Lettere alla Redazione di TNT-Audio - settimana 21/7/2018 - 28/7/2018

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  1. Consiglio diffusori per NAD 3020i
  2. Re: Collegamento di un subwoofer
  3. Impostazione sonora Dynaudio
  4. Più bassi da un Pro-ject 1
  5. Diffusori entro 700€
  6. Upgrade sorgente
  7. Tannoy Turnberry e museo dell'HiFi
  8. Regolazione testina su Technics SL-1200GR
  9. Amplificatore cuffie
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Consiglio diffusori per NAD 3020i
Buongiorno Direttore,
ho assemblato da circa un anno un impianto che mi ha dato molte soddisfazioni ma ora è tempo di upgrade :) Ecco i componenti attuali:

Ho un budget di 800/1000 Euro per i diffusori, preferirei restare sui bookshelf per una questione di spazi. Il suono dei Monitor Audio mi soddisfa ma ovviamente l'obiettivo è migliorare ulteriormente e trovare diffusori ancor meno affaticanti. Sul nuovo sto valutando i Monitor Audio Silver 100 e i Kef Q350 ma valuto volentieri anche l'usato. Quali marche e modelli mi consiglia? Ascolto un po' di tutto, dal rock (U2, Bruce Springsteen, AC/DC, ecc), al Jazz, fino alla classica. Il NAD meglio tenerlo o sostituirlo con qualcosa di più recente?
L'ambiente è una sala di circa 20mq, 5x4mt, impianto posto sulla parete da 5 metri, stanza trattata con tenda, tappeto, divano e arredi. Per l'ascolto in cuffia ho una NAD Viso HP50, quale ampli cuffia potrei abbinarci? Valuto eventualmente anche DAC per iOS (con connettore lightning) visto che la sorgente sarà sempre la liquida in streaming.
Grazie mille e a presto!
Maurizio - E-mail: maunad83 (at) gmail.com

LC
Caro Maurizio,
lascerei il NAD al suo posto per adesso, è ancora molto valido e per migliorarlo, conservando tutta la sua flessibilità d'uso, è necessario pianificare un investimento di un certo impegno. Per quanto riguarda i diffusori bene le Monitor Audio, mentre le KEF sono di una classe di prezzo inferiore. A un prezzo ancora inferiore, ove fosse possibile ascoltarle, io valuterei anche le Elac Debut B6. Più vicine invece al margine superiore del tuo budget le Monitor Audio Silver 2 e le Wharfedale REVA2. Valuterei anche la possibilità di una coppia di diffusori da pavimento, la stanza lo richiederebbe. Per la cifra a tua disposizione io prenderei in considerazione i Wharfedale Diamond 11.3, i Monitor Audio Bronze 5, gli Indiana Line Diva 650.
Per quanto riguarda l'ampli per cuffie, ci sono i soliti ProJect Headbox, Musical Fidelity (V90) ma anche un bel Rega Ear o un Lehmann Rhinelander. Infine, per quanto riguarda i DAC per iOS, potresti valutare i diversi prodotti di FiiO e SMSL.
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Re: Collegamento di un subwoofer
Mille grazie Direttore...avevo il dubbio di aver commesso una ingenuità grossolana. Il sub è stato comunque un affare e può servire per i film che ascolto solo in stereo, sono abbastanza refrattario al multicanale.
Deduco che le Zingali che tanto mi piacciono per la naturalezza delle voci, in realtà non facciano proprio al caso mio. Il mio problema è trovare delle casse con una estensione migliore ma che non soffrano della vicinanza obbligata alla parte posteriore...30 cm. Se non sbaglio le Merlin che ha recensito tempo fa non sono reflex, ne ho trovato un paio dalle mie parti e le proverò...il suono che cerco non è necessariamente con un punch elevato ma qualcosa di appagante nell'ascolto della musica preferita e non (le Chario Academy 2 lo sono per me ma sono improponibili in una mansarda e con le pareti posteriori vicinissime) temo però che in una stanza “scadente” le casse di qualità soffrano troppo tutte. Cercherò, è anche quello un divertimento, ma se il Direttore ha da consigliarmi sono pronto a farne tesoro.
Buone vacanze a tutto lo staff di TNT italiano e non.
Pietro - E-mail: pietro_surico (at) outlook.it

