Lettere alla Redazione di TNT-Audio - settimana 1/8/2020 - 9/8/2020

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  1. Ronzio giradischi
  2. Cambio diffusori
  3. Upgrade diffusori
  4. Ampli integrato con DAC
  5. Ampli per cuffie
  6. Mondo pro
  7. Nuovo impianto minimal
  8. Consiglio per cuffie in mobilità
  9. Insoddisfazione con musica liquida
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Ronzio giradischi
[Sansui SR4050]
Buongiorno Direttore!
Premetto che non sono esperto della materia. Vorrei rimettere in funzione correttamente questo meraviglioso giradischi Sansui SR 4050 del 1970, rimasto inutilizzato negli ultimi dieci anni. Non saprei dire se il difetto attuale era già presente quando veniva utilizzato da mia suocera che purtroppo non può più ascoltarlo. Non appena appoggio la puntina sul piatto, si ascolta un rumore di fondo a 100hz. Ho fatto una serie di prove, quella definitiva oggi pomeriggio, che mi portano a pensare che si tratta della vibrazione del motore che si trasmette alla puntina sia attraverso il braccio che attraverso il piatto stesso.
Oggi pomeriggio infatti ho rimosso il fondo del giradischi ed appoggiato il telaio in legno sui braccioli di una sedia. Ho staccato il motore dal telaio, appoggiandolo sulla seduta della sedia.
Azionando il motore (chiaramente senza cinghia) ed appoggiando la testina sul disco (fermo) il rumore è risultato molto ridotto, ma qualche vibrazione rientrava sul telaio dalla seduta della sedia attraverso i braccioli (trattandosi di una sedia in plexiglass è comprensibile). Quindi ho tenuto sospeso il motore con una mano, senza toccare la sedia: il rumore è totalmente sparito.
Da quanto ho letto questa vibrazione potrebbe dipendere da tre motivi:

Provvederò al più presto a versare l'olio nel serbatoio. Nel caso si trattasse di un motore usurato, probabilmente sarà impossibile trovare un motore compatibile, o sbaglio? Ho letto in un forum che un condensatore di sfasamento in perdita può determinare vibrazioni del motore. Io non sono in grado di comprendere questa diagnosi. A lei risulta?
Grazie dell'aiuto!
Cordiali saluti,
P.S. Ho trovato il service manual su internet, che non riesco ad allegare perché da 15 MB. (L'ho trovato su internet all'indirizzo
http://www.vintageshifi.com).
Tommaso - E-mail: tommaso.magna (at) live.com

LC
Caro Tommaso,
certamente qualche goccia d'olio non può far male, seguendo attentamente le istruzioni del manuale di servizio. Là si consiglia ogni mille ore di utilizzo, se il giradischi è rimasto fermo tanto tempo certamente necessita di lubrificazione. Utilizza un po' di olio Singer per macchine da cucire, andrà più che bene. Un motore di ricambio potrebbe non essere impossibile da reperire, ma bisogna vedere marca e, soprattutto, caratteristiche. Smontalo e prova a vedere se si intuisce qualcosa. Probabilmente molti giradischi giapponesi dell'epoca montavano motori analoghi.
Per quanto riguarda il condensatore non saprei, ma per non sbagliare io sostituirei tutti i condensatori presenti, con altri aventi le stesse caratteristiche. Controllerei anche i collegamenti di massa, affinché non siano interrotti. Il giradischi è molto bello esteticamente, mentre dal punto di vista sonoro non aspettarti chissà che. Se ha montata la testina di serie o comunque qualcosa di molto vecchio, sostituiscila appena possibile, basta anche una Ortofon o una AudioTechnica di classe entry-level da una ventina di euro. Suoneranno certamente meglio di una qualunque testina vecchia che è stata montata su quel giradischi.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Cambio diffusori
Buongiorno Dott. Cadeddu,
ci siamo sentiti ... pardon, letti ... circa due anni fa a proposito di un nuovo amplificatore per le mie Sonus Faber Minima Amator. Seguendo i suoi consigli ho optato per un Audio Analogue Fortissimo che mi ha dato tante soddisfazioni in questo tempo, ma, come spesso succede, ora vorrei qualcosa in più. Per carità, non sono alla ricerca della perfezione, anche perché le mie finanze non lo consentono, ma mi piacerebbe avere qualcosa in più sui bassi che le mia amate MA non mi danno, per ovvi motivi fisici.
Avrei selezionato i seguenti diffusori:

Il mio impianto attuale è così composto: ampli Audio Analogue Fortissimo, CD Audio Analogue Crescendo, diffusori Minima Amator. Cavi di potenza Eagle Cable a tre mescole (vecchiotti). La stanza misura circa m. 4 x 4,5, mediamente assorbente. Prediligo musica classica e suono morbido, non stancante, per ascolti prolungati. Secondo Lei uno dei diffusori sopra indicati potrebbe fare al caso mio?
Oppure dovrei salire di prezzo per avere qualcosa che stia al passo con le MA?
Grazie mille per il suo aiuto.
Con i più cordiali saluti.
Luciano - E-mail: lucgomie (at) gmail.com

LC
Caro Luciano,
tra quelle citate secondo me le Opera sono il compromesso migliore. Le Toy Tower potrebbero non avere la stessa raffinatezza in gamma media-alta cui sei abituato con le Minima Amator. Delle Wharfedale Linton non so che dirti, solo che questa riproposizione in chiave moderna di un classico del passato non mi dispiace. Senza averle ascoltate, purtroppo, è difficile dare giudizi. Avrebbero comunque bisogno di supporti, io francamente opterei per una torre da pavimento. Potresti cercare altri modelli da pavimento, usati, sempre di Opera o Sonus Faber, per non allontanarti troppo dal tipo di suono cui sei abituato.
Fai con calma, cerca e prova ad ascoltare il più possibile, magari portandoti appresso le tue Minima. Essendo minidiffusori di gran classe, non è esattamente banale, col budget che ti sei prefissato, trovare qualcosa che li migliori in tutti i parametri, bassi compresi. Per questo motivo l'usato sarebbe quasi un must, per me.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Upgrade diffusori
Gentilissimo Lucio,
torno a scriverle dopo alcuni mesi. Dopo aver trovato una buona posizione dei diffusori attualmente in mio possesso, alcuni cambiamenti in casa suggeriscono di trovare una soluzione meno ingombrante rispetto al set up attuale. L'amplificatore Sony TA-AX310, con cui ascolto sia cd che musica liquida attraverso il Raspberry Pi, pilota due diffusori da pavimento a tre vie di fine anni '70 della Diesse Costruzioni da 80Watt a cassa chiusa, equipaggiati con altoparlanti Ciare, dalle dimensioni notevoli per la stanza che ho a disposizione: i diffusori misurano 35x40x78 cm [ l x l x h ], la stanza 4,10 x 2,45 m.
Attualmente ho posizionato i diffusori sul lato lungo della stanza, poste a circa 190 cm dalla posizione di ascolto. Ipotizzando una spesa tra i 100 e 350€ vorrei acquistare dei diffusori più piccoli, da posizionare su stand sul lato corto della stanza, in modo da guadagnare spazio in larghezza e poter posizionare più distante il punto di ascolto. Giusto per complicare la faccenda, i due lati corti sono spezzati da una finestra e da una porta. Mi rendo conto che la conformazione della stanza non è ideale, ma attualmente più di così non riesco a fare.
Non ho molta esperienza, ma pur avendo un particolare apprezzamento per i diffusori vintage non mi dispiacerebbe valutare anche proposte "contemporanee" per continuare a migliorare l'ascolto dei miei dischi di rock, pop e musica elettronica. Avendo poco spazio, forse sarebbe l'ideale rimanere sempre su diffusori a cassa chiusa, cosa ne pensa?
In futuro, se il virus smetterà di boicottare la mia attività lavorativa, mi piacerebbe fare uno step in avanti sul fronte amplificatore ma per ora vorrei concentrarmi sui diffusori e su una gestione più pratica dello spazio domestico.
La ringrazio come di consueto e le auguro un buon fine settimana.
Cordialmente,
Stefano - E-mail: ferrando.stefano (at) gmail.com

