un amplificatore potente, e che quindi è in grado di far suonare forte i tuoi diffusori, non sia comunque capace di gestirli al meglio, perché magari non riesce a erogare corrente in egual maniera su tutte le frequenze, causa un modulo e una fase dell'impedenza un po' tormentate. In ogni caso, se la situazione attuale non ti soddisfa, fai bene a cercare alternative. Non è facile per me decidere quale amplificatore migliorerebbe il tuo ascolto relativamente ai parametri che ti interessano di più. Dovresti provare a fare tu la prova del nove, prendere qualche apparecchio e ascoltarlo coi tuoi diffusori, nel tuo ambiente. Con gli stato solido che hai indicato tante cose cambieranno, immagino, alcune in meglio, altre in peggio. La suadente raffinatezza delle valvole ascoltate in configurazione triodo sarà difficile da eguagliare con un ampli integrato a stato solido di prezzo tutto sommato contenuto. Proverei il Rega Brio e l'Onix A55, per cominciare, a seguire il resto.
Per quanto riguarda la potenza non ti devi lasciar trarre in inganno: non è necessariamente vero che un amplificatore potente abbia un livello d'ascolto più difficile da regolare. Questo dipende da tanti fattori (tipo di potenziometro e sensibilità d'ingresso, principalmente) che non hanno molto a che vedere con la potenza d'uscita. Alla peggio si possono sempre utilizzare degli attenuatori RCA in ingresso all'amplificatore, dovesse ripresentarsi il problema!
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Upgrade digitale
Caro Direttore,
da molti anni ormai seguo regolarmente ed apprezzo la tua Rubrica. Ti scrivo di nuovo dopo averti richiesto in passato delucidazioni circa l'ascolto dei files digitali (da cd e pc), che non mi soddisfa quanto l'ascolto dei vinili. Prova che ti riprova ho capito perché: non mi piacciono le caratteristiche sonore del mio dac!
Il mio impianto:

Ascolto musica classica, jazz, vocale in genere; non elettronica. Ambiente d'ascolto dedicato ed acusticamente curato. Non mi soddisfa la musica digitale in quanto trovo poca dinamica, poco corpo, oltre ad una minore naturalezza. Ero convinto fosse colpa del lettore cd, ma l'ipotesi non era confermata in quanto i brani di un cd, una volta rippati su pc (wav, flac) ed ascoltati direttamente da lì, avevano le stesse caratteristiche sonore.
Ho finalmente provato a introdurre nella catena audio un dac semplice ed autoassemblato con una scheda WM8741 associata ad ricevitore usb TE7022 (schede acquistate in Cina del valore totale ampiamente sotto i 100 euro); l'ho collegato all'ingresso analogico del Peachtree Audio: ebbene i parametri d'ascolto (delle mie orecchie s'intende) sono nettamente migliorati, acquistando ciò che secondo i miei gusti mancava: dinamica e corpo.
Quindi a questo punto ho deciso di cambiare cavallo e sostituire il Peachtree con un preamplificatore-dac che abbia ingressi sia analogici che digitali coax-opt-usb, che abbia le caratteristiche sonore che cerco e last but not least il telecomando. Il limite orientativo che mi sono proposto, anche alla luce del resto dell'impianto, è di rimanere sotto i 1000 euro.
Ho guardato in giro in internet ma non ho trovato molte idee, salvo il Rotel RC-1570 e l'Advance Acoustic X-Preamp. Il primo alloggia un dac Wolfson (non meglio specificato sul sito), il secondo un dac Burr-Brown PCM 1796 con ingresso usb Xmos. Però ovviamente non saprei dire come e quanto la loro sonorità si potrebbe differenziare da quella del mio attuale dac.
Un eventuale piano B potrebbe prevedere l'acquisto di un dac e di un preamplificatore come elettroniche separate, scelta che tengo, in teoria, per seconda per non avere troppi aggeggi e cavi in giro, ma che potrebbe però diventare la prima nel caso si dimostrasse migliore.
Ovviamente non disdegnerei un buon usato, come è la maggior parte del mio impianto...
Ti ringrazio del tempo che vorrai dedicare all'argomento e ti saluto molto cordialmente.
Paolo - E-mail: p.cristallini1953 (at) gmail.com