LC
Caro Pietro,
se senti la necessità di un subwoofer le Merlin non fanno certamente al tuo caso, essendo monitor molto precisi ma certo non devastanti in basso. Sono diffusori molto raffinati e di gran classe, ma non solo. Sono spietati con tutto ciò che hanno a monte, quindi l'impianto dovrà essere al di sopra di ogni sospetto. Attenzione! Sono delle vere e proprie lenti d'ingradimento.
Il problema della vicinanza della parete posteriore non è legato alla presenza o meno di uno sbocco reflex. Ti consiglierei di valutare la possibilità di una coppia di
Larsen 4.2, piccole torri da pavimento pensate esattamente per stare attaccate alla parete posteriore, hanno buoni bassi e un ottimo rapporto qualità/prezzo. Comunque sia, i 30 cm di distanza non sono un vero problema neppure per diffusori con bass reflex posteriore. Al massimo la vicinanza della parete posteriore rinforzerà un po' la gamma bassa.
Fai le tue valutazioni, prova ad ascoltare qualcosa e sentiamoci di nuovo.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Impostazione sonora Dynaudio
Buongiorno sono Marco. Leggo da diversi anni la rubrica della posta trovandola interessante e a volte divertente. Vedo che spesso lei giudica il suono Dynaudio per così dire aperto. Probabilmente lo è sempre stato, ma nel mio ambiente, tenendo come riferimento le Thiel 1.2 che lei conosce molto bene, sia con pre e finale Counterpoint che con Naim xs, le Dynaudio Focus 220 suonano molto più morbide. Questa era solo per metterla al corrente che la linea Focus (perlomeno le 220), hanno un suono molto più sviluppato sul medio e basso piuttosto che sul alto che comunque non manca di certo.
La ringrazio di tutto e soprattutto per gli insegnamenti di vita su cui riflettere, celati spesso dietro i suoi consigli audiofili :-)
Marco - E-mail: marcolippi61 (at) gmail.com

LC
Caro Marco,
quel che mi racconti non mi convince del tutto, ma è utile per mettere in evidenza un fatto sempre fondamentale e mai abbastanza sottolineato: ambiente, disposizione dei diffusori e partner fanno la differenza sul risultato finale. Nel tuo ambiente, evidentemente, le Dynaudio suonano così come dici tu, addirittura più calde e morbide delle Thiel 1.2. Queste ultime, probabilmente, non erano pilotate a dovere sul basso e medio-basso, motivo per il quale la gamma alta ti è sembrata più in evidenza di quanto non sia. Una cosa è certa: non sarà un caso se le 1.2 siano definite come delle Rogers LS3/5A coi bassi, evidentemente la loro gamma medio-alta è simile a quella, docile, dei famosi monitor inglesi. Le Dynaudio, invece, come sostiene anche la rivista americana The Absolute Sound (forse la più autorevole al mondo, insieme a Stereophile), hanno un'impostazione diversa. Ti consiglio di leggere l'intera recensione della quale riporto solo due brevi frasi che spiegano cosa intendo quando parlo del suono Dynaudio: These two splendid speakers are both clear and rich in midrange and midbass. The Dynaudio's treble, though extended and fine, is not as sweet and lovely as that of the Spendors.
In sintesi: le Dynaudio hanno un suono chiaro (cioè aperto in alto) e, in più, ricco anche nel medio e nel medio-basso. Tuttavia, la gamma alta, pur estesa e di classe, non è così dolce e adorabile come nelle Spendor.
In sintesi: non metto in dubbio che nel tuo ambiente e con le tue prove sia andata esattamente come riferisci tu, ma sembrerebbe che qualche altro fattore sia intervenuto a modificare il carattere generale delle tue Focus, che è invece ben descritto nella recensione citata, che trovi
qui.
In ogni caso, l'importante è che tu sia soddisfatto di ciò che ascolti!
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Più bassi da un Pro-ject 1
Caro Lucio,
desideravo raccontare questa mia esperienza, sperando possa essere di qualche utilità, anche piccola, ad altri possessori di giradischi simili al mio. Tempo fa – un anno e passa – Ti scrissi per chieder consiglio su come migliorare la mia catena analogica (Pro-ject 1, Ortofon MC-1 Turbo, scheda phono Densen DP-01) senza superare i mille euro (lamentavo un deficit di trasparenza rispetto alla sorgente digitale, e volevo “recuperare” in tale direzione), e Tu – spedito e gentilissimo, come sempre (grazie di nuovo ..) - mi suggeristi di suddividere il budget tra testina e pre-phono.
Ho iniziato con la prima: una Benz Micro Silver che il mio pusher – deputato, altresì, alla materiale sostituzione del fonorivelatore: mai pensato, nemmeno per un istante, di privarmi della sua cortesia, competenza ed assistenza per risparmiare (o magari anche no ..) qualche euro su internet - poteva vendermi con un bello sconto.
Il risultato ai primi ascolti: microcontrasto e dettaglio d'un altro ordine di grandezza; basso presente e preciso, ma non impressionante per possanza – un salto qualitativo invero notevole sui medioalti, ma tutto sommato meno entusiasmante di quanto m'aspettassi, vista la differenza di prezzo, nella parte inferiore dello spettro (comunque significativamente “ripulita”, va detto, da sovrabbondanze e sbavature a volte riscontrate col dispositivo precedente).
Sul pre-phono ho aspettato, all'inizio perchè volevo rieducare l'orecchio alla Benz – e farle compiere il rodaggio – ed in seguito per .. sopravvenuta indisponibilità del denaro residuo, poi ulteriormente protrattasi (e, purtroppo, mai più rientrata). Comunque: passa il tempo, proseguono gli ascolti e no, non c'è dubbio che la qualità della riproduzione del vinile sia complessivamente migliorata, ma adesso... mi manca un po' l'impatto che aveva la Ortofon (sul black circle, ascolto praticamente solo rock), ed il delta col digitale (Dac North Star 192, coassiale QED, meccanica Cambridge CXC) persiste, avendo semplicemente cambiato veste: se prima il dischetto d'argento mi offriva più trasparenza e ariosità, ora ha in ogni caso, quando il pezzo lo richiede, più cattiveria.
Dopo alcuni mesi inutilmente trascorsi a sperare di poter nuovamente disporre della cifra necessaria all'acquisto di un pre-phono esterno – l'altra modifica che m'avevi consigliato – ho iniziato a far buon viso a cattiva sorte e a chiedermi cosa potevo provare a fare, a costo zero, per estrarre più bassi dal mio sistema analogico, anche perchè (a un certo punto, ci ho riflettuto) la scheda del Densen le differenze tra le due testine le aveva palesate subito e in maniera marcata, quindi non era che potessi senz'altro incolparla di scarseggiare in finezza (v. periodo Ortofon) o, adesso, in impatto (v. periodo Benz), rispetto all'ingresso linea.
Tiro allora fuori la mia scatola di “accessori” e materiali “hi-fi” e inizio ad fare dei tentativi: eccone – sinteticamente - la cronistoria.