LC
Caro Stefano,
diffusori piccoli e in cassa chiusa sono un rischio, oltre che difficili da trovare. E poi basta con questa fissazione per il vintage, per favore. Fai bene a valutare cose moderne! Per la cifra che hai stanziato, io non riesco a pensare a niente di meglio che a una coppia di Elac Debut 5.2 o 6.2, se lo spazio lo consente. La stanza non è piccola e, francamente, non capisco benissimo questa tua esigenza di allontanare il punto di ascolto e contemporaneamente avvicinare tra loro i diffusori. Vedete a cosa servono le foto e le piantine? A far capire a chi legge quali siano le distanze e le intenzioni che avete.
In ogni caso, una coppia di Elac Debut dovrebbero andar benissimo. Se le trovi, anche un modello della prima serie, usata. Qualora le dimensioni dovessero ancora rivelarsi eccessive, prendi una coppia di
Lonpoo LP42 e avvicinale alla parete posteriore. Con cinquanta euro passa la paura: sono minuscole, suonano benissimo per quel che costano e non ti fanno rimpiangere diffusori più grandi e costosi.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ampli integrato con DAC
Caro Lucio, seguo spesso la Tua ottima rivista e apprezzo molto la competenza e la serietà dei tuoi consigli. Ho 55 anni, sono un Medico, vivo a Roma e dall'età di 15 anni sono appassionato di Hi Fi. Ho posseduto vari impianti e attualmente amo ascoltare la Musica quando posso. Il mio impianto è così composto:

Il salone è di circa 15 mq. Sono molto soddisfatto del suono del mio modesto impianto e affezionato al MUSICAL FIDELITY :-)
Ascolto dalla Classica (Sinfonica, Cameristica, o per solo pianoforte) al Jazz, passando per Beatles, Pink Floyd, Kraftwerk etc etc. Vorrei aggiungere un DAC (budget totale 500 €), visto che tramite Sky q ascolto musica da Spotify. Avevo inizialmente pensato al DAC MAGIC 100, ma mi chiedevo se con questa cifra non fosse meglio acquistare un ampli con DAC integrato tipo DENON PMA600 NE oppure MARANTZ PM 6006, permutando il mio vecchio ELEKTRA E 11.
Collegherei così sia il CD che il decoder tramite cavo ottico all'ampli (avrei pure il telecomando).
Sarei lieto se potessi avere un Tuo parere competente in merito e soprattutto se ciò fosse realmente un upgrade.
Grazie della tua attenzione e veramente COMPLIMENTI.
Giovanni - E-mail: gioeus.65 (at) gmail.com

LC
Caro Giovanni,
l'idea di sostituire l'amplificatore con uno moderno, dotato di DAC e telecomando, mi trova assolutamente favorevole. Si semplifica l'impianto, si minimizzano i collegamenti e si accorcia il percorso del segnale. In più, si aggiorna la sezione di conversione con DAC di ultima generazione. Qualora potessi rinunciare al telecomando, ti consiglierei il NAD D3020, che è migliore degli amplificatori che hai indicato tu, per una cifra analoga. Qualora invece l'opzione telecomando fosse irrinunciabile, opta per il Marantz. Valuta anche il Cambridge Audio AXR85, un sintoamplificatore con tutte le caratteristiche che ti servono, sempre intorno ai 500€. In ogni caso, con gli apparecchi citati, dovresti avere un discreto upgrade generale. Il tuo integrato Musical Fidelity potrà essere venduto nel mercato dell'usato per una cifra intorno ai 150/200 euro, se perfetto.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ampli per cuffie
Carissimo, ho letto più volte la sua
risposta pubblicata sull'ultimo numero di TNT. Francamente non ho capito, ma avendo un background di tutt'altro genere, non mi stupisco. A parte i miei pessimi file mp3 archiviati negli anni su un hard disk collegato ad un Mac, trasferiti su un lettore FiiO X 1, chiedevo se bypassando tutto e collegando l'HD a qualche apparecchio tipo Cocktail Audio, avrei migliorato l'ascolto con le Grado SR 80. Ora mi vedo proporre un amplificatore per cuffie. Non so. Ma le Grado hanno un'impedenza di 32 ohm e non penso debbano essere amplificate. Piuttosto un buon Dac, migliore di quello del FiiO X1 potrebbe migliorare il tutto.
Ma forse non ho capito nulla.
Comunque grazie anche per la pazienza.
Claudio - E-mil: claudiomaga7 (at) gmail.com