LC
Caro Paolo,
io proverei invece una soluzione alternativa, più drastica e semplice al tempo stesso: un amplificatore integrato di qualità, con DAC incorporato. In questo modo il segnale compie il percorso più breve possibile, hai meno scatole e cavi in giro per la sala d'ascolto e la qualità sonora non potrà che giovarne. Ovviamente questo passo richiede la vendita di tutto il resto e pertanto il budget andrà riadattato al caso, a secondo di quanto tu riesca a realizzare dalla vendita del pre attuale e del finale di potenza.
Esistono tanti amplificatori integrati dotati di ingressi digitali (e analogici), occorre solo decidere che cifra investire e di conseguenza orientare la scelta. Cercando nell'usato, poi, ti si aprirebbero tante altre possibilità, che potrebbero migliorare drasticamente la qualità sonora complessiva dell'intero impianto e non solo della sezione digitale. Tra l'altro, utilizzando un unico apparecchio per tutto avresti il vantaggio di avere lo stesso trattamento e la stessa impostazione timbrica per entrambe le sorgenti (analogica e digitale) e a questo punto le differenze tra i due supporti potrebbero attenuarsi ulteriormente.
Infine, considera che non sempre la versione in vinile e quella in CD suonano uguali, talvolta quest'ultima suona nettamente peggio e non ci sarà DAC al mondo in grado di recuperare quel che si è eventualmente perso nella digitalizzazione dell'informazione.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Upgrade diffusori con 700€
Buongiorno Direttore.
Le scrissi sul
volume 740 delle lettere alla redazione (prima lettera). Il mio impianto è adesso così composto:

La stanza d'ascolto non presenta particolari problemi: 5x6 metri con pianta irregolare, tende e tappeti.
Ho intenzione di cambiare i diffusori, gli Indiana Line mi hanno soddisfatto, credo di averli sfruttati appieno, ma vorrei qualcosa di più adesso. Se potesse, vorrei qualche consiglio orientativo per avere una prima cernita di diffusori da prendere in considerazione, su cui poi mi concentrerei con delle prove d'ascolto, quando possibile (qui a Firenze fortunatamente i negozi di Hi-Fi non mancano e mediamente sono molto disponibili).
Il mio budget è intorno ai 700 euro, ascolto molto pop e rock degli anni 80, musica elettronica (Jarre, Vangelis), Mike Oldfield, Depeche Mode, Peter Gabriel, Simply red... Non disdegno neanche smooth jazz (tipo Secial EFX, Spyro Gyra, Rippingtons). Insomma, ascolto davvero un po' di tutto, tranne l'heavy-metal e il grunge :)
Non saprei dirle che caratteristiche timbriche andrei a ricercare nei nuovi diffusori, vista la varietà di generi in cui li utilizzerei. Quello che mi piacerebbe avere sarebbe soprattutto la capacità di ricostruire la scena sonora, il palcoscenico. So che questo dipende da tutta la catena audio, in primis dall'ambiente d'ascolto e dall'integrazione dei diffusori in esso, ma non mi dispiacerebbe provare diffusori che già di per se abbiano una buona propensione a ricostruire un'immagine sonora realistica (in relazione al mio budget, avviamente).
Preferirei rimanere nel nuovo, ma se crede mi indichi anche qualcosa nell'usato.
Per darle qualche indicazione di massima in più, allego una piantina della stanza d'ascolto. Le misure sono piuttosto indicative e il disegno (per i mezzi a disposizione limitati al momento, l'ho fatto in paint :) ) non è propriamente in scala. I diffusori non sono in postazione fissa, li metto nella posizione indicata durante l'ascolto, mentre "a riposo" rimangono addossati nella parete sullo sfondo, a ridosso della libreria. La libreria è piuttosto piena di volumi e contiene anche un grosso televisore da 51 pollici, che cerco di coprire con del tessuto assorbente durante gli ascolti più "impegnati".
Sulla parete a sinistra è presente una grossa finestra che è comunque coperta da un pesante tendaggio. Tra i diffusori ed il divano è presente un tappeto.
La distanza tra i diffusori ed il punto di ascolto è solo indicativa, non ho preso le misure precise.
Grazie in ogni caso e complimenti davvero per il vostro grandissimo lavoro.
Paolo - E-mail: paolobarre (at) gmail.com
[Sala d'ascolto]