  1. aggiungo il tappetino in feltro originale del Pro-ject a quello, in mescola gomma/sughero, con cui l'avevo sostituito: li provo insieme .. Bingo! Il basso si è rinforzato, è sicuro (il braccio si presenta però adesso perfettamente parallelo al piatto [prima, puntava lievemente all'ingiù] quindi forse ho soltanto “aggiustato” il VTA .. comunque poco importa, perchè l'intervento funziona nel senso sperato);
  2. prendo un tappo per le orecchie e ne taglio due “fette” né troppo spesse, né troppo sottili (tre millimetri, occhio e croce), poi vado a posizionarle, dopo averle compresse, nella sede già occupata dalle viti di bloccaggio del motore: siccome il materiale di cui son fatte le porta a riespandersi sino al recupero dello spessore originario, la speranza è che possano contribuire a diminuire le vibrazioni trasmesse al corpo del giradischi, fungendo da “ammortizzatori” supplementari rispetto ai quattro di serie: il risultato, all'ascolto, è del tutto incerto – nessuno “stacco” evidente, rispetto alle riproduzioni note – ma, visto che nulla è peggiorato, il tweak (ammesso e non concesso possa meritarne i galloni ..) resta lì;
  3. rileggendo la Rivista in cerca d'ispirazione, leggo dell'importanza dell'isolamento dalle vibrazioni del cavo di segnale, perfettamente suscettibile, altrimenti, di veicolarle fino al braccio (una notazione del grandissimo Geoff Husband); non ci penso un attimo: con del nastro isolante ed un avanzo d'imballo gli faccio intorno un “salsicciotto” che possa assolvere alla funzione, e già che ci sono uso un altro “scarto”, di materiale differente, per ricavarne quattro piedini morbidi, ma non particolarmente cedevoli, a vantaggio dell'amplificatore (ossia, della scheda phono, anche se non si tratta di un valvolare ..). Provo: forse qualche miglioramento c'è .. niente di sicuro o sicuramente affermabile, ma, di nuovo, nulla che possa indurre a rimuovere le aggiunte - che vengono dunque mantenute in servizio;
  4. un giorno, curiosando da Tiger (una specie di IKEA dell'oggettistica per la casa), mi imbatto in dei sottobicchieri realizzati con una piastrella quadrata (lato circa cm. 10, spessore 5 millimetri o giù di lì) munita, sulla faccia inferiore, d'un sottile foglio in caucciù (o roba simile): siccome mi ispirano da matti, ne compro quattro (€ 8,00 in tutto ..) per provarli sotto i piedini del Pro-ject (il quale, poggia su una mensola di multistrato marino sostenuta da quattro viti con testa in gomma, ancorate alla classica parete attrezzata); risultato: ottimo, proprio come suggeriva l'istinto: il basso è adesso nettamente più presente ed “avanti”, ma senza un filo di pulizia in meno (un mese dopo, proverò a bissare il “colpo gobbo” raddoppiando i sottobicchieri, ma senza particolari progressi all'ascolto .. amen, li lascio in sede, dietro al solito ragionamento);
  5. rispolvero quattro fili a piombo di forma conica che avevo usato sino ad un paio d'anni fa per implementare i bassi dei miei bookshelf (in sostanza, dei Totem Beak per audiofili squattrinati ...), e che avevo messo da parte – in attesa di inimmaginati utilizzi a venire – in seguito all'acquisto di più generosi diffusori a torre: in tutto, sono Kg. 1,3 di peso, e mi viene l'idea di usarne per aumentare la massa del Pro-ject 1; li distribuisco ai quattro angoli dello chassis (grazie alla loro foggia, non interferiscono in nessun modo coi movimenti del braccio) e sto a sentire se funziona e .. Cavoli se funziona: il basso è diventato più grande, geometrico e fermo – più autoritario - ne sono certo (a questo punto, ritaglio un tappetino per il mouse molto sottile e ne ricavo quattro quadratini che incollo sotto ciascun cono per aumentarne il grip sull'MDF, visto che questa sarà, permanentemente, la loro funzione);