LC
Caro Claudio,
mi spiace non essere stato abbastanza chiaro. Le Grado SR80 sono delle ottime cuffie, e ti garantisco che per sentire veramente come suonano hai bisogno di un buon ampli dedicato. Non c'entra un accidenti l'impedenza bassa, mica solo le cuffie ad alta impedenza beneficiano dell'ampli dedicato! E non c'entra nulla neppure il massimo volume ottenibile. No, è proprio una questione di qualità. Se fosse come dici tu, siccome tutti i diffusori sono da 8 ohm, un amplificatore qualunque dovrebbe andar bene sempre e non sarebbe necessario acquistarne di migliori. Certo che a volte è difficile seguirvi nei vostri ragionamenti “logici”...
Seconda cosa: gli MP3 suonano male, sempre e comunque. E se li fai passare attraverso un DAC migliore...miglioreranno, ma sempre MP3 restano. Compressi con perdita. Ciò che è andato perso nella compressione originaria non potrà mai più essere recuperato. Precisato questo (e credo di essere stato chiaro!) certamente un Cocktail Audio può gestire i file presenti nel tuo HD e suonarli come si deve. Resterebbe comunque il problema della qualità dell'uscita cuffia. Le SR80 meritano ben altro.
Oh, per carità, poi fai come vuoi, io non vendo ampli per cuffia né altro! Ma se mi chiedi un consiglio, cerco di indicarti le azioni da intraprendere per ascoltare meglio. A meno che tu non abbia già tutte le risposte, come sembra.
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Mondo pro
Buongiorno carissimo Lucio,
anzitutto il mio doverosissimo grazie per essere stati, tu e tutti i tuoi collaboratori, sempre con noi anche durante questo periodo segnato dalla pandemia, addirittura l'aggiornamento settimanale è sempre online già dal venerdì!
Non ti sto scrivendo per chiedere consigli, l'ho già fatto e sei sempre stato diretto, corretto ed onesto, questo, leggendovi settimanalmente, mi ha molto aiutato nelle mie scelte, volevo solo rendervi partecipi del mio percorso audio, senza però, spero, attaccarvi un pippotto :-)....
Qualche settimana fa mi sono messo a pensare a, come sempre tu consigli, semplificare e vendere il surplus accumulato nel tempo. Ho messo tutto in vendita e con il ricavato, naturalmente più conguagli, ho acquistato monitor da studio attivi e pre con dac. Bene, adesso, e sono anni che lo cercavo, ho impatto, raffinatezza, timbrica e ritmo che, prima, non ero mai riuscito a ricreare nel mio ambiente per i miei gusti.
Ho avuto diffusori Esb, Wharfedale, Klipsh, Elac, con vari ampli integrati, e tutto era bello all'inizio, ma noioso a lungo termine, mancava la frustata, il piede che batte il ritmo, la lacrima che scende sulla guancia. Allora cominciavo a pensare ai cavi di alimentazione, a quelli di segnale e di potenza, al dac con gli ultimi chip, all'abbinamento ampli/ casse, non ne uscivo!
Decisione drastica, via tutto e materiale pro, sui vari forum audio dicono no, non va bene in casa, tutto sparato in faccia, fatica di ascolto e via andare...
Bene, nel mio caso pc e cd player sono rimasti al loro posto, collegati xlr e usb asincrono ad un pre/dac dual mono fin dall'alimentazione a sua volta collegato a due monitor da studio, via xlr, da 90 watt canale con woofer da 20 e tweeter a nastro, beh Lucio, mi si è aperto un mondo!
Era da un po' che ci pensavo, ma quando ho ascoltato, da un rivenditore di strumenti musicali ed elettroniche pro per studio e live, questi diffusori ed ho visto i costi delle interfacce audio e cavetterie varie, ho pensato subito a quanti soldi ho buttato fino ad ora.
Avere diffusori attivi, con ampli ottimizzati per i loro driver, collegati in bilanciato con un pre che ti permette di regolare guadagno per ogni sorgente e per ogni uscita, libero da cavi rca morbidi, duri scuri, chiari, ecc. e da cavi di potenza che sono troppo capacitivi o troppo induttivi o qualcos'altro, è stato per me il Nirvana!
Adesso la mia musica scorre, per me, libera, veloce, morbida ed impattante, sento la fucilata del rullante ma anche i tamburelli li, un po' dietro a destra, insomma, tutto quello che il tecnico del suono voleva farci ascoltare, e che fa parte anche della sua firma.
Cosa voglio dirti alla fine di questa mia chiacchierata, solo un grande grazie, per avermi insegnato, e questo lo fate solo voi, altri siti sono solo pieni di persone che hanno la verità in tasca, che l'hi-fi non è solo la giostra piena di lucine, lastre di alluminio da 10 mm., piedini miracolosi, cavi, connettori e quant'altro ti vogliano vendere, ma è fatta anche di prodotti non pubblicizzati ed osannati che forse varrebbe la pena di prendere in considerazione e provare, siete i soli che provano prodotti che, normalmente, non trovi dal solito rivenditore e questo è uno sprone a cercare strade nuove che, forse, possono farci cambiare idea sui “dogmi” che a noi, amanti degli strumenti per riprodurre musica, sono, se non da sempre, ma comunque, da qualche decennio a questa parte, inculcati forse a forza, ma neanche poi troppo.
Un saluto a te ed a tutti i tuoi collaboratori, ed un augurio di serene e rilassanti ferie, non potete mica proseguire cosi per tutta l'estate, Lucio, a Settembre per te inizia la scuola!
Michele - E-mail: barbaraemichele (at) gmail.com