LC
Caro Paolo,
tenuto conto dell'ambiente di 30 mq la scelta dovrebbe orientarsi verso diffusori da pavimento. Certamente nell'usato potresti fare degli ottimi acquisti, ma visto che hai a disposizione diversi negozi HiFi farei prima un tentativo nel nuovo. Magari valuta se qualcuno di questi negozi ha del buon usato da farti sentire. In ogni caso portati appresso ampli e lettore CD e non farti trarre in inganno da diffusori da 700€ pilotati da catene che costano 10 volte tanto, una volta tornato a casa la delusione potrebbe essere cocente. Meglio sarebbe essere pronti a sentire qualcosa che, più o meno, ambiente permettendo, suonerà simile a come farà poi in casa tua.
Le alternative, in questa fascia di prezzo, certo non mancano. Nel nuovo potresti valutare questi modelli, tutti abbastanza facili da reperire: Wharfedale Diamond 230 o 10.6, Indiana Line Diva 552, Mission VX-4, Monitor Audio Bronze 5 o Reference M4, Elac Debut F5 oppure, nell'usato, Duevel Planets, Aliante Stile e Cabasse Jersey, tre diffusori sul migliaio di euro che mi hanno molto impressionato, per motivi diversi (trovi le recensioni qui su TNT-Audio). Usati, ovviamente, rientrerebbero perfettamente nel budget che ti sei prefissato.
Per quanto riguarda il parametro dell'immagine temo che influisca molto di più tutto il contorno che il diffusore in sé. Ormai, anche in fasce di prezzo entry-level, tutti i diffusori consentono la creazione di uno stage tridimensionale accettabile. A limitarne le potenzialità saranno le elettroniche e l'ambiente, credimi. Quest'ultimo, per fortuna, mi sembra adatto al'ascolto della musica, giustamente asimmetrico e che lascia tanta libertà di posizionamento.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Consiglio su impianto HIFI
Direttore buonasera,
Le scrivo prima di tutto per ringraziarla della sua rubrica, trovo la sua iniziativa davvero bella e interessante a tutti i livelli per super esperti e non. Sono un neofita dell'HiFI da un paio di anni a questa parte ho rispolverato i miei vecchi vinili e ho ricominciato ad apprezzarli nuovamente. Ho rimesso su un piccolo impianto e al momento composto da:

Per quanto riguarda i cavi utilizzati piccole migliorie sono state già fatte (cavo alimentazione Goldwire & cavi di segnale VDH Hybrid) Il tutto in una mansarda di circa 20 mq dove il soffitto scende fino all'altezza minima di circa 1 metro.
Sto iniziando ad apprezzare anche la qualità del suono oltre che la musica di per sé, e volevo chiederle dei consigli per migliorare l'impianto lasciando come punto di partenza le SF Concerto magari trovare un amplificatore più performante con questi diffusori.
Il mio budget non è altissimo potrei pensare di investire intorno ai 1500.00/2000.00 Euro per migliorare l'amplificatore e trovarne uno che renda meglio in generale e soprattutto l'aspetto phono che non mi fa impazzire.
Ho una piccola collezione di circa 250 vinili e altrettanti CD tra musica rock anni 70 & 80 musica italiana e qualcosina di jazz.
Grazie Direttore e buona serata,
Massimiliano - E-mail: massimilianoderamo66 (at) gmail.com