  6. già che sono con questi vecchi tappetini in gomma per le mani e ce n'è uno bello spesso, lo taglio e ne sortisco quattro “fette” delle dimensioni, pressapoco, di un toast: ne uso due alla volta, come dovessi fare un panino, e con del nastro isolante le applico al di sotto del giradischi, in corrispondenza, rispettivamente, della zona di lettura e di “riposo” del braccio (una cosa abbastanza insensata, mi rendo conto, ma mi son detto: se sopra un lettore CD riescono ad assorbire parte delle vibrazioni, potrebbero forse fare qualcosina anche per un giradischi ...); provo a sentire che succede .. no, nessuna efficacia sonica immeditamente riscontrabile, ma non rimuovo l'aggiunta, non avendone motivo;
  7. penultimo passaggio: tre punti di sostegno sono sempre meglio di quattro – la Rivista, lo ha sempre spiegato – quindi, contrastando il senso d'appagamento comunque raggiunto con le “mosse” precedenti, ridistribuisco i quattro pesi (tre sulla striscia di fondo del giradischi e uno sul davanti, nei pressi dell'angolo sinistro [guardando la macchina frontalmente]) e provo a sfilare uno dei due sottobicchieri su cui poggia il piedino destro del Pro-ject e la regione dei medio-bassi compie un nuovo scarto, qualcosa progredisce di nuovo, nettamente: senza alcun dubbio, tre piedini sono meglio di quattro (e forse, danno anche un effetto diverso [meno asciutto?] rispetto all'uso di tre punte .. chissà); in ogni caso: il Pro-ject su tre sole “zampe” (le due posteriori, e l'anteriore sinistra) ha un aspetto poco ortodosso, ma da come suona ... il sottobicchiere tornerà al suo posto solo a fine sessione – sicuro come l'oro;
  8. infine, mi avanzano i 130 grammi (in tutto) di n. 8 sottopunte in ottone con base in gomma: tolgo il piatto e le posiziono vicino al contropiatto, come a formare due “mezzelune” contrapposte (una a destra, e una a sinistra), di quattro pesetti ciascuna: non essendo molto spesse, non ostacolano nessun movimento meccanico e meglio un po' di massa in più, che un po' di massa in meno – ormai mi sono fatto quest'idea, e non mi preoccupo di operare altri confronti: le aggiungo e basta.
Tirando le somme – perchè non voglio rubare più spazio del necessario: con i sovradescritti, e del tutto revesibili, accorgimenti (qualcuno molto efficace; qualcuno meno; qualcuno, forse, per niente; ma comunque: con l'insieme degli stessi), il mio Pro-ject 1 suona adesso proprio come desideravo quando Ti scrissi l'ultima volta: grande, immanente, pieno – ma pulito, molto pulito; non solo non avverto più scarti “qualitativi” tra l'ingresso linea e quello phono del Densen, ma il vinile, confrontato con la stessa incisione su CD (non rimasterizzato) suona meglio: più vivo, presente ed intenso, proprio come ho sempre letto sia normale sulla Rivista.
Spero che la presente possa risultare minimamente utile e gradita per la Tua bellissima Rubrica, anche perchè mi pare che negli ultimi tempi i contributi dei Lettori che raccontano e condividono, a potenziale vantaggio d'altri appassionati, le proprie esperienze, si siano un po' diradati.
Non c'entra niente, ma chiudo con un personalissimo e non polemico invito a non smetter mai di comprare musica sui supporti fisici tradizionali: un mondo (per così dire) no internet/no music – niente contenuti musicali di cui poter fruire, se non si dispone di (o non ci si può permettere) una connessione alla rete (quanto buona, è ancora un'altra questione) – mi pare, francamente, una prospettiva un po' inquietante.
Un cordialissimo saluto a Te, alla redazione intera e a tutti gli audiofili che seguono TNT.
Luca - E-mail: lucagarbarino (at) virgilio.it