LC
Caro Michele,
sono felice che tu abbia trovato il suono che cercavi. Non abbiamo mai negato che il rapporto qualità/prezzo dei prodotti “pro” sia sempre stato elevatissimo, rispetto alla consuetudine dei prodotti HiFi. Non a caso, abbiamo sempre sottolineato questo aspetto nelle recensioni di materiale pro che abbiamo pubblicato qui su TNT-Audio, quali ad esempio quella dei diffusori
M-Audio BX8 D2, veramente notevoli anche secondo criteri strettamente audiophile. Questo mi porta però a dover fare una precisazione: facciamo attenzione a non passare dalla ragione al torto, con le facili generalizzazioni: quella tipica è che solo i prodotti pro abbiano un suono “vero”. Questo è falso. Spesso suonano malissimo. Ho ricevuto dei mini-monitor pro attivi costosissimi ed erano inascoltabili. Mai sentito niente di peggio. Costavano 3000€ e suonavano peggio delle Lonpoo da 50€. Di comune accordo (perché li avrei rovinati) abbiamo deciso che non era il caso di procedere oltre, perché già il primo ascolto era stato determinante. Ho creduto fossero guasti, li ho rispediti indietro perché li controllassero e non si sono più fatti sentire. Evidentemente non erano guasti.
Le stesse M-Audio citate suonano bene, ma non perché sono destinate al mercato pro, ma perché suonano bene e basta. Come tipologia sonora, di sicuro ho ascoltato prodotti HiFi che avevano un'impostazione ancor più estrema delle M-Audio, per capirci. Quindi: le M-Audio suonano bene perché sono state progettate bene, non perché siano prodotti “pro”. Diciamo che, semmai, trattandosi di un prodotto destinato a un mercato concreto e non evanescente come quello HiFi, il prezzo è sano, non sovraccarico di quell'aura di esotico che tanti prodotti HiFi hanno. Se fossero un prodotto a marchio HiFi, e l'ho scritto chiaro nella recensione, costerebbero molto, molto di più. E aggiungo che anche questo aspetto non è esclusivo per il settore pro: esistono prodotti HiFi che hanno rapporto qualità/prezzo straordinario, di nuovo i diffusori Lonpoo, per citare uno tra gli ultimi “miracoli” che mi siano capitati. Diffusori da 50€ la coppia che, se fossero commercializzati da un marchio noto, con pubblicità, distribuzione e tutto il resto, costerebbero tranquillamente 400-500€.
In conclusione: esistono buoni prodotti, in un ambito e nell'altro, sia pro che HiFi, sta alla nostra intelligenza giudicare tutto con mente flessibile, senza pregiudizi e senza fanatismi. Sembra facile.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Nuovo impianto minimal
Buongiorno redazione,
Sono da sempre stato un fervido cuffiofilo. Iniziando dalle dinamiche Audeze amplificate Bryston, passando per per le Stax con Headamp, e infine atterrato alle HD800 amplificate dai triodi del DNA Stratus. Ora sto sognando di fare un impianto veramente minimal con Devialet D120 o D200 (usati) con dei diffusori. Mi ha colpito un impianto con dei diffusori (che non ricordo ma dal costo proibitivo) pilotatati da due Devialet D400 collegati a un reel to reel Nagra. Un impianto che aveva tutto. Vorrei un consiglio sulla scelta di diffusori, qualche perla usata (dimenticata dal pubblico audiofilo) compatibile con la funzione SAM del Devialet. Stando sotto ai 4k di budget. So perfettamente che con il mio budget non raggiungerò mai la qualità del mio impianto cuffia ma almeno qualcosa che non me lo faccia rimpiangere. La cubatura della sala è di circa 18 mq.
Grazie e continuate così!
Massimo - E-mail: darsch0321 (at) gmail.com