LC
Caro Massimiliano,
non spenderei mai 2000€ (e neppure 1500!) per amplificare una coppia di Sonus Faber Concerto. Non per sminuire il valore dei tuoi diffusori ma, davvero, si tratterebbe di un vero overkill: troppo denaro andrebbe quasi certamente sprecato. Ti propongo invece, visto che non vuoi sostituire le tue Concerto, di separare l'acquisto di amplificatore e pre fono. Per quanto riguarda quest'ulimo, credo che un Black Cube Statement, un Rega Fono o altro prodotto in analoga fascia di prezzo renderà più giustizia al tuo vinile di quanto possa fare lo stadio fono integrato di un amplificatore nel budget che hai indicato.
Con parte della cifra restante acquisterei un amplificatore integrato solo linea (senza phono, così ampli la rosa dei candidati possibili) cui destinare al massimo un migliaio di euro. Valuterei integrati del calibro di Rega Brio, NuForce DDA120, Micromega IA60, Exposure 1010, Audio Analogue Crescendo, Creek Evolution 50, oltre ai soliti NAD, Rotel e Cambridge, naturalmente.
Dovessero avanzarti dei soldi (e di sicuro avanzeranno!) pianifica l'upgrade della testina. Quest'ultima operazione, insieme con l'acquisto di un buon pre fono, farà compiere al tuo sistema analogico un salto in avanti notevolissimo.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Nuovo giradischi o vecchio giradischi?
Caro Lucio,
a 54 anni mi accingo a ricominciare da capo e rimettere in sesto la (mai del tutto sopita) passione per l'alta fedeltà, che mi porto dietro da più di 40 anni. E da quasi 20 non manco mai l'appuntamento settimanale con la rubrica della posta di TNT-Audio, rivista per la quale non posso che rinnovarti i complimenti, soprattutto per essere riuscito a mantenerla libera dai condizionamenti del mercato (leggi: pubblicità).
Circa 40 anni fa (metà anni '70), il mio papà mi regalò il mio primo impianto hi-fi. Di quell'impianto è rimasto il giradischi, in condizioni pressoché perfette, e precisamente un semisconosciuto Major mt-1010, ovviamente a cinghia, ma che si è rivelato essere in realtà un Micro (almeno il piatto in lega è marchiato così). Inoltre ha un sistema braccio che a me piace tantissimo, e con soluzioni (specialmente l'antiskating) che mi sembrano di gran lunga superiori anche a quelle adottate da modelli ben più blasonati e recenti.
Possiedo qualche centinaio di LP, tra cui una raccolta di musica classica Deutsche Grammophone, che meriterebbe un impianto al di sopra di ogni sospetto, ma le mie finanze sono quelle di chi sta per comprare (e arredare) casa ex novo. Possiedo anche un altro giradischi, acquistato molti anni dopo, precisamente un Technics SL QD2, che, benché a trazione diretta servocontrollato al quarzo, mi sembra costruito con una qualità parecchio inferiore al precedente, e con un sistema di attacco testina (il famigerato T4P) che ho sempre odiato. La domanda, come da oggetto, è la seguente: nell'ottica del massimo risparmio, ha senso spendere pochi soldi e recuperare uno dei due giradischi (eventualmente, quale dei due è più meritevole di attenzioni?), oppure è meglio fare un ulteriore sacrificio e passare ad uno più moderno, magari un Pro-ject o un Rega?
Grazie per l'attenzione.
Stefano - E-mail: sricotta63 (at) gmail.com

[Major MT 1010]

LC
Caro Stefano,
non conosco in dettaglio il tuo giradischi Major, ma di sicuro è qualcosa di superiore al Technics di plastica con la testina ad attacco TP4. Conseguentemente, nell'ottica del massimo risparmio, io acquisterei una nuova testina di buona qualità, intorno ai 100€, che potrà essere successivamente installata su un giradischi migliore, qualora dovessi effettuare un upgrade. Le testine interessanti in questa fascia di prezzo sono più o meno le solite che consigliamo sempre, da cercare tra i modelli Grado, Ortofon, Goldring, Audiotechnica e Sumiko. Cura con attenzione, seguendo le nostre
FAQ, l'installazione della testina, le regolazioni del giradischi e il posizionamento di quest'ultimo all'interno dell'impianto. Vedrai che le soddisfazioni non mancheranno. Probabilmente anche la tua collezione di vinili merita un po' di attenzioni, ad esempio un ciclo di pulizia scrupolosa, con uno dei tanti sistemi che abbiamo recensito in questi anni (rullo Nagaoka o macchina Knosti, per fermarsi alle soluzioni più semplici ed economiche).
Prova, inoltre, a mettere in vendita il giradischi Technics, sono sicuro che, grazie al crescente interesse per il vinile, qualcuno sarà disposto a ritirarlo per una cifra compresa tra i 50 e i 100€. Onestamente, non credo che valga di più.
Infine, consentimi di ringraziarti per l'apprezzamento e di farti i miei migliori auguri per questa ripartenza: rimettersi in gioco è sempre faticoso, ma spesso anche stimolante e divertente.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