LC
Caro Luca,
non ti ho inserito tra gli “audiofili felici” solo per dare il giusto risalto a questa tua interessantima esperienza, che avrebbe potuto passare inosservata altrimenti. Grazie per il racconto, dettagliato, di tutte le modifiche effettuate. Ritengo che messaggi come questo tuo siano ciò che rende questa Rubrica più viva e interessante. La consulenza fine a se stessa è sempre abbastanza sterile e noiosa.
Sarei stato ancor più felice se avessi fornito qualche bella foto dei materiali utilizzati e delle modifiche fatte!
Grazie anche per l'esortazione all'acquisto del supporto fisico. In effetti essere completamente rete-dipendenti per ogni momento della nostra vita, anche per ascoltare musica, è decisamente pericoloso. Facciamo sempre in modo di poter contare su un patrimonio “fisico” di titoli (anche solo su hard disk) che possiamo suonare sempre, comunque e ovunque, anche senza connessione internet.
Grazie per il preziosissimo feedback e buon ascolto!
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Diffusori entro 700€
Salve direttore, le chiedo un "prezioso" consiglio. Il mio impianto è cosi composto:

Per "migliorare" il tutto, pensavo di sostituire i diffusori (entry level) con una coppia di Triangle Celius 202 (700 euro usati) o con le ATC SCM 11 (700 euro usati). Visto il mio impianto: tra questi quali mi consiglierebbe? E' scontato che se ha altri diffusori da suggerirmi che rientrano nel budget dei 700 euro (used) sono pronto a prenderli seriamente in considerazione.
Aggiungo che ascolto dal rock al jazz, che la stanza d'ascolto è di 12mt quadrati e che non ho la possibilità di allontanare i diffusori dalla parete. La ringrazio per la sua cortesia e disponibilità.
Andrea - E-mail: novizi2009 (at) libero.it

LC
Caro Andrea,
i diffusori che hai proposto sono entrambi validi, dovresti provare ad ascoltarli, se possibile. Ci sono però delle considerazioni da fare. Le ATC sono in sospensione pneumatica, forse un po' meno sensibili alla vicinanza della parete posteriore, rispetto alle Triangle. Queste ultime però sono da pavimento, con un'emissione più generosa lato basse frequenze. La stanza è piccola e la parete posteriore è vicina, potresti avere un eccesso di bassi. Ti propongo anche un'alternativa, nel nuovo, qualora optassi per una soluzione non da pavimento. Prova a sentire le
Rega RS1, che a me son piaciute molto e che sono state progettate per stare addossate alla parete posteriore. Eventualmente anche una torre da pavimento, da cercare usata, sempre di casa Rega. Potresti giocare con la distanza dalla parete posteriore per ottenere il giusto equilibrio timbrico. Tutti i diffusori Rega hanno tenuto conto della vicinanza della parete posteriore in sede di progetto. Infine, per realizzare un'accoppiata interamente “francese” tra ampli e diffusori (oltre alle già citate Triangle), valuta le JM Reynaud Folia, anche queste pensate per stare addossate alla parete posteriore.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Upgrade sorgente
Buongiorno direttore.
Le scrivo perché ho un impianto che mi soddisfa ma le mie orecchie iniziano a chiedere qualcosetta in più. Intanto le dico che la mia catena è composta da:

Bene: come dicevo, credo di aver individuato nella catena come anello debole (o comunque sul quale lavorare) la sorgente. In special modo in quei brani dove ci sono pieni strumentali e vocali, la nitidezza e la separazione vengono a mancare (chiaramente rimanendo un ascolto di buon livello, senza distorsioni o difetti). Avrei pensato a 4 strade, dato che tendenzialmente (per cultura) continuerò a comprare ancora cd e vorrei mi indicasse, dato la sua esperienza di cui mi fido molto, l'ottimale.
  1. DAC esterno (budget di circa 500 €.): mi indichi lei dei modelli che rispondano sicuramente al mio gusto di ascoltare musica che è dettagliato si, ma che sia avvolto da “calore”.
  2. Modifica del lettore in centri specializzati (es.: Aurion Audio): ho letto molto bene, ma non so ne se il mio lettore si presta, ne ho mai avuto la possibilità di ascoltare un prima/dopo di queste modifiche.
  3. Acquisto di un nuovo lettore CD (in questo caso potrei fare uno sforzo, rivendendo il mio che quota circa 200-250 €., arrivare ai 1000 €. di budget): caratteristiche come sopra, caldo e dettagliato.
  4. Virare verso il Cocktail audio x12, cosicché unirei la qualità dei miei cd e dei prossimi che comprerò, alla versatilità della liquida (qui però mi rimane il dubbio che a livello di qualità audio farei un sostanziale upgrade rispetto al mio Pioneer).
Una quinta opzione, nel caso, potrebbe essere quella da me non prevista ma che lei potrebbe ritenere migliore delle altre. In attesa di un suo come al solito gentile riscontro, le auguro la miglior musica possibile!
A presto.
Gabriele - E-mail: musicanellanima (at) ymail.com

LC
Caro Gabriele,
sono felice che il mio consiglio per le
Elac Debut B5 ti abbia soddisfatto così tanto. La risposta al tuo quesito non è semplice, perché non mi è chiara la tua esigenza principale. Vuoi ascoltare solo CD o desideri aprirti alla “liquida”? Nel primo caso ti consiglierei di rivendere il tuo Pioneer e acquistare un lettore nuovo (o usato recente) come il Rega Apollo R, Naim CD5 si, Audio Analogue Crescendo, NAD C568 o C546BEE. Il mio preferito è il Naim, che nuovo costa 1400€ ma potresti trovarlo per circa 700/800€, magari in UK. Poi Rega e a seguire gli altri.
L'opzione DAC è ibrida e mi lascia un po' freddino. Ti consentirebbe l'accesso alla liquida, a patto di utilizzare un PC, però. In più, il tuo lettore Pioneer ha un bel po' di anni alle spalle, la meccanica di lettura potrebbe avere i giorni contati, non rischierei. Per lo stesso motivo eviterei la modifica del lettore, ovviamente.
La soluzione Cocktail Audio, che pure consiglio spesso, in questo caso non raggiungerebbe lo scopo che ti sei prefissato. Ti permetterebbe l'accesso alla liquida, ma non credo sarebbe un passo avanti sostanziale in termini di qualità sonora. Di sicuro non ha quell'impostazione morbida e calda che sembri prediligere.
Dopo questo upgrade il collo di bottiglia diventeranno le Elac, comunque! Prima o poi dovranno lasciare il posto a qualcosa di classe più elevata!
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Tannoy Turnberry e museo dell'HiFi
Caro Lucio, ormai sei la stella polare di tutti gli appassionati di HiFi. Sono alla frutta, un incontenibile ed incontrollabile raptus mi ha colto ed ho venduto tutti i miei beni materiali suonanti per comprare una coppia di bellissime Tannoy Turnberry. Per fortuna mi è rimasto il Maia con cui almeno posso sperare di ascoltare un pochino di musica dall'ipad in attesa di potermi di nuovo permettere un'amplificazione ed una sorgente decenti. Ho venduto il Naim cd5x con alimentatore, l'ampli Unison Research e le vecchiette CDM1, per portarmi a casa un sogno e darmi il tempo per scoprire se veramente mi piacciono. E sì perché come si fa a sapere se un diffusore ti piace ascoltandolo per 15 minuti in un ambiente diverso dal tuo con una catena differente dalla tua e per giunta senza poter fare confronti diretti con altri diffusori simili o totalmente diversi?
Io mi sono innamorato del design e da sempre attratto dal concentrico ho deciso di provare. Certo non andrà male male ma la soddisfazione di essere sicuro, almeno per il momento, non può esserci. Allora mentre viaggiavo in macchina ho avuto la visione chiara di cosa manca ad uso degli appassionati di hifi e musica, manca un museo dell'alta fedeltà. Immagina un luogo da visitare e dove poter ascoltare nelle configurazioni preferite una grandissima quantità di prodotti hifi che hanno fatto storia ed anche quelli che semplicemente hanno lasciato un segno, dei tempi passati e di quelli moderni. Non sarebbe una bellissima esperienza? Anche utile a chi vuole acquistare dei componenti ma non può ascoltarli perché non rientrano nelle politiche commerciali del negoziante. Si potrebbero fare percorsi formativi ed educativi interessanti in un luogo del genere.
Tornando al presente io ormai ho fatto questa pazzia e ne sono contento, anche se dovrò aspettare un bel po' prima di avere di nuovo un bel lettore CD tra le mani, però almeno potrò costruire tutto partendo dalle casse e questo è un vantaggio. Due consigli: secondo te posso trovare per pochi soldi un amplificatore digitale che lavori meglio del mio Pro-Ject Maia con le Turnberry? A cosa dovrei aspirare in futuro per farle esprimere al meglio? Parlo di amplificazione e sorgente digitale visto che la mia musica è tutta su CD. Il lettore Naim mi è piaciuto molto ma non ho potuto ascoltarlo con queste belle casse.
Grazie per il tuo lavoro e facciamo questo museo! Anzi facciamo così chi apprezza questa idea e vuole aiutarmi a fondarlo mi scriva, lo costruiamo insieme.
Davide - E-mail: info (at) davidefusco.com