LC
Caro Massimo,
la qualità del tuo ascolto in cuffia può essere raggiunta e superata, perché due cose non potrai mai avere con l'ascolto attuale: immagine tridimensionale davanti ai tuoi occhi (palcoscenico virtuale 3D) e impatto fisico del suono. Per quanto sofisticato possa essere il sistema cuffia + ampli dedicato, queste limitazioni non possono essere superate. E questi due aspetti della riproduzione sonora sono esattamente quelli che consentono la migliore illusione dell'evento riprodotto. Quindi, per me, nessun ascolto in cuffia potrà mai dare l'illusione di realismo che un impianto HiFi tradizionale può dare. Quando vai a concerto, non ascolti in cuffia, ma con tutto il corpo, e l'evento sonoro si materializza davanti ai tuoi occhi.
Precisato questo, veniamo alla tua domanda. La funzione SAM del Devialet non richiede che i diffusori siano in qualche maniera particolari: funziona sempre e comunque. L'amplificatore adatta il suono a ciò che i diffusori riproducono. Quattromila euro sono una cifra importante, che nell'usato ti consente di mettere le mani su diffusori importanti. Sto pensando a modelli una volta costosi di Thiel, ProAC, Avalon, Sonus Faber, Opera e tanti altri. Tutto dipende dallo spazio a disposizione, perché se prendi dei diffusori “importanti” devi garantir loro un po' di aria intorno, ad esempio. Il fatto che la sala sia 18 mq non dice granché, purtroppo. E non so neppure se tu possa posizionare adeguatamente dei diffusori da pavimento. Fai un esame di questi aspetti e cerca nell'usato per vedere cosa offra il mercato in questa fascia di prezzo.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Consiglio per cuffie in mobilità
Buonasera Signor Lucio,
vi seguo da tempo e mi avete aiutato nella scelta dell'impianto Hi Fi quando e' stato il momento. Attualmente ho una coppia di diffusori
Aliante Nova, abbinati ad un amplificatore Arcam FMJ A38 e ad un lettore CD Arcam FMJ P37. Ho anche a disposizione un subwofer Sunfire HRS8. Un sistema abbastanza semplice ma che a distanza di oltre 10 anni non mi ha ancora stancato e mi regala emozioni uniche tutte le volte che riesco a dedicare un po' di tempo all'ascolto della musica tra lavoro, famiglia e figli. Prediligo il Jazz, la musica rinascimentale ma anche rock e pop, non amo la musica elettronica. Il mio parametro di giudizio per l'ascolto è la fedeltà della riproduzione per come potrei sentire quella musica dal vivo. L'arrivo del figli ha un po' interrotto negli anni l'abitudine che avevo di andare ad ascoltare musica dal vivo nei locali di Milano dove si ha ancora la fortuna di ascoltare musicisti jazz o al Conservatorio. Tutto quanto precede per delineare i miei gusti e lo stile d'ascolto.
Mi sto interrogando con crescente curiosità sulla possibilità di ricorrere a delle cuffie da utilizzare nelle trasferte di lavoro o semplicemente quando mi sposto nella seconda casa in montagna dove non ho tutto lo spazio che vorrei dedicare ad un impianto stereo....
Le attaccherei al tablet dove ho memorizzato files in formato wav oppure al telefono, tramite jack senza trascurare la possibilità wireless (per es. bluetooth). Vorrei dedicare un budget non superiore ai 400-500 euro, senza escludere cifre superiori se ne valesse la pena. Vorrei chiedervi un suggerimento o una opinione dal momento che in questo periodo di Covid 19 non sono articoli facili da provare e vorrei evitare di fare una spesa ad occhi chiusi, senza ascolto o senza essermi confrontato. Mi era caduto l'occhio sulle B&W P7, confidando nella reputazione del brand nell'Hi end, o sulle Focal. Avrei scartato i modelli top bluetooth delle Sony e delle Bose, che mi e' capitato di sentire velocemente, per i bassi troppo "vaporosi" che rendono del tutto innaturale la musica che ascolto (i miei pezzi di test sono "Lullaby of birdland" di Nikki Yanofsky, "Look of Love" di Chris Botty & Sy Smith, live in Boston, e un pezzo per Arpa "Toccata in La maggiore" di Paradisi).
La ringrazio in anticipo per l'attenzione che, nel caso, potrà riservarmi e la saluto cordialmente.
Mario - E-mail: ricc.mario (at) gmail.com