TNT InDiscreto phono
Gent.mo Direttore,
La interpello per un eventuale "intervento tecnico" su l'
InDiscreto Phono. Le mie testine sono tutte Shure, l'80% M75 (vari modelli), M95, v15-III. Le M75 escono con un minimo di 5mV. L'InDiscreto risulta essere un gran pre ma, nel mio piccolo caso, risulta essere anche sguaiato e le spiego il perché: suona troppo forte o piú semplicemente il messaggio che ne esce ha un surplus di guadagno che alle testine da 5mV non si addice. Probabilmente nell'era della MC a tutti i costi o non si è fighi l'InDiscreto potrebbe essere una manna (silenzioso e con quel guadagno fa suonare anche le MC da 1mV) ma con le MM a punta conica direi di no.
Ora la domanda nasce spontanea: si può "limare" il guadagno in uscita e se si dove si deve intervenire? Mi farebbe piacere costruire il mio secondo InDiscreto ma più consono alle mie esigenze. Perché non cambiare testina? Perché no.
Grazie anticipatamente per l'eventuale attenzione e spunto.
Buon Week end.
Roberto - E-mail: gretels.1962 (at) gmail.com

GP
Ciao Roberto,
il modo migliore è aumentare le resistenze R4-R5 e R14-R15. La cosa importante è che le resistenze di ciascuna coppia devono restare uguali, ma il valore non è critico. Aumentandone il valore aumenta la retroazione nel loro stadio, quindi si abbassa la distorsione ed il guadagno. Inizialmente proverei ad aumentare solo R14-R15 (proverei ad esempio con 680-1k-1,2k-1,5k). Se proprio il guadagno fosse ancora esagerato passerei ad aumentare anche le altre.
Aumentare la retroazione sicuramente riduce distorsione e guadagno, ma potrebbe anche spegnere un po' il suono, per cui non esagerare (anche se si tratta di retroazione intrinseca, che sicuramente è la meno dannosa). Non avendo provato però sto andando assolutamente a sensazione...
Fammi sapere come va!
Spero di esserti stato utile,
Giorgio Pozzoli

Ottimizzazione pc per audio
Ciao Lucio,
da sempre sono un affezionato lettore di TNT, dove traggo preziose informazioni e suggerimenti. I complimenti per la passione e il tempo che dedichi a noi appassionati di Musica (ascoltata come si deve) non sono mai abbastanza, comunque un grazie di cuore. Nel tentativo di …parzialmente sdebitarmi vorrei porre all'attenzione dei tuoi lettori un piccolo suggerimento.
Ascolto musica “liquida”, come si diceva una volta, sin dal lontano 1999, con un impianto che ti ho già decritto nelle mail precedenti (a proposito, come da tuo consiglio, non ho sostituito il DAC Constantine MHDC con un Electrocompaniet).
Veniamo al dunque: credo che in molti abbiano a casa un vecchio notebook, non più utilizzato in quanto inadeguato come hardware alla pesantezza degli attuali programmi. Per ridargli nuova vita io ho fatto così: installato, dopo formattazione a basso livello, windows XP (si, proprio il caro e vecchio XP). Fatto gli aggiornamenti Windows (compreso l'ultimo anti Cryptolocker) e non ho installato niente altro, nemmeno gli antivirus (tanto non serve per navigare in internet). Ho installato il lettore di files musicali (ognuno scelga quello che preferisce e lo ottimizzi secondo quanto suggerito dai produttori).
Ho installato, nel mio caso, i drivers per l'Hi-Face di M2Tech (ottimo prodotto). Poi, e qui viene il bello, ma davvero molto semplice da fare, cliccando sulla barra di start con il tasto destro ho evidenziato il Task Manager poi cliccato sull'etichetta “processi”. Con il tasto destro si possono arrestare i vari processi attivi. Verificati quali potevano essere arrestati senza problemi per l'utilizzo del pc ho creato un file di testo con il notepad, che ho chiamato “Kill Processi” e salvato in desktop come .bat invece di .txt
Il processo, per essere chiuso, deve essere preceduto da tskill
È sufficiente, dopo aver avviato il pc, cliccare sul file per eseguire automaticamente la chiusura dei processi inseriti nel file. Per semplificare le cose, ti elenco processi che ho “ucciso” ovvero come è composto il mio file:

tskill hkcmd

tskill igfxpers

tskill igfxsrvc

tskill ctfmon

tskill RegSrvc

tskill S24EvMon

tskill alg

tskill alg

tskill 1xConfig

tskill ZCfgSvc

tskill RegSrvc

tskill wuauclt
Tutto qui: Se qualcuno dei tuoi lettori volesse cimentarsi in esperimenti può provare anche chiudere altri processi, legati al produttore HW del proprio pc e, nel caso, inserirli nel proprio file che andrà a creare. Danni non se ne fanno, in quanto il pc si riavvia sempre normalmente e i processi vengono chiusi manualmente cliccando sul file, dopo l'avvio. Ti assicuro che la riproduzione migliora in modo davvero sensibile (non è psicoacustica!).
Provare non costa niente, se si ha un vecchio pc; l'importante è reinstallare il sistema operativo per togliere le schifezze accumulate dal pc negli anni (registro, programmi ecc.). Il pc così configurato ha la rete, anche wi-fi, funzionante (i miei files musicali – tutto lossless e molti in alta risoluzione - sono su NAS), diventa velocissimo in accensione e spegnimento perché ha fatto una bella cura dimagrante e ha moltissime risorse di sistema libere.
Bè, l'ho fatta troppo lunga, scusami, ma ho cercato di essere più chiaro possibile per i meno esperti (e gli esperti mi scuseranno, spero!!).
Ho una richiesta da farti, ma sarà oggetto di altra mail in futuro, perché so che il tuo tempo è prezioso e non intendo approfittarne oltre misura.
Tante buone cose e grazie del tempo che ci dedichi e delle tue conoscenze che condividi.
Beppe - E-mail: zbeppe (at) hotmail.com

LC
Caro Beppe,
grazie per la dritta! Ridurre ai minimi termini i processi attivi in un PC è sicuramente benefico perché libera risorse per l'unica funzione che il PC deve svolgere, ovvero quella di server musicale. Mi permetto di aggiungere un consiglio, che evita di dover aver a che fare con un sistema operativo obsoleto come Windows XP, ovvero cancellare tutto e installare direttamente
Audiophile Linux, sistema operativo snello che è già ottimizzato per l'audio! Vecchi PC che si rifiutavano di far girare Windows sono diventati delle schegge con Linux, in particolare con Lubuntu, la versione extra-light di Ubuntu. Familiarizzare con Linux è molto più facile di quel che si pensi, ormai tutte le distribuzioni hanno interfacce grafiche assolutamente intuitive e a finestre, né più né meno come Windows. Non ci sono problemi coi virus (praticamente inesistenti in ambito Linux) e la stabilità del PC è a prova di bomba.
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu

Restauro vecchio amplificatore
Buongiorno sig. Cadeddu.
Le chiedo un consiglio in merito a quanto segue. Circa 2 mesi fa ho acquistato da un collega di lavoro un amplificatore della Cambridge Audio - il modello Topaz AM 10 - per sostituire un vecchio amplificatore Pioneer SA 710, in mio possesso da oltre 37 anni e che cominciava a presentare problemi sporadici da un canale audio. Scopo del nuovo acquisto era di fare, dopo tanti anni, un salto di qualità nell'ascolto dei miei dischi in vinile di musica classica (la mia preferita).
Il nuovo amplificatore è stato quindi collegato al mio precedente impianto, ed esattamente a delle casse acustiche Pioneer HPM 70 tramite l' ottimo cavo
Merlino che ho realizzato circa due anni fa seguendo le indicazioni del sito TNT Audio.
Ho ascoltato la nuova configurazione utilizzando, come detto, sopratutto i miei amati dischi in vinile. L'impressione iniziale (che pensavo dipendesse dal fatto che per anni avevo sempre ascoltato un amplificatore datato e non paragonabile ad apparecchi moderni), è stata di una riproduzione corretta ma anche sostanzialmente anonima; impressione che purtroppo non è migliorata nelle settimane successive e che sicuramente sconta, da parte mia, anni di ascolto di un apparecchio con una timbrica non "neutra".
Nei giorni scorsi, in un mercatino della mia città, ho visto un vecchio amplificatore Pioneer A300 pieno di polvere su una bancarella. L'ho acquistato al prezzo del valore del solo ferro, in quanto il venditore non sapeva neppure se si sarebbe acceso; portato a casa si è acceso regolarmente.
Collegato al mio giradischi (spero non inorridisca) sono riuscito a ritrovare una musicabilità del suono che il Cambridge non riusciva a darmi. Ho quindi deciso di utilizzarlo per il mio impianto. L'unica cosa che ho fatto è stato di pulirlo (sia fuori che dentro) dalla polvere accumulata negli anni. Volevo però chiederle che tipo di interventi dovevo fare sull' apparecchio per assicurarmi ancora anni di buon funzionamento, tenuto conto che, almeno alla vista, tutti i componenti interni (condensatori, stampati, saldature, potenziometri) appaiono in buono stato. L'unico è il trasformatore di alimentazione che, sul suo supporto metallico, evidenzia tracce di ruggine, ma i cavi elettrici di collegamento sembrano sani e a posto. Grazie per le sue indicazioni e per l'ottima pagina della posta di TNT Audio, sempre ricca di spunti e ottimi consigli.
Cordiali saluti.
Filippo - E-mail: filippook (at) hotmail.it