LC
Caro Davide,
la vita non può essere vissuta appieno senza fare, di tanto in tanto, una piccola follia dettata dalla passione. Hai fatto benissimo! Un pezzo di storia dell'HiFi di classe è entrato in casa tua. Dar loro dei partner adeguati sarà un bagno di sangue, temo, ma te lo sei cercato :-)
Per fortuna nel mercato dell'usato si può trovare un po' di tutto a prezzi ragionevoli, quindi con un po' di pazienza dovresti riuscire ad affiancare ai tuoi Turnberry delle buone elettroniche.
Per ora non farei dei passi inutili, come quello sul quale mi chiedi consiglio. Hai già un buon amplificatore, per ora usa quello, in attesa di tempi migliori. Per quanto riguarda la sorgente digitale vedrei bene il lettore Naim, che già possedevi, oppure un Rega, un NAD, un Musical Fidelity. L'amplificazione futura potrà essere ancora inglese quindi spazio a Naim, Exposure e simili. In questo modo potresti metter su un impianto tutto British.
L'idea del museo dell'HiFi non è male, ma lo vedo semplicemente irrealizzabile. Servono capitali iniziali molto alti per l'acquisto delle apparecchiature che, se di alto livello, non sono mai gratis, pur se usate. In più la gestione dello spazio, della logistica e di tutto il resto. E quante persone sarebbero disposte a pagare un biglietto per ascoltare componenti HiFi? E il personale per gestire il tutto? La SIAE? Fantascienza, secondo me. Però sognare non costa nulla :-)
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Regolazione testina su Technics SL-1200GR
Caro Lucio,
Dammi pure del pazzo ma ho quasi deciso di comprarmi un Technics SL-1200GR (il nuovo modello uscito l'anno scorso) da sostituire al mio vecchio Dual 704. Il mondo dell'Hifi è per sua natura pieno di compromessi, quindi ho pensato di provare questa variante, preferendo una costruzione impeccabile, super affidabile e un suono veloce e neutro, alla poesia (ma anche alla “schizzinosità”) di altre macchine apparentemente più da audiofili. Sono curioso di vedere l'intesa con il calore e la musicalità del mio impianto (Supernait2, Duevel Bella Luna, pre-phono Audio Research PH3) e con la Nagaoka MP-200, anch'essa in previsione di acquisto.
Prima ancora di fare il passo, però, sono incappato in un problema: l'allineamento della testina. Da qualche parte in rete ho letto che i bracci della Technics sono stati ideati per la misurazione di Stevenson, mentre praticamente tutte le dime reperibili in commercio si basano sul sistema di Baerwald, a meno che non si prenda il Protractor Dr.Feickert che costa 200€, spesa forse un po' esagerata se paragonata ai 2000€ di giradischi + testina! Molti consigliano di affidarsi ai calcoli e alle dime fatte “su misura” del sito Vinyl Engine, ma i null points che costoro dichiarano giusti per l'SL-1200 non combaciano con quelli del sistema Stevenson. Ci sarebbe una soluzione più semplice: il misuratore dato in dotazione dalla Technics con il giradischi.
Questo permette in realtà solo la regolazione dell'overhang, ma una volta fatto questo, secondo la Technics, basta solo stare attenti che la testina sia perfettamente parallela all'headshell. Anche su questo si dividono gli animi: alcuni sostengono che funzioni perfettamente, altri dicono che tale aggeggio consenta solo una regolazione piuttosto grossolana.
Cosa mi consigli di fare???
Grazie e un caro saluto,
Marco - E-mail: marco.comin (at) gmx.de