LC
Caro Mario,
non spenderei mai 500€ per una cuffia da attaccare all'uscita di un telefono o di un tablet, sarebbero soldi buttati. Meglio, molto meglio, una cuffia da 200€ e un ampli cuffia da 300€, ad esempio. Sui modelli con bluetooth non saprei che consigliarti, non sono sicurissimo che questa tecnologia di trasmissione sia arrivata ai livelli di una buona connessione tradizionale.
Per la cifra che ho indicato, vedrei bene delle Grado Prestige SR-125e, delle Sennheiser HD 599 o delle Beyerdynamic DT-880. Si tratta di prodotti classici e “sicuri”. A queste potresti abbinare un ampli cuffia (tradizionale o con DAC, qualora dai tuoi dispositivi portatili potessi uscire con un segnale digitale) nell'ordine dei 300 euro. Penso al Beresford Capella che ci è stato segnalato più volte da lettori soddisfatti qui sulla Rubrica della Posta, al Rega Ear, o all'Audio GD R2R 11 (che sto ascoltando in questi giorni). Soluzioni di questo tipo suonerebbero molto meglio di una cuffia più costosa, magari bluetooth, collegata semplicemente a un tablet o a un telefono.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Insoddisfazione con musica liquida
Gent.le Direttore, credo di non dire nulla di nuovo sulla professionalità e obiettività della sua rivista, specie per un neofita del mondo HI-FI come il sottoscritto che non più in tenera età ha riscoperto l'emozione trasmessa da un fedele ascolto di buona musica. Approfitto pertanto della sua cortese disponibilità per chiederle un parere su un mio recente ma forse frettoloso acquisto (lockdown), anche se preceduto da un ascolto avvenuto in tempi diversi delle casse acustiche e dell'elettronica. Ho voluto indirizzare la mia scelta, supportato dal consiglio del venditore, su un set che privilegiasse la “musica liquida”, ovvero:

Il tutto collocato in un ambiente arredato di circa 35 mq, distanza tra le casse acustiche di circa m 2,80 con distanza di ascolto di circa m 3,5 circa. A breve provvederò all'acquisto dei supporti specifici S.F.
Devo ammettere di aver avuto discreta difficoltà nel gestire il Primare serie prisma, specie da app, molto votato al digitale e di aver ascoltato sopratutto musica con risoluzione mp3, mentre avevo ascoltato prima dell'acquisto le Sonetto I pilotate dall'integrato non Prisma (credo I15 o I35) con sorgente CD Marantz.
Soddisfatto ma non del tutto del risultato nel complesso ottenuto, Le chiedevo in cosa è possibile migliorare, dandole libertà di consiglio con budget di circa 3000 euro, considerando anche che vorrei completare il set con un piatto (in atto possiedo solo una modesta quantità di vinili anni 80 appartenente ai miei ascolti musicali giovanili). Finisco con dirle che ascolto prevalentemente musica Pop, Jazz, Classica, Strumentale, poco Rock solo tranquillo!!!
Chiedendole perdono anticipatamente per la mia scarsa dimestichezza con il mondo HI-FI, che devo dire giorno dopo giorno mi affascina grazie anche alla sua rivista, e per la frenesia di acquisto forse dettata dalla fiducia sui prodotti e poco dall'ascolto, ringraziandola
Le porgo cordiali saluti,
Giuseppe - E-mail: azzaro.peppe (at) gmail.com