LC
Caro Filippo,
non sono sorpreso nel leggere che tu preferisca un suono più caratterizzato (quello del vecchio SA710) a uno più pulito e neutro. Tuttavia, il confronto tra l'A300 e il piccolo Cambridge è tutt'altro che scontato, nel senso che il Pioneer faceva parte di una serie di prodotti progettati con criteri audiophile, tra i quali spiccava il modello A400, al quale abbiamo dedicato ampio spazio qui su TNT-Audio. L'A300 era, in pratica, la sua versione depotenziata (30 watt contro 50 watt) ma ancora sufficientemente raffinato da suonare alla pari coi suoi concorrenti più blasonati. Ti consiglio, tuttavia, di far suonare ancora per un po' il Cambridge e scambiare i due amplificatori di tanto in tanto. Potrebbe essere che la tua impressione iniziale possa modificarsi a favore dell'inglesino. Di sicuro i due apparecchi hanno un carattere molto differente: caldo ed eufonico il Pioneer, preciso e vivace il Cambridge. Inoltre l'A300, causa condensatori d'alimentazione ormai lenti, avrà guadagnato un suono ancora più rotondo e rilassato, che è poi quello che probabilmente piace a te.
Per quanto riguarda invece il restauro dell'A300, puoi tranquillamente seguire i consigli che trovi sulle nostre FAQ proprio in relazione al restauro di un vecchio amplificatore. Ora, l'A300 non è esattamente un pezzo vintage che necessiti di chissà quali interventi (è degli anni '90) ma una pulizia e disossidazione attente potranno certamente migliorarne il suono e la funzionalità. Non ti consiglio di sostituire i condensatori d'alimentazione perché questo intervento potrebbe vivacizzare il suono, andando dunque in direzione opposta rispetto al tuo gusto. Certo è che un apparecchio HiFi dovrebbe essere fedele cioè preciso ed eventualmente anche spietato, ma posso capire che una volta abituati a una certa impostazione sonora sia molto difficile cambiare strada.
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Ciao Lucio,
Questa volta ti risc­rivo per dare dei fe­edback, anche se pur­troppo non è quello che mi proponevi tu, in risposta all'ultima mail (pubblicata nel
vol.790). Attualmente non ho modo di fare un confronto tra le mie Chario e le Elac Debut che tanto mi attirano. Questa volta ammetto di non aver seguito i tuoi consigli! Non perché le tue risp­oste non siano state utili, anzi! Solo che ormai avevo il pa­llino di provare un nuovo DAC nel primo impianto. Avuta la tua conferma che sare­bbe stato un upgrade, e trova­ndo d'occasione un IFI nano iDSD a metà prezzo... non ho resis­tito! In effetti si nota un migliora­mento rispetto al Mu­sical Fidelity V-DAC II, soprattutto nel­la naturalezza delle voci.
Concordo che nel sec­ondo impianto il Mus­ical Fidelity è spre­cato, ma alla fine non ho speso più del budget preventivato acquistando per quest'ultimo, direttamen­te sul sito della Sure Electronics, il loro economicissimo ampli basato sul TA2024, e recentemente recensito sul vost­ro sito. Ho scoperto la famosa magia del T-Amp!
Avevo già avuto un amplificatore in Clas­se D, il Dayton DTA-100a, e mi era piaciuto molt­o, prima di morire dopo qualche mese sot­to il carico delle mie casse (probabilme­nte con una impedenza troppo bassa per il Dayton). Attraverso anche un tuo consi­glio fu sostituito con un Rega Brio-R, di tutt'altra classe (anche di prezzo!) e che ancora uso. Ora, appena arrivato il pacco dalla Cina, la curiosità mi ha spinto a provare il piccolo Sure nel pr­imo impianto, metten­dolo a confronto pro­prio con il Rega. Eb­bene che sorpresa!! Quell'aggeggino suo­na maledettamente be­ne, con una traspare­nza ed una pulizia in gamma medio alta che ha fatto risaltare alcu­ni dettagli nella mia musica a cui non avevo mai fatto caso. Il triangolo in una esecuzione orchestra­le di Tchaikovsky, o lo sfregamento delle spazzole sui piatti in un brano di Dia­na Krall... Pensa che ho rimesso quei brani ricollegando il mio Rega per vedere se effettivamente c'er­ano quei suoni! Ovvi­amente c'erano, tutto era al posto giust­o, ma il TA2024 mette in risalto alcuni dettagli in modo spe­ttacolare.
Per quanto ne so io le mie Chario Acade­my non sono un carico per niente facile, sono assetate di co­rrente e di watt, ma anche con la sua sc­arsa potenza, lo Sure le ha spinte a liv­elli sonori molto al­ti prima di arrivare al limite. L'ho spi­nto fino al clipping ascoltando musica sinfonica, e non mi sono reso conto del volume raggiunto fino a che non ho rimesso un disco di musica leggera cantata. Eb­bene solo quando è ripartita la voce della canta­nte mi sono accorto che avevo raggiunto dei volumi da denunc­ia, anche non abitan­do in condominio! So­lo che con un suono così pulito non me ne ero accorto.
Al primo impatto ci ho messo un po' a de­cidere se preferivo lo Sure o il Rega (che costa 30 volte tant­o!). Con il Rega si può spingere di più, e forse le dinamiche sono più accentuat­e, la gamma bassa è più corposa, i detta­gli sono meno eviden­ziati (ma ci sono) e forse in fondo è un suono più “naturale­”. Sebbene abbia un'imp­ostazione sonora più aperta, anche al pi­ccolo Sure non manca nulla, nemmeno in basso. Un po' più “educato” ma sempre pulito e controllato.
Adesso lo Sure ha preso il suo posto nel secondo impianto vicino alla TV, ma un po' mi pi­ange il cuore perché è capace di dare mo­lto di più, e merita di suonare in modo meno sacrificato! Ti allego una foto dei miei bimbi strega­ti dalla musica ... an­che se ancora piccoli sanno distinguere e apprezzare le cose di qualità... da un buon piatto a tavola alla musica sentita “giù da basso” ... cre­scono bene ;)
Cordiali saluti.
Federico - E-mail: fedezix (at) libero.it

[Sala d'ascolto]

LC
Caro Federico,
ti sei inserito del novero degli stregati dal TA2024! Sono felice che la sua implementazione magistralmente realizzata dalla Sure ti sia piaciuta così tanto. A distanza di così tanti anni quel chip maledetto stupisce ancora, segno che all'epoca ci avevamo visto giusto! :-)
Bellissima la foto dei pargoli all'ascolto, complimenti! :-)

Suggerimento musicale della settimana

Ancora lutti celebri, stavolta se ne va Gregg Allman, degli Allman Brothers, band icona del Southern rock. Riascoltiamoli in questa bellissima versione live di Blue sky.
Nel caso questo embedding dovesse essere vietato/disabilitato, potete visionare il video direttamente su YouTube. Buon ascolto!

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