LC
Caro Marco,
non sarò io a provare a distoglierti da questo acquisto, mi sembri molto deciso. Non mi preoccuperei troppo della questione dell'allineamento, anche perché potrai sempre aggiustare il tutto “a orecchio”. Mi spiego: potrai usare il sistema consigliato da Technics in prima battuta e poi una qualunque dima a due punti nulli, come la nostra, ad esempio, valutando ad orecchio, insieme col disco HFN&RR, la soluzione migliore dal punto di vista sonoro anzi, meglio, il compromesso meno pesante.
In generale, non capisco e non condivido queste paranoie “preventive”: un giradischi è una macchina complessa dove tante variabili entrano in gioco e l'allineamento della testina secondo un sistema o un altro è veramente di trascurabile importanza. Acquista il giradischi, fai una prima regolazione di massima e valuta il risultato finale. Poi procedi per aggiustamenti successivi, si fa sempre così, con qualunque giradischi! Niente di deciso a priori potrà risolvere problemi pratici che si presenteranno non appena potrai mettere le mani sopra al nuovo componente. Capisco la voglia di perfezionismo, ma l'analogico è un mondo fatto di compromessi e non esistono soluzioni perfette a priori. Fai una cosa: lascia perdere i forum, acquista il giradischi e ascoltalo. Poi lavora di fino per regolarlo secondo le TUE esigenze!
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Amplificatore cuffie
Gentile Direttore,
La ringrazio molto per la Sua cortese risposta nella
Rubrica della Posta Vol. 855 Grazie per la chiara ed esauriente spiegazione. In effetti avevo totalmente trascurato l'aspetto "doppio potenziometro" in caso di utilizzo dell'uscita Pre-Out. Forse un po' più scomodo, ma sicuramente meglio usare la Rec-Out e regolare il volume tramite l'amplificatore cuffie. Nel frattempo ho acquistato quest'ultimo sforando appena il budget previsto: Arcam rHead, parla inglese anche lui così si trova a suo agio con il resto dell'impianto.
Come Lei osservava, la differenza rispetto all'uscita cuffie dell'integrato è davvero notevole. L'unico "problema" è che sto pericolosamente scoprendo/ri-scoprendo il piacere dell'ascolto in cuffia!
Grazie ancora per il tempo che mi ha dedicato e un caro saluto.
Fabio - E-mail: fabio.mare (at) hotmail.it

LC
Caro Fabio,
regolare il volume delle cuffie da potenziometro e non da telecomando di sicuro non è molto comodo. Potresti ovviare al problema provando a posizionare l'ampli cuffie vicino al punto dove ti siedi per ascoltare, eventualmente allungando il cavo che porta il segnale linea dalla REC OUT all'ampli dedicato. Entro qualche metro, utilizzando del buon cavo schermato, non dovresti avere né perdita di qualità né problemi di interferenze.
Grazie per il feedback sul risultato finale, la differenza tra la misera uscita cuffia di un amplificatore integrato e quella di un ampli dedicato a questi dispositivi è, in effetti, molto grande. Personalmente non amo l'ascolto in cuffia, mi manca sempre l'aspetto “fisico” della riproduzione e non riesco a farmi piacere la fastidiosa sensazione di suono “dentro la testa”. Sono stati fatti certamente dei passi avanti in questa direzione ma...il palcoscenico tridimensionale creato da una buona coppia di casse e la pressione sullo stomaco generata da basse frequenze “sismiche” sono due cose che un ascolto in cuffia non potrà mai dare. Certo, la pulizia, la qualità generale e la definizione dei particolari è molto elevata in cuffia e per ottenere lo stesso livello qualitativo, relativamente a questi parametri, è necessario spendere tanti soldi nei diffusori e disporre di una stanza al di sopra di ogni sospetto. Personalmente ho la fortuna di poter ascoltare sempre e comunque al volume che preferisco (in genere molto alto) per cui la cuffia, per me, non è davvero una necessità :-)
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Caro Lucio,
Ho portato un impiantino che avevo a casa, nella nuova casetta al mare, Jesolo....così una estate piena di musica!!!!
Ti auguro con il cuore, una estate gioiosa.
Dino - E-mail: marcugliadino (at) gmail.com

[Sala d'ascolto]

LC
Caro Dino,
quale modo migliore per congedarci per la nostra consueta pausa estiva di un bell'impiantino installato in una casa vacanza? Bellissima foto che invita al relax, bravo! Ti auguro delle bellissime vacanze e tanta buona musica!

Suggerimento musicale della settimana

Ci congediamo da voi per la nostra consueta pausa estiva, le alte temperature mal si coniugano con l'HiFi! Lo facciamo con una bella canzone “estiva”, ovvero “Summer song” di Marc Daniels, artista americano di ispirazione rock-country. Da suonare ad alto volume, con una pinta di birra gelata e al riparo dalla calura estiva. Tutto lo staff di TNT-Audio vi augura buone vacanze e vi aspetta il 22 settembre per i consueti aggiornamenti settimanali. Nel frattempo, continuate a seguirci sulla nostra Pagina Facebook!

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