LC
Caro Giuseppe,
non c'è alcuna ragione per la quale tu non debba essere soddisfatto dei tuoi acquisti, sia il Primare che le Sonus Faber sono ottimi prodotti, che dovrebbero anche sposarsi abbastanza bene tra loro. I problemi che io vedo sono sostanzialmente due: un ambiente molto grande e, presumo, abbastanza vuoto, che tenti di sonorizzare adeguatamente con dei diffusori nati per ambienti piccoli. E, in secondo luogo, cosa ancor più grave, il fatto che con questo bell'impianto tu ascolti file MP3 suonati da un notebook. Proprio non ci siamo. Prima cosa da fare: eliminare gli MP3 e passare un un sistema d'ascolto in streaming con file non compressi (Tidal, Qobuz etc.). Seconda cosa da fare...pensare a dei diffusori più adatti per questo ambiente così grande. Servono diffusori da pavimento, magari ancora di Sonus Faber.
Per quanto riguarda il giradischi, visto che hai pochi vinili degli anni '80, presumibilmente arati da giradischi “Dio solo sa come”, ti consiglierei di cominciare con qualcosa di semplice, dotato di pre fono integrato, visto che il tuo Primare ne è sprovvisto. Sto pensando, ad esempio, a un ProJect Debut Carbon phono USB DC, che per meno di 500€ ti consente di suonare dignitosamente bene i tuoi vinili e si può connettere direttamente agli ingressi del tuo amplificatore. Volendo spendere meno, anche il modello Pro-Ject T1 Phono SB andrebbe benissimo. Possono essere migliorati in seguito, dovesse venirti la passione per il vinile, con una testina migliore.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Gent.mo Direttore,
dopo aver dolorosamente constatato il trapasso del mio amato Rotel RA-820A, per disperazione e per tamponare la situazione, ho acquistato, dopo aver letto la sua
recensione, il Nobsound NS-01G Pro

...È INCREDIBILE!!!!

Ma come fa? Dove trova tutta quella voce? E i bassi? E gli alti? E i medi? E sto usando l'alimentatore di serie, quello da 12V e la tridimensionalità? Sta veramente tutto lì dentro?!?!?!?
Seguo la vostra rivista da più di dieci anni, ma non avevo mai (causa budget) acquistato nulla di quanto segnalate - ma stavolta, dopo essermi fatto sfuggire il T-Amp (onestamente, all'epoca non mi serviva), non ho esitato: e ho fatto centro.
La ringrazio infinitamente per il suo articolo,
Antonino - E-mail: antoninomaggio0 (at) gmail.com

LC
Caro Antonino,
felice di sapere che la nostra recensione ti sia stata utile! Però, se vuoi veramente sentire cosa è in grado di fare questa scatolina magica, ti serve l'alimentatore da 24V, come segnalato nella recensione. Sentirai...! Aumentano potenza, dinamica e basse frequenze. Il tutto per un paio di decine di euro. Non male, vero?
Ti stupisci che in uno spazio così piccolo si riesca a far stare tutto quel suono...ma è dai tempi del T-Amp che è possibile! L'idea che per avere un grande suono servano cattedrali di alluminio e acciaio sopravvive solo nelle menti offuscate degli audiofili, ma pian piano il mondo sta cambiando. La settimana scorsa un audiofilo si è stupito che un piccolo NuPrime IDA8 potesse farsi beffe di grossi amplificatori pesanti decine di kg...bisogna solo avere il coraggio di liberarsi dai pregiudizi e dalla voglia di ostentare “muscoli” (leggi kg e cm), convinti che servano alla musica. Servono solo all'ego contorto degli audiofili.
Grazie del feedback!
Lucio Cadeddu

Suggerimento musicale della settimana

È appena uscito il nuovo album della cantante pop Taylor Swift, che segna un cambio drastico di rotta nella sua produzione musicale. Intitolato Folklore, si tratta di un album dalla atmosfere intense e riflessive, dal quale ascoltiamo questa dolcissima Illicit affairs.

Nel caso questo embedding dovesse essere vietato/disabilitato, potete visionare il video direttamente su YouTube. Buon ascolto!